O.d.G. Voto per i disabili gravi

Ieri, primo aprile, il consiglio comunale di Bergamo ha approvato all’unanimità un’ordine del giorno urgente, presentato dal consigliere Simone Paganoni della Lista Bruni e sottoscritto dai 34 consiglieri presenti alla seduta, in cui si invitano tutti i parlamentari bergamaschi che risulteranno eletti nelle prossime consultazioni a impegnarsi per l’introduzione di una normativa che garantisca concretamente ai cittadini disabili e ammalati il diritto al voto.
L’odg riprende l’obiettivo e gli argomenti della lettera inviata il 19 marzo al Ministro Giuliano Amato da Rita Bernardini, Segretaria Nazionale di Radicali Italiani, Ileana Argentin, Delegata per le Politiche dell’Handicap del Comune di Roma e candidata nelle liste del PD, e Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e suggerisce inoltre alcune modalità tecniche per l’esercizio del voto domiciliare.
Ecco il testo del documento:

Anche quest’anno una fetta consistente di elettori sarà esclusa dal diritto di voto. Si tratta di coloro che non possono muoversi da casa perché immobilizzati a causa di gravi invalidità o di malattia.
Grazie alla lotta di Luca Coscioni e di Piergiorgio Welby, il 27 gennaio 2006 il Ministro Giuseppe Pisanu si rese promotore della legge n.22 per il diritto di voto domiciliare dei malati intrasportabili "dipendenti in modo continuativo e vitale da apparecchiature elettromedicali". Un primo successo, che tuttavia esclude chi, pur immobilizzato in un letto, non dipende da macchine per la respirazione o da altre apparecchiature.
Eppure l’art. 48, comma 4, della nostra Costituzione parla chiaro: "Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge". Siamo convinti che tutti comprendano e condividano che in un paese democratico non sono tollerabili siffatte discriminazioni, proprio nel momento in cui gli elettori sono chiamati ad eleggere i loro rappresentanti.
Da una ricerca su ciò che avviene in altri Paesi Europei (allegata) risulta che la violazione del diritto di voto di persone pienamente legittimate ad esercitarlo riguarda praticamente solo l’Italia. La maggior parte delle nazioni prevede il voto per corrispondenza o, in assenza, il voto a domicilio o per procura.

In Italia dobbiamo registrare una lunga serie di problemi burocratici che scoraggiano il cittadino portatore di handicap, costretto a sottoporsi a procedure burocratiche contrarie alla normativa in vigore, la quale mira alla "semplificazione degli adempimenti amministrativi per le persone con disabilità". Ci riferiamo alla legge n.80 del 9 marzo 2006 che all’art. 6 stabilisce che "I soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione sono esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap."
C’è chi sostiene l’insostenibile e cioè che varare un’efficace normativa in materia "sarebbe troppo costoso per le casse dello Stato", o che "in Italia non ci si può fidare del voto per corrispondenza o per procura" (tra l’altro già adottato per gli italiani all’estero). Crediamo che, nel terzo millennio, l’Italia sia più che attrezzata per evitare abusi, e che se c’è un settore dove lo Stato ha il dovere di "spendere" è proprio quello dell’esercizio effettivo del potere democratico.

In considerazione delle carenze normative sopra esposte,
il consiglio comunale di Bergamo
Invita tutti i candidati della nostra provincia che verranno eletti in parlamento a farsi promotori e sostenitori di iniziative legislative atte a consentire il diritto di voto dei disabili
prevedendo:

  1. Uno o più seggi mobili che possano recarsi nelle abitazioni di coloro che ne facciano richiesta scritta, supportata da un certificato medico che dichiari l’impossibilità dell’elettore di muoversi dal luogo in cui è domiciliato o, in alternativa, prevedere la possibilità che i Presidenti di seggio, coadiuvati da uno scrutatore, designato con sorteggio, e dal segretario, possano recarsi, durante le ore in cui e’ aperta la votazione, nella dimora espressamente indicata dall’elettore e compresa nei propri ambiti territoriali.
  2. La possibilità per i rappresentanti di lista che ne facciano richiesta di partecipare alle operazioni di raccolta del voto a domicilio, per garantirne la massima trasparenza.
  3. La garanzia, a cura dei Presidenti del seggio e con ogni mezzo idoneo, della libertà e della segretezza del voto, nel rispetto delle esigenze connesse alla condizione di salute dell’elettore.
  4. La raccolta e la custodia, da parte dei Presidenti del seggio, delle schede votate, poi immediatamente riportate presso l’ufficio elettorale di sezione per essere immesse nell’urna (o nelle urne) destinate alle votazioni.

 

Una volta proclamati gli eletti, solleciteremo i parlamentari bergamaschi a operare in questa direzione, forti anche dell’invito dell’istituzione locale.

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