VII Congresso di Radicali Italiani: la Mozione generale approvata

Il Congresso si è tenuto a Chianciano Terme, dal 30 ottobre al 2 novembre 2008.

La mozione, a prima firma Emma Bonino, è stata approvata con 186 voti a favore, 2 contrari e 27 astenuti.

Chianciano Terme, 2 novembre 2008

Il Congresso di Radicali Italiani, tenutosi a Chianciano dal 30 ottobre al 2 novembre, udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva.

Il Congresso cade in un momento particolarmente difficile e ancor più drammatico di quel che non dica la politica italiana. Soprattutto – ma non solo – per quanto riguarda le grandi e sempre più gravi questioni della legalità negata, della Costituzione offesa, sostituita da quella “Costituzione vivente” che è tanto incostituita, incostituzionale, sconosciuta, quanto l’unica ad essere vigente; situazione di fatto, trionfo dell’arbitrio, di poteri oligarchici, classisti, corporativisti, corrotti e corruttori, quando non di pretta e consapevole organizzazione criminale.

Questa desertificazione, che avanza da decenni, della legalità repubblicana, di autentici, limpidi, grandi ideali, opprime e degrada ormai il Paese, il territorio, un popolo intero cui viene, di nuovo e da tempo, negato il diritto di “conoscere per deliberare”, negata la stessa libertà di associazione, negato l’apporto di partiti democratici – quali sono prescritti e previsti dall’art. 49 e dall’intera Costituzione scritta – da partiti che come un parastato politico-sociale (appena diversamente che in un non lontano passato) sequestrano, rapinano l’indisponibile bene pubblico, “legalizzando” tali comportamenti, vietando e criminalizzando ogni progetto e proposta che si sospettino possano essere storicamente alternativi, di Rivoluzione liberale, nonviolenta, laica, antitotalitaria.”

Tali valutazioni e analisi sono state trasmesse dagli organi dirigenti del Movimento Radicali Italiani e del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito all’attenzione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che il Congresso ringrazia per aver ad esse corrisposto con parole non formali di attenzione, di apprezzamento e di stima, come del resto aveva già fatto di fronte al grave e prolungato inadempimento degli “obblighi” costituzionali da parte del Parlamento.

Il Congresso – che ha registrato l’avvenuta elezione dopo 18 mesi del Giudice mancante della Corte Costituzionale, risultato del monito del Capo dello Stato, dell’appello della maggioranza assoluta dei Parlamentari e dell’azione nonviolenta radicale – denuncia il persistente impedimento al funzionamento della Commissione parlamentare di vigilanza e di indirizzo sulla radiotelevisione, nonché la qualunquistica liquidazione del problema che finora è arrivata da parte sia del Presidente del Consiglio che del Segretario del principale partito di opposizione.

Il Congresso considera che la possibilità stessa di continuare ad assicurare quella resistenza radicale che ha consentito in oltre mezzo secolo di lotta di conseguire importanti obiettivi di riforma venga oggi sempre più messa chiaramente in discussione dal tentativo di cancellare con la violenza dell’illegalità e della non-democrazia la nozione della storia e delle lotte radicali, i diritti civili, politici e sociali dei cittadini, e saluta la partecipazione in Congresso di tante compagne e compagni che da “radicali ignoti” ne sono stati dirigenti e protagonisti in condizioni spesso di isolamento, rinnovando la tessera radicale per oltre un quarto di secolo.

La chiusura – in corso di avanzato perfezionamento – del Centro d’Ascolto dell’informazione radiotelevisiva – unica organizzazione in grado di assicurare il monitoraggio, il controllo e la conoscenza scientifica dei contenuti e dei tempi delle trasmissione televisive – è soltanto l’atto più recente, di palese inaudita gravità, del processo di soffocamento messo in atto dal regime partitocratrico e corporativo.

Il Congresso ritiene, nonostante le gravi condizioni anche in termini di risorse umane e finanziarie nelle quali versa Radicali Italiani insieme alla “galassia radicale”, che proprio il Movimento radicale possa costituire la sola alternativa liberale e riformatrice allo sfascio delle istituzioni e della vita sociale ed economica, e debba perciò candidarsi a rappresentare l’elemento di aggregazione di una classe dirigente alternativa a quella responsabile dell’attuale dissesto. A tal fine chiama a raccolta le energie laiche, liberali, socialiste, federaliste, ambientaliste, democratiche che già si erano iniziate a manifestare nel progetto della Rosa nel Pugno e nel confronto scaturito dall’Assemblea dei Mille post-elettorale, incentrato in particolare sulla libertà di associazione e il collegio uninominale come condizioni per un avvio di reale riforma democratica.

Il Congresso individua nell’obiettivo della istituzione di una Anagrafe Pubblica degli Eletti e Nominati il primo banco di prova per la legalizzazione e moralizzazione della vita pubblica e istituzionale del Paese. Ringrazia perciò gli organi dirigenti per avere incardinato tale iniziativa, investendone già – attraverso anche la mobilitazione dei militanti e delle associazioni radicali – forze politiche e amministratori locali al fine di conquistare la grande riforma che faccia della persona candidata ed eletta il soggetto costitutivo di ogni forma di aggregazione e rappresentanza politica, in tal modo sottratta all’altrimenti inevitabile degenerazione partitocratica della democrazia; uno strumento che, se adottato, potrà rendere conoscibile ai cittadini la documentazione relativa ai comportamenti istituzionali di tutti gli eletti, ad ogni livello: Parlamento, Regioni, Province, Comuni.

Su tale obiettivo, il Congresso impegna gli organi dirigenti a mobilitare in modo prioritario il Movimento al fine di attivare ogni strumento di iniziativa popolare, di democrazia diretta, di interlocuzione politica e istituzionale, e ad aprire la campagna iscrizioni 2009 per reperire le risorse umane e materiali necessarie a questa impresa.

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