Anche l’Italia segua l’esempio della Gran Bretagna nell’impegno sul fair use

Anche l’Italia segua l’esempio della Gran Bretagna, dove il capo del Governo Cameron ha fatto appello ad una maggiore flessibilità in termini di normativa sul copyright e diritto d’autore al fine di incentivare l’innovazione e lo sviluppo. Cameron ha sottolineato come il fair use contenuto nella legge sul copyright statunitense abbia permesso la nascita di Google, impossibile con l’attuale legislazione vigente in Gran Bretagna (e in Italia). L’appello del premier britannico rappresenta un’occasione per riaprire il dibattito sull’opportunità di estendere anche nel nostro Paese il fair use.

È arrivato il momento di riprendere in mano le iniziative che in questi anni hanno tentato di affrontare l’ambiguità e la generalità del testo con cui in Italia è stato introdotto nel 2007 il concetto di fair use attraverso il comma 1 bis dell’art. 70 della Legge sul diritto d’autore. A partire dall’iniziativa dell’avvocato Guido Scorza (tra le numerose cariche anche membro del direttivo di Agorà Digitale) e il giornalista Luca Spinelli mirante ad una più precisa definizione tramite una proposta di decreto ministeriale. Oppure la proposta di legge presentata nel giugno 2009 da Roberto Cassinelli, deputato PDL, che “tenta di conciliare i diritti degli autori e degli editori con le esigenze della libera diffusione della cultura.

 

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