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GenEticaMente: Senatori Radicali presentano interrogazione a 7 ministeri per capire criteri e finalità del finanziamento di un progetto non, se non anti, scientifico

I senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti hanno presentato oggi un’interrogazione al Presidente del Consiglio e ai Ministri per i Beni Culturali, Istruzione, Università e Ricerca, Ambiente, Politiche agricole, Sviluppo economico, Affari esteri, Politiche europee per avere informazioni circa i finanziamenti che, secondo notizie di stampa, ammonterebbero a 20 milioni di euro per cinque anni destinati a progetti di mediazione culturale del “polo scientifico” GenEticaMente che sarà ospitato gratuitamente dal Comune di Ladispoli nel Castellaccio di Monteroni.
 
Testo dell’interrogazione:
 
interrogazione al Presidente del Consiglio e Ministri per i Beni Culturali, Istruzione, Università e Ricerca, Ambiente, Politiche agricole, Sviluppo economico, Affari esteri, Politiche europee
 
premesso che:
 
il 25 gennaio 2011, alla presenza del sottosegretario alla PResidenza del Consiglio Gianni Letta viene data la notizia della nascita di GenEticaMente che, secondo le dichiarazioni dei fondatori, tra i quali l’ex onorevole Mario Capanna, dovrebbe diventare un un polo scientifico euro – mediterraneo per biotecnologie sostenibili.
 
considerato che:
 
secondo alcune agenzie stampa relative alla presentazione del polo, esso avrebbe ricevuto 20 milioni di euro per i prossimi cinque anni di lavoro che secondo il Presidente della Fondazione Diritti Genetici Mario Capanna andrebbero a sostegno di un “progetto strategico di grande respiro che farà assumere all’Italia un ruolo d’avanguardia nel campo delle bioscienze, sia a livello europeo sia nei confronti dei Paesi della zona Sud e Est del Mediterraneo” con progetti di ricerca scientifica partecipata, alta formazione, comunicazione nel settore delle biotecnologie.
 
Che tale polo verrà ospitato presso il Castellaccio dei Monteroni dato in comodato d’uso al centro per 20 (venti anni) dal sindaco di Ladispoli.
 
In particolare, si informa che verrà sviluppata una “nuova” frontiera scientifica, quella delle “biotecnologie soft” alternative agli OGM, in particolare la MAS (Marker Assisted Selection superando l’annoso dibattito OGM sì/OGM no. – selezione assistita da marcatori)
 
Secondo la “Mission” della Fondazione essa “opera per realizzare un modello inedito di intermediazione culturale in materia di innovazione biotecnologica, definendo nuove forme di partecipazione sociale allo sviluppo scientifico e tecnologico. Il paradigma genetico ha infatti aperto un orizzonte di riflessione completamente nuovo, in cui diventa fondamentale stabilire alcune precise corrispondenze non solo fra scienza e società, ma anche fra aree interne al mondo scientifico e alle stesse organizzazioni sociali. E’ necessario creare una modalità di dialogo fluida e dinamica in cui tutte le parti in campo si sentano realmente coinvolte e rappresentate, pianificando strumenti di partecipazione sociale e di corrispondenza diretta con la democrazia, mossi dalla consapevolezza che “innovazione” non significa soltanto “novità” in senso tecnico, ma anche “condivisione” di processi e di risultati sul piano sociale. Si tratta di un nuovo modo di pensare i progressi della ricerca scientifica, di una visione che si pone al centro della modernità e in linea con quei diritti innovativi che Norberto Bobbio definiva “di terza e quarta generazione”, come il diritto a un ambiente sano, alla salute, alla dignità della persona e, soprattutto, i diritti genetici. In questo modo l’intermediazione culturale diventa “azione” che si sviluppa su più livelli: un laboratorio interdisciplinare di nuova democrazia.
 
quanto contenuto nella “mission” della Fondazione può esser più facilmente inquadrato in un contesto sociologico che non prettamente scientifico.
 
Tra i sostenitori di GenEticamente figurano”la presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri per i Beni Culturali, Istruzione, Università e Ricerca, Ambiente, Politiche agricole, Sviluppo economico, Affari esteri, Politiche europee, la Coop-Italia, la Regione Lazio, il Comune di Roma e la Regione Puglia.
 
Il modello di ricerca adottato sarà quello della ricerca scientifica partecipata e che tra i progetti finanziati vi sono: BIOSAFETY SCANNER – SOFTWARE PER LA VIGILANZA E IL CONTROLLO DEGLI OGM: software in grado di calcolare, sulla base di specifici parametri, il livello di rischio di contaminazione da Ogm di una certa coltura proveniente da un determinato paese. Offre ad autorità di controllo, istituzioni, addetti del settore, strumenti e know-how per favorire la pianificazione delle attività di vigilanza e la standardizzazione dei protocolli per il controllo degli OGM sul territorio italiano. Dopo la realizzazione di una prima fase di progetto, ne sarà avviata una seconda; MEDIABIOTECH – OSSERVATORIO SU INFORMAZIONE E BIOTECNOLOGIE”: osservatorio permanente di analisi quanti-qualitativa dell’informazione giornalistica sulle biotecnologie; AGENZIA EURO-MEDITERRANEA DI GIORNALISMO SCIENTIFICO “SOPHIA”: strumento di informazione e approfondimento su biotecnologie e scienze della vota, rete di collegamento per ricercatori e comunicatori internazionali, dai Paesi europei a quelli del bacino sud del Mediterraneo; DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA E DEI RISULTATI DELLA RICERCA: ampliamento del sito internet della Fondazione e implementazione di un portale dedicato al Polo GenEticaMente. Obiettivo generale è quello di promuovere il dialogo tra scienza e società sul tema dell’innovazione biotecnologica.
 
La Fondazione Diritti Genetici guarda all’Unione europea come alla “casa comune”, sulla quale occorre investire idee, professionalità e risorse. Per l’attuazione del Programma di sviluppo e innovazione, la Fondazione ha fatto una scelta netta di investimento, trasferendo da Roma a Bruxelles la propria Direzione scientifica.
 
Considerato infine che, come detto, tra i punti centrali del del progetto vi e’ la partecipazione alla ricerca scientifica e che il Protocollo è stato il risultato di un Tavolo interministeriale coordinato dalla Presidenza del Consiglio e durato circa sei mesi, durante i quali i Capi di Gabinetto dei Ministeri e i dirigenti della Presidenza hanno valutato le azioni progettuali e verificato le modalità d’attuazione, in un processo di selezione e verifica condotto secondo i parametri europei.
si chiede di:
sapere chi abbia partecipato a livello nazionale alla valutazione del progetto presentato dalla Fondazione Diritti Genetici e/o se siano stati coinvolti anche esperti di altri paesi;
conoscere i termini del protocollo di intesa tra la Presidenza del Consiglio e la Fondazione Diritti Genetici per la creazione di GenEticaMente, ivi comprese eventuali clausole relative alla valutazione dei risultati delle ricerche portate avanti dal nuovo “polo”;
su quali evidenze scientifiche si sia dato finanziamento prioritario a determinati progetti;
quale sia il dettaglio dei finanziamenti a fronte dei progetti presentati
 

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Donatella Poretti, Marco Perduca
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