Il Vaticano paghi l’Ici… tanto per cominciare

News 8 ottobre – Consiglio di Stato boccia il decreto del tesoro.

News 25 Febbraio – emendamento del Governo per abrogare l’esenzione Ici sugli immobili commerciali della Chiesa

News 16 DicembreIci alla Chiesa, accolto dal Governo l’ordine del giorno Radicale!!! ora di pagare

Fissati con i privilegi

Avvenire l’ha chiamata “fissazione Radicale“: due parole per liquidare la convinzione di noi Radicali che una fiscalità giusta e rispettosa della libertà di religione passi attraverso l’abolizione dei privilegi Vaticani, soprattutto quando si rendono necessari sacrifici collettivi.

In origine fu una denuncia all’Ue

 Nel 2006 Maurizio Turco con il fiscalista Carlo Pontesilli e l’avvocato Alessandro Nucara  si sono appellati all’Unione Europea dopo che fu introdotta nella normativa sull’Ici la dicitura “non esclusivamente commerciale”. La denuncia non era diretta specificamente contro gli enti ecclesiastici, ma metteva in luce il privilegio nei confronti di tutte le attività commerciali che godevano dell’esenzione. Da allora l’Ue ha aperto un procedimento nei confronti dell’Italia per aiuti di Stato: entro breve Bruxelles dovrà decidere se assolvere o condannare il nostro paese con una multa, porre fine ai privilegi e disporre il rimborso all’erario delle tasse non pagate in cinque anni dagli enti ecclesiastici.

L’equità fiscale che invochiamo vuole tagliare i privilegi di tutta la casta: dal Vaticano ai partiti, evitare gli sprechi per alleggerire il fardello dei cittadini. Le nostre linee guida erano e sono chiare: non vogliamo tassare le parrocchie bensì chi – sotto le insegne ecclesiastiche – fa profitto con alberghi, cliniche e ristoranti. E vogliamo partire dal privilegio dell’Ici per abbattere anche gli altri privilegi come la riduzione dell’Ires e l’8xmille.

Era il 17 agosto 2011, tempi recenti ma non sospetti, durante i quali c’era ancora Berlusconi a dirigere un’improbabile manovra anticrisi all’ennesimo ritocco. Nella voce del Segretario Mario Staderini, Radicali italiani rivendicava, in un post sul Fatto Quotidiano, la necessità di tagliare i privilegi fiscali della Chiesa, a partire dal pagamento dell’Ici su quegli immobili che sulla carta si dichiarano ospitanti attività “non esclusivamente commerciali”.

Si infrangeva un taboo: nell’abulia dell’informazione estiva si portava finalmente la questione dei privilegi vaticani al centro della discussione sui media. Di lì a poco tutti i quotidiani avrebbero riempito del loro pagine di analisi e proposte. Anni di lotta nonviolenta trovavano eco grazie agli effetti della crisi e di una spettacolare mobilitazione dell’opinione pubblica: oltre 150 mila persone in soli 3 giorni avevano aderito alla pagina Facebook Vaticano paga anche tu.

La nostra idea di legalità e giustizia fiscale

Per una volta la nostra “fissazione” non è rimasta un tarlo distintivo. Oggi anche i grandi partiti sono arrivati a farsi quell’interrogativo che da tempo riproponiamo: possibile che in una manovra economica che taglia di tutto, comprese le spese per il sociale, l’unica cosa intoccabile siano i privilegi del Vaticano? Pd e Pdl hanno presentato delle mozioni che introducono qualche novità in tema di pagamento dell’Ici. Interpretano a modo loro gli emendamenti Radicali già presentati alla manovra di settembre, ed allora respinti in modo incredibilmente “bipartisan”. Ma l’iniziativa radicale ha radici lontane: già nel 2006 La Rosa nel pugno fu l’unico partito a votare un emendamento che prevedeva l’abolizione dei privilegi fiscali vaticani, osteggiato da tutte le altre parti politiche.

Mentre Avvenire ripete che quello dell’Ici non pagata è un “fantasma”, un mito costruito dai “diavoli radicali” che inventano menzogne, noi continuiamo a documentare le nostre affermazioni e a mobilitarici. A Milano, Marco Cappato ha reso noto l’elenco delle 17 strutture ricettive che si dichiarano esenti dall’Ici e delle 23 strutture che non pagano ne fanno dichiarazione. A Roma sono state presentate due interrogazioni popolari per richiedere chiarificazioni rispetto alle cosiddette “case per ferie”. Intanto una lettera indirizzata a tutti i sindaci d’Italia chiede che procedano immediatamente con gli accertamenti per recuperare le decine, se non centinaia, di milioni di euro elusi anche con l’attuale legge di favore.

La confessione di Bagnasco

Venerdì 9 dicembre però il Presidente della Cei ammette: “Se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra“. Ammette che esiste un problema ICI degli enti ecclesiastici, sia in termini di esenzioni ingiuste sia in termini di imposte eluse.

Il Segretario Mario Staderini risponde: “Al Cardinal Bagnasco però, vorrei ricordare che c’è poco da discutere o puntualizzare: una legge italiana non deve essere certo contrattata con la CEI. Il Parlamento deve semplicemente eliminare l’esenzione per chiunque svolga attività commerciali.” Leggi l’ultimo intervento di Staderini su Notizie Radicali»

Ecco le prove 

Leggi come Avvenire ha cercato di mascherare la verità con un raggiro ai suoi lettori»

Abbiamo documentato come attività chiaramente commerciali si facciano scudo dei cavilli per esimersi dal pagamento del dovuto.

Ad esempio la legge vigente, così com’è interpretata dal Ministero dell’Economia, esenta dal pagamento dell’ICI anche chi affitta una camera per i fini di istituto, ad esempio agli studenti: eppure chi alloggia in questi convitti è tenuto a pagare una retta da 600 euro al mese. Grazie alla frase “non esclusivamente commerciale” si favorisce anche una forte area di elusione, che permette a migliaia di residenze per religiosi e studenti di operare come alberghi travestiti. «Iniziamo intanto con il porre mano alle regalie economiche, alle attività commerciali ecclesiastiche. Per i miracoli laici, ci stiamo attrezzando» aveva detto Mario Staderini.

Vedi anche la nostra seconda inchiesta »

Fissazione Radicale? Giustizia fiscale

Il Vaticano paghi l’Ici

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