Francesco Cossiga, Giorgiana Masi e le arance di Pannella

manifesto radicale degli anni 70

Francesco Cossiga: vicenda politica e confronto col Partito Radicale

“Marco conduce da tempo una battaglia contro la partitocrazia,è sempre stato coerente nel denunziare i mali di questa partitocrazia, e in realtà egli nel portare questa accusa contro di me la porta perchè mi considera un figlio, la punta di diamante, ma forse anche la più pericolosa, di una degenarazione partitocratica”. Francesco Cossiga, estratto del video “Attentato alla Costituzione- Cossiga vs. Pannella”

 

Mio caro nemico rimpiangerò le tue battute al veleno – intervista a Marco Pannella, 18 agosto 2010 – Il secolo XIX


Il giorno della morte di Francesco Cossiga Radio Radicale ne ripropone la vicenda politica attraverso la voce e le immagini, custodite nell’ archivio. Una vicenda che è stata parte sostanziale della vita politica italiana. Più volte Cossiga si è trovato a confrontarsi, anche duramente, con le iniziative politiche di Marco Pannella e del Partito Radicale: l’uccisione di Giorgiana Masi nel 1977, la messa sotto accusa nella fase finale della sua Presidenza della Repubblica, le dichiarazioni sulle proprie responsabilità per la tragica uccisione di Aldo Moro, la lotta per l’amnistia.

Lo speciale di Radio Radicale

“Spero ardentemente che ce la faccia! D’altra parte, come potrebbe compiere un orrendo tradimento verso un intimo amico, andandosene per togliermi ogni speranza di potergli finalmente portare un giorno le arance in carcere? No, lo ritengo ed è capace di tutto, ma non di questo!” Queste parole erano state incluse, il 13 agosto 2010, da Marco Pannella in un telegramma che il leader radicale aveva inviato a Francesco Cossiga.

Francesco Cossiga, Ministro dell’Interno nel 1977

Nelle ore del cordoglio e del ricordo del Cossiga politico i Radicali non vogliono dimenticare un’oscura vicenda della storia italiana su cui non si sono mai stancati di chiedere verità: l’assassinio di Giorgiana Masi, la ragazza venne uccisa il 12 maggio 1977 durante una manifestazione “non autorizzata” in occasione dell’anniversario della vittoria del referendum sul divorzio e della raccolta firme per i referendum per l’abrogazione delle leggi sull’ordine pubblico emanate proprio da Francesco Cossiga che all’epoca era Ministro dell’Interno.

12 maggio 2008

12 maggio 2009

12 maggio 2010

I Radicali ricostruirono in un filmato la dinamica dei fatti, per tutti gli anni a seguire non hanno mai smesso di denunciare la verità e tutte le volte che si sono trovati in Parlamento hanno sempre chiesto che venissero istituite commissioni di inchiesta su quella e su altre vicende “oscure di queli anni.

1977-2009, verità sulla morte di Giorgiana Masi. La verità la conosciamo, una verità che ha nome P2, P38, PCI e P- Scalfari e P-Cossiga e tutto quanto il resto. Allora il Governo Cossiga, il Governo di unità nazionale, le unità nazionali sono sempre state fascisce, ci conferma Cossiga, un ala del partito comunista quello di Pecchioli e Minnucci, molto vicina a aree anche piduiste, il governo cossiga aveva emanato un decreto chiarissimamente anticostituzionale e definito ormai dai testi giuridici perchè era volto al minimo incidente, e di quei tempi di incidenti ve n’erano molti, a sospendere tutti i diritti di manifestazione.

 Noi da soli in Parlamento contestammo questa chiara operazione di stampo reazionario e fascista dell’antifascismo. A un certo punto il 12 maggio noi prevedemmo quello che stava accadendo. Giorgiana Masi forse, direi, è morta non nel quadro della giornata come era stata organizzata e prevista anche da settori molto importanti dello stato. Era una giornata che grazie al comportamento leale nei nostri confronti anche dei manifestanti di via dei Volsci, comunisti e all’opposto di noi, che si erano impegnati a fare una giornata a piazza Navona di manifestazione pacifica per raccogliere le firme sul referendum durante un concerto. Ebbene, a quel punto, noi abbiamo documentato che le forze di polizia venivano stimolate anche per Radio a intervenire e sparare anche. Si cercava il morto. Non ci fu. C’erano, com’è noto, e vennero fotografati, numerosi poliziotti travestiti da autonomi con la pistola in mano, che dovevano passare come prova di un momento di violenza contro lo Stato. In Parlamento a nome del Ministro Cossiga il Sottosegretario dichiarò che mai la polizia aveva sparato. Abbiamo documentato a livello anche cinematografico invece che sparavano e sparavano, ma non colpirono nessuno.

 

Alla fine della giornata c’è stato questo assassinio di Giorgiana Masi. Una cosa di quella giornata è sintomatica: dopo sei ore di scontri terribili le forze dell’ordine lamentarono una sola ferita di striscio di un giovane carabiniere della scuola di Velletri al polso, per ferita di arma da fuoco, la propria. Da quel momento noi abbiamo diffuso, con Radio Radicale, e consegnato alla cosidetta magistratura le voci che dichiaravano alla polizia “Sbrigatevi, muovetevi, già hanno ammazzato qualcuno di noi, stanno sparando.” Quindi, fino alla fine, si tentò di recuperare la mancata occasione, speravano di poter decretare la sospensione del diritto di manifestazione in tutta Italia grazie alla nostra forza nonviolenta, grazie alla lealtà straordinaria, anche degli autonomi che erano venuti in quell’occasione, io non mi stanco mai anche di sottolineare questo, fu necessario questo supplemento quasi isolato, perchè non c’erano stati morti. Questa è la verità, poi Cossiga racconta cose private, il fidanzato, la moglie, la mamma, Sciascia lo diceva, anche a proposito della mafia comune, non quella di stato, “ogni volta si doveva mettere qualche argomento di pelo, di sospetto. E anche Cossiga ci prova. Ma per un altro verso è leale proprio oggi ha detto che c’erano contatti dello stato tra gli autonomi, infiltrati nelle BR. Probabilmente cercavano nelle BR di impedire quell’assassinio di Moro che lo stato aveva decretato essere necessario. Quindi, la verità sulla morte di Giorgiana Masi c’è, ma qui, proprio qui, voglio dire che c’è una verità che è terrorizzante: l’assassinio del comandante generale dell’arma dei carabinieri, Generale Mino, assassinato con un “incidente di elicottero”. Su questo come un solo uomo i fascisti dell’antifascismo hanno impedito di ascoltare testimonianze di primo piano nostre. La verità forse ci farà salvi. Siamo in un satyagraha per questo. Ora verità per Giorgiana Masi, certo. E il futuro avrà memoria di questo perchè già questo è noto. Adesso aspettiamo che diventi anche noto come fu assassinato addirittura l’ontesto e popolare Generale Mino.

Marco Pannella, 12 maggio 2009, manifestazione 1977-2009 Verità per Giorgiana Masi

FRANCESCO COSSIGA
La sua storia col Partito Radicale e le arance di Marco Pannella

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