I Congresso di Radicali Italiani

LA MOZIONE GENERALE APPROVATA

7 luglio 2002

 

Roma, 7 lugio 2002 -Quella che segue è la mozione generale approvata al larghissima maggioranza dal Congresso di Radicali Italiani

Il Primo Congresso di Radicali Italiani,
riunito a Roma dal 4 al 7 luglio 2002

1. udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva;

2. esprime sostegno e volontà comune di lotta, per rafforzarla ed estenderla, all’azione del Presidente-Coordinatore del Partito Radicale Marco Pannella: guida del grande Satyagraha in cui è accompagnato e sostenuto da 6.000 cittadini, e così proseguendo e innovando la strategia nonviolenta neogandhiana dei radicali, Pannella mostra che è necessario e possibile riaffermare il valore della certezza del diritto, della legge scritta e uguale per tutti, come la più sicura e la meno violenta delle possibili regole di convivenza, rendendo così legali istituzioni che oggi vivono ed operano al di fuori del perimetro della legge, e superando lo scandalo di un Parlamento costantemente costretto a subordinare l’adempimento di obblighi costituzionali fondamentali alle opportunità politiche e a convenienze di parte, di partito, di fazione;

3. rivolge un saluto e un ringraziamento commosso ai 3.200 detenuti italiani, marocchini, tunisini, egiziani, nigeriani, senegalesi, turchi, ucraini, croati, serbi, bosniaci, kosovari, albanesi, macedoni, polacchi, rumeni, moldavi, peruviani, cileni, colombiani, cubani, bangladeshi, cingalesi, libanesi, uruguaiani, che stanno partecipando a questa iniziativa, già così transnazionale.
Faticano ad accettare il senso della pena cui sono sottoposti, se proprio lo Stato che gliela infligge si trascina nell’illegalità: eppure offrono questa straordinaria prova di dignità civile, dalle carceri di S. Vittore e Opera a Milano, Bollate, Bergamo, Brescia, Udine, Pordenone, Dozza di Bologna, San Sebastiano di Sassari e Tempio Pausania, Buoncammino di Cagliari, Alghero, Pisa, Rebibbia e Regina Coeli di Roma, Potenza, Matera, Trapani e Palermo.
A tutti loro, i radicali assicurano un impegno certo contro il persistere di condizioni detentive volte ad annientare la stessa dignità umana del carcerato, e oggi delinquenzialmente aggravate dal taglio delle spese sanitarie e dalla riduzione delle già scarsissime opportunità di lavoro: tutto questo fa del carcere, nell’Italia del 2002, una vera e propria discarica sociale, un luogo di violenza strutturale e di disperazione definitiva, cui si oppone solo il coraggio civile e il senso della legalità di detenuti, agenti di custodia e direttori;

4. decide di rilanciare con il massimo delle energie e su tutti i fronti (politico-parlamentare, giudiziario, nonviolento, nazionale e transnazionale) la denuncia e la lotta contro quella catena di illegalità che prende il nome di “caso Italia”.

Per questo:

a) ringrazia il Presidente degli eurodeputati radicali Maurizio Turco, e gli oltre 70 suoi colleghi, che per due volte, e senza alcun precedente nella storia dell’Unione, hanno attivato lo strumento della denuncia della violazione dello Stato di diritto e della democrazia da parte di uno Stato membro, a seguito della mancanza del plenum previsto dalla Costituzione italiana per la Corte Costituzionale, il Parlamento ed il Consiglio Superiore della Magistratura;

b) impegna gli organi dirigenti del movimento a presentare e sostenere una denuncia contro lo Stato italiano dinanzi alla Corte Europea dei diritti umani per l’attentato ai diritti civili e politici -e quindi umani- dei cittadini italiani, aggravato in modo particolare in questi ultimi anni, specie con riferimento al diritto fondamentale al “conoscere per deliberare”;

c) decide di promuovere iniziative volte a dotare i cittadini italiani (a cominciare dai detenuti, e in particolare da quelli sottoposti al regime disumano e anticostituzionale detto “41 bis”, vera e propria pena di morte distillata quotidianamente, innanzitutto per lo Stato e la società che la infliggono) di strumenti di azione individuale e diretta, presso tutte le sedi politiche e giudiziarie, nazionali e transnazionali;

d) delibera il ricorso puntuale e sistematico agli strumenti della nonviolenza, della disobbedienza civile, della non collaborazione, per imporre allo Stato il rispetto delle sue leggi, e per aiutare ogni istituzione e entrare nel perimetro delle regole che presiedono alla sua stessa vita;

5. deve constatare che, contro il cammino riformatore univocamente indicato dagli elettori -ogni volta che si sia loro consentito di farlo-, non le “opinioni” o le “posizioni”, ma le concrete lotte liberali, liberiste, libertarie, per la riforma americana delle istituzioni (presidenzialismo, federalismo, bipartitismo), dell’economia (per l’affermazione dei diritti e delle libertà di un blocco sociale di “produttori” e di “outsider” che unisce piccoli imprenditori, disoccupati e sotto-occupati, pensionati sociali e al minimo, immigrati, tutti oppressi -oggi- dalle politiche corporative, regressive e antisociali difese dalla grande imprenditoria assistita e dal sindacato di Stato) e della giustizia (liberale, garantista, contro un “partito dei giudici” eversivo, golpista, avversario innanzitutto dei diritti e delle libertà -sotto la sovranità della legge scritta- della maggioranza dei magistrati), sono oggi tanto necessarie e popolari per il paese, quanto ormai pressoché esclusivamente affidate ad un non ricercato monopolio del movimento radicale organizzato.

Per questo, saluta l’eccezione -e insieme l’occasione- rappresentata dai parlamentari Alberti Casellati, Battisti, Cento, D’Amico, De Benedetti, Del Pennino, Di Teodoro, Falanga, Grillini, Magri, Perrotta, Pisapia, Siniscalchi, Taormina, Zanella, che hanno assicurato -da primi firmatari- la presentazione alle Camere delle 25 proposte di legge radicali: ciascuna di esse, o ciascun pacchetto, o l’intero complesso, rappresentano oggi -per ogni militante politico, per ogni altro parlamentare, di qualunque estrazione o appartenenza- un’opportunità preziosa di lotta e di aggregazione;

6. delibera di aprire un anno straordinario di iniziativa e di lotta, con il ricorso ad ogni strumento politico, giudiziario e nonviolento, sulla battaglia per la speranza nella vita e la vita della speranza di milioni di donne e di uomini, guidata ed incarnata da Luca Coscioni.

E’ un nuovo capitolo della lotta religiosa -e quindi anticlericale- dei radicali contro ogni politica statale o vaticana o talebana, contro tutti i fondamentalismi che si oppongono al diritto di scelta individuale e privata in materia di libertà sessuale, di cura, di ricerca, di fecondazione assistita, di droghe, di morte dignitosa;

7. decide di mobilitarsi da subito per un pieno successo della seconda sessione del Congresso del Partito Radicale, transnazionale e transpartito, soggetto motore della lotta organizzata per l’affermazione della vita, del diritto e della libertà in ogni parte del mondo, a cominciare dall’istituzione della Organizzazione Mondiale della Democrazia auspicata da Emma Bonino;

8. rivolge un appello urgente a tutti coloro che saranno raggiunti dalla notizia di questo Congresso, affinché comprendano che la sorte di così tante speranze -e quali-, è oggi affidata a quanti, fra loro, decideranno, e subito, di iscriversi, di dire: “Sono radicale anch’io”: occorrono al più presto decine di migliaia di iscritti per garantire alle idee, alle lotte e alle speranze radicali di vivere.

#LiberidalDebito
#SostieniciNelTempo
#RadicalCannabisClub
#EroStraniero
#Parliamone!
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