Consigli regionali abusivi (con video e dossier)

“Scusami se ti rompo le balle, ma chi deve caminare sta camminando?” Così Formigoni, intercettato nell’inchiesta sulla P3, sollecitava l’invio da Roma degli ispettori ministeriali dai giudici della Corte di Appello di Milano che non avevano accolto il ricorso della Lista “Per La Lombardia”. Presto il Presidente della Regione Lombardia sarà ascoltato dai Pm, l’ipotesi di reato  è quella di aver sollecitato le pressioni sul Magistrato Marra che poi riammise la sua lista alle elezioni regionali.

A presentare il ricorso che denunciava le irregolarità delle firme nella presentazione delle liste furono i radicali della Lista Bonino-Pannella. “Noi quei moduli li abbiamo vistiraccontava negli scorsi giorni Marco Cappato a Radio Radicale-  abbiamo avuto modo di vedere come le firme non ci fossero per tanti motivi: per irregolarità formali e anche per veri e propri reati che riguardano le date di autenticazione antecedenti alla data in cui l’elenco dei candidati fu predisposto. Questo non lo dico io, ma la data la fornì lo stesso presidente Formigoni in un’intervista a Repubblica”.

In questi stessi giorni il Tar del Piemonte ha deciso di far riconteggiare le firme delle Liste “Al Centro con Scanderebech” e “Consumatori con Cota”. Il risultato dell’operazione potrebbe portare a nuove elezioni nella Regione che ha visto vincere Roberto Cota, della Lega Nord.

Il 17 settembre il Tar dell’Emilia Romagna sarà chiamato ad esprimersi sul caso di Vasco Errani: pende un ricorso contro la convalida della sua elezione a Presidente di Regione.

Sta esplodendo contemporaneamente su tutti i fronti quello che i radicali denunciano da anni: la totale mancanza di democrazia e di stato di diritto, tutta Italiana, che trova nel caos democratico delle elezioni una della sua concretizzazione.

Uno scandalo annunciato

Tutto quello che è successo alle ultime elezioni regionali era stato previsto dai Radicali. Già nella primavera del 2004 i radicali avevano presentato all’OSCE la richiesta di monitoraggio dell’intero procedimento elettorale in Italia,denunciando in particolare le ampie irregolarità e le violazioni di legge che erano occorse in occasione delle elezioni regionali del 2000. Le denunce presentate dai radicali in tutti gli uffici giudiziari competenti in Italia, nell’immediatezza del presentarsi delle irregolarità, non avevano avuto esiti giudiziari in grado di riparare agli effetti politici che erano stati provocati dalla presenza illegittima di liste di candidati in quella competizione elettorale, o anche soltanto di prevenire il ripetersi delle irregolarità ed illegalità in successive competizioni elettorali.

Il riassunto delle iniziative dal 2000 al 2009

 

Nell’ultima fase della raccolta firme delle elezioni regionali del 2010 Emma Bonino, candidata del centro sinistra per la Regione Lazio, ha fatto un durissimo sciopero della fame e della sete e la Lista Bonino Pannella ha promosso una campagna online dal titolo “Ristabilire la verità sulle liste: tutti i fatti e le vere cause”  ma, nonostante le denunce, si è arrivati al momento delle elezioni nella totale illegalità.

 

I Radicali Italiani non hanno smesso di lottare e stanno agendo su tre fronti:

I ricorsi al Tar

Sono stati presentati ricorsi in Lombardia, Umbria, Veneto ed Emilia Romagna, sulla base dei criteri elaborati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Ricorsi particolari sono stati presentati sui casi di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, e Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna: entrambi, secondo le leggi in vigore, sarebbero ineleggibili, perchè al terzo mandato consecutivo nonostante la legge elettorale in vigore in entrambe le regioni vieti l’elezione per più di due mandati consecutivi.

 

Le azioni popolari

I radicali dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino il 4 giugno 2010 hanno tenuto una conferenza stampa in cui hanno presentato due “azioni popolari” (ricorsi di cittadini elettori al Tribunale Ordinario di Torino) per far decadere dalle loro cariche in Consiglio Regionale i leghisti Roberto Cota e Gianluca Buonanno. Roberto Cota è incompatibile essendo sia capogruppo della Lega Nord alla Camera sia Presidente della Regione Piemonte. Gianluca Buonanno è doppiamente incompatibile: deputato Lega Nord, consigliere regionale e sindaco di Varallo Sesia (VC).

Sul sito dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta sono reperibili tutte le informazioni sull’iniziativa e i testi delle azioni popolari.

La registrazione di RadioRadicale:

Il 16 giugno il leghista Gianluca Buonanno sceglie il seggio da deputato, mentre  il 17 giugno Roberto Cota si dimette da deputato, scegliendo di preservare il suo ruolo di Consigliere Regionale. Un successo l’iniziativa intrapresa da i radicali piemontesi per il ripristino, almeno parziale della legalità.

 

La richiesta di una commissione di inchiesta

I radicali hanno organizzato manifestazioni – conferenze stampa davanti ai Consigli Regionali, consegnando:

  • un dossier che ribadisce le illegalità che hanno caratterizzato la campagna elettorale:
    • La manipolazione delle leggi elettorali
    • L’incertezza delle regole
    • La negazione dei diritti dei cittadini nella fase di presentazione delle liste
    • La mancanza di regole nell’accesso ai mezzi di informazione regionali e nazionali, pubblici e privati
  • una lettera aperta con cui si chiede che venga al più presto istituita una Commissione di Inchiesta che indaghi sulla negazione dei diritti civili dei cittadini.

La rassegna stampa delle iniziative davanti ai Consigli organizzate nel mese di Maggio

19 maggio: Umbria

19 maggio: Lazio

12 maggio: Campania

12 maggio: Basilicata

11 maggio: Lombardia

Emilia Romagna

10 maggio

21 giugno

I Radicali Werther Casali, Monica Mischiatti e l’avvocato Santiago Arguello presentano il ricorso contro la convalida dell’elezione di Vasco Errani.

7 Maggio: Toscana

Consigli regionali abusivi.

Senza democrazia non vi sono elezioni.

Consigli regionali abusivi

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