Pensioni, pioggia di emendamenti per il “Milleproroghe”

Roma

Correggere le norme sulle pensioni riguardanti i lavoratori precoci e i cosiddetti "esodati", coloro che, con le nuove norme previdenziali introdotte dalla manovra di dicembre, si trovano senza lavoro e senza pensione. Il pressing dei partiti, a cominciare dal Pd, per modificare alcune norme della manovra si tradurrà in emendamenti al "milleproroghe", che debbono essere presentati appunto entro oggi. Per verificare eventuali margini di modifica, oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, dovrebbe incontrare i due relatori al decreto, Gianclaudio Bressa del Pd e Gioacchino Alfano del Pdl, con i due presidenti delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Sulla necessità di «correggere le cose più eclatanti – dice il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo il Governo in linea di principio non è contrario. Ma ci sono problemi di copertura. Occorrerà verificare quanto pesano queste richieste di modifica annunciate e come reperire le risorse». Ma quello della necessità di fondi non è l’unico problema. C’è anche la questione legata alla eventuale ammissibilità, considerato che non si tratta di proroghe di termini. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha più volte chiesto infatti che il decreto, che ogni anno viene adottato per prorogare alcune scadenze, non si trasformi in una Finanziaria dai contenuti più disparati. Ma di fatto l’attuale dl all’attenzione delle Commissioni di Montecitorio già contiene un minipacchetto di misure (come quelle sulla durata delle graduatorie concorsuali, la prevenzione degli incendi, le tariffe postali agevolate) «non pertinenti» rispetto al decreto legge – come evidenziato dallo stesso relatore Bressa qualche giorno fa – proprio perché non prevedono proroghe ma deroghe a leggi vigenti. «Faremo il punto domani – conferma il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Giampaolo D’Andrea – Nella riunione tra Governo e Parlamento occorrerà verificare se le modifiche annunciate siano ammissibili. E se sì, dobbiamo verificare quanto costano e con quali risorse coprirle. Domani esamineremo tutte le questioni emergenti e la decisione arriverà nel giro di un paio di giorni». Le modifiche sulle pensioni chieste innanzitutto dal Pd riguardano la penalizzazione per i lavoratori precoci che per questioni anagrafiche andranno in pensione prima dei 62 anni. C’è poi il problema di coloro che hanno perso il lavoro o perché è fallita l’azienda o perché si sono licenziati con la prospettiva di andare in pensione nel 20122013. Le nuove norme allontano questa possibilità e questi lavoratori si trovano dunque senza stipendio e senza pensione. Tra le altre questioni sulle quali la nuova maggioranza potrebbe presentare emendamenti figurano: l’Agenzia per le infrastrutture autostradali, i fondi per l’Ippica, Radio Radicale. È anche possibile, secondo quanto si apprende, che tra gli emendamenti della maggioranza ci possa essere la richiesta di una diminuzione dei costi per il rinnovo del permesso di soggiorno a carico degli immigrati.

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