Insulti anti-gay a Concia e alla compagna

la Repubblica
Giovanna Casadio

«Questa è una cosa che fa male al cuore…» Paola e Ricarda sono ancora scosse, il giorno dopo l’aggressione. Paola Concia è deputata del Pd e Ricarda Trautman, la sua compagna, fa la psicologa a Francoforte. Mercoledì sera sono state insultate in pieno centro a Roma, a due passi da Montecitorio, mentre si tenevano permano. Stavano per salire in auto e andavano al concerto di Patty Smith e Carmen Consoli, quando un uomo le ha apostrofate: «Lesbiche di merda, ai forni crematori vi devono mandare, non me ne frega se sei deputata… fate schifo». Concia l’ha raccontato lei stessa sul sito Facebook. Ha reagito, non è tipo che se le tiene. Le persone guardavano. «Indifferenti», sottolinea Concia. O addirittura arrabbiandosi, quando l’hanno vista controbattere. «Che cosa siamo diventati?», si chiede. Spiega poi di avere chiesto scusa a Ricarda, che le ha risposto: «E allora io, tedesca, quante volte dovrò ancora chiedervi scusa?». Sensibilità reciproca. Ma il clima italiano vede crescere intolleranza e omofobia. Sono arrivate ieri solidarietà a valanga. «Grazie – afferma Concia – però ci vuole un gesto, basta solidarietà generica, approviamo la legge contro l’omofobia». Che peraltro è una proposta di Paola. Il Guardasigilli Alfano ne conosce il dispositivo: prevede l’aggravante per omofobia e transfobia e non si capisce perché non abbia il via libera.

Ricarda ammette: «Sì mi sono spaventata. Potrebbe certo succedere anche in Germania ma non resterebbe impunito, ci sarebbero delle conseguenze. Manca in Italia la politica che metta un freno, c’è una politica omofoba». Su Facebook scorrono decine e decine di commenti solidali. Il mondo politico, in modo bipartisan, e delle istituzioni condanna. Il presidente del Senato, Renato Schifani parla di «vile e volgare intolleranza che va condannata con fermezza». Gianfranco Fini esprime la solidarietà personale e della Camera dei deputati per «l’increscioso episodio di omofobia e intolleranza». I Democratici – il segretario Bersani, la presidente Bindi e i capigruppo Franceschini e Finocchiaro – telefonano, inviano messaggi. «Cara Paola tutta la mia solidarietà per l’incredibile aggressione…- le scrive Bersani – la brutta vicenda conferma la necessità di una battaglia culturale nel paese e l’approvazione della legge contro l’omofobia». Anche il fronte cattolico – che ha sempre messo i bastoni tra le ruote a qualsiasi tentativo di riconoscimento delle copie gay-partecipa allo sdegno. Pier Ferdinando Casini, il leader dell’Udc, afferma: «Le mie opinioni sono antitetiche a quelle dell’onorevole Concia ma esprimo a Paola la mia totale e incondizionata solidarietà per un episodio che ritengo barbaro e incivile». Di Pietro s’indigna. «Il ministro Alfano la giudica «una aggressione indegna, che non rappresenta il clima del paese». La cattolicissima Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, intransigente contro le richieste omosex, esprime «solidarietà e amicizia». Non manca la condanna della Lega (Lussana) e del Pdl (Cicchitto). Flavia Perina, parlamentare finiana, propone un’inversione dell’ordine dei lavori alla Camera: prima della legge sul biotestamento, le norme anti omofobia. Concia riceve la solidarietà della ministra Carfagna. I Radicali denunciano: «I veti sul riconoscimento del diritto alimentano la violenza».

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