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Pensioni, De Lucia: incaute e indecenti le dichiarazioni del presidente (nonché commissario straordinario) dell’Inps. Sul furto dei contributi silenti nulla da dire?

Mastrapasqua vive su Plutone?

L’intervista rilasciata al Corriere della Sera da Antonio Mastrapasqua, contemporaneamente Presidente e Commissario Straordinario (abbiamo perso il conto delle proroghe: lo è da oltre due anni) dell’Inps è incauta e indecente.

Mastrapasqua pochi mesi fa aveva già affermato che “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. In seguito, sollecitato dal deputato radicale Maurizio Turco, aveva sostenuto che i dati richiesti con diverse interrogazioni parlamentari erano disponibili sul sito dell’Inps: peccato che sul sito dell’Inps quei dati non vi fossero (allora) e non vi siano (ancora).
 
Oggi Mastrapasqua annuncia che “L’Inps ha deciso di rendere possibile la stima della pensione solo quando si è in prossimità della stessa”, perché farlo prima “non garantirebbe una previsione affidabile” e che comunque i giovani dovrebbero “riscattare la laurea”, “evitare di lavorare in nero” e “iscriversi a un fondo pensione complementare”.
 
Evidentemente il Presidente-nonché-Commissario-Straordinario-dell’Inps fino ad oggi ha vissuto su Plutone: il lavoro nero di regola non si sceglie ma si subisce, e per iscriversi a un fondo complementare che dia la prospettiva di una pensione che consenta almeno di sopravvivere servono soldi che chi lavora in nero, o è precario a poche centinaia di euro al mese, non ha.
 
Ci dica, piuttosto, Mastrapasqua, cosa pensa del furto dei contributi silenti, ovvero di quei contributi previdenziali che vengono versati, in particolare alla Gestione separata dell’Inps, ma che non sono sufficienti a dar luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico, per cui parasubordinati, immigrati e liberi professionisti privi di cassa previdenziale propria versano i loro contributi per pagare non la pensione propria, ma quella degli altri. Per risolvere questo problema i radicali hanno presentato una proposta di legge che prevede il diritto alla restituzione proprio dei contributi silenti.

Dichiarazione di Michele de Lucia, tesoriere di Radicali Italiani

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Michele De Lucia
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