Abolire il Concordato, denunciare il trattato

Presidio radicale commemorazione patti lateranensiIl Presidio del 16 febbraio:

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Il video di Ballarò sul presidio radicale

 Patti Lateranensi: un giogo che dura da 83 anni

16 febbraio 2012: in calendario le celebrazioni in occasione dell’anniversario del Concordato tra Chiesa e Stato italiano. Si ricorda la storica data dell’11 febbraio 1929: firma dei Patti Lateranensi tra il cardinale Gasparri e Benito Mussolini, rinnovatisi con il “Concordato-bis” del 18 febbraio 1984, sotto il governo di Bettino Craxi.

In virtù di quei patti, è stato restituito al Papa un potere temporale: il Vaticano è tornato ad essere uno Stato autonomo dopo che la breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 aveva posto fine allo Stato pontificio. Con i Patti Lateranensi l’Italia ha sottoscritto un Concordato e un Trattato (oltre ad un accordo finanziario). Con il Trattato ha riconosciuto l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede su un territorio che ha dato origine allo Stato della Città del Vaticano; con il Concordato ha definito le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo, in realtà una serie di privilegi e prerogative.

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Ma cosa c’è da celebrare?

A causa dei Patti Lateranensi l’Italia sostiene da anni enormi costi, sia dal punto di vista economico che in termini di libertà civili: proprio in virtù di prerogative e privilegi, il Vaticano ha di fatto il potere di condizionare le politiche su coppie di fatto, eutanasia, aborto, demografia e ricerca scientifica. Drena ogni anno miliardi di euro dalle casse dello stato per sovvenzionare la sua stessa esistenza e fa gravare i suoi costi anche a livello indiretto con i finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche, con i cappellani militari e penitenziari pagati dallo stato, con i privilegi fiscali e le esenzioni di cui gode in maniera esclusiva. Approfondisci»

I Patti lateranensi sono anche una negazione della libertà religiosa e hanno avuto l’effetto di limitare la libertà anche all’interno della stessa Chiesa cattolica, divenuta oggetto di una svolta autoritaria a favore delle gerarchie. Non a caso allora come oggi, molti illustri cattolici si dichiararono contrari al Concordato, che reciprocamente legittimava una contiguità tra la Chiesa e il regime fascista che lo sottoscrivevano. Non sono pochi, peraltro, gli aspetti del Trattato di fatto violati dal comportamento del Vaticano e dei suoi rappresentanti.

Uno stato assoluto nel cuore dell’Europa

Grazie al Trattato lo Stato Città del Vaticano ha rappresentanti diplomatici non solo in Italia, ma in tutto il mondo e partecipa alle riunioni dell’ONU e del Consiglio d’Europa, esercitando le sue pressioni. Non è tra democrazie che si sottoscrivono Concordati. Si tratta di uno stato assoluto nel cuore dell’Europa,  dove il Sovrano è proprietario di tutto, elargisce il diritto di cittadinanza, nomina e revoca giudici e amministratori, fa e disfa le leggi e che conserva ovunque interessi politico-finanziari. E l’Italia, attraverso la RAI, fa da megafono nel mondo alle politiche illiberali e discriminatorie del Vaticano.

Presidio Radicale

Per questo motivo Radicali italiani sono stati presenti il 16 febbraio con un presidio, per smascherare una celebrazione vuota e antidemocratica. Dalle ore 16:00 in via delle Belle Arti per abolire il concordato e denunciare un trattato fuori dal tempo.

Il video sul presidio radicale mandato in onda da Ballarò

Non solo i Radicali: le posizioni anticoncordatarie, anche cattoliche

Alcide De Gasperi

Il pericolo piuttosto è nella politica concordataria. Ne verrà una compromissione della Chiesa come in Spagna con de Rivera, o peggio! Io spero che le esperienze di Pio IX col liberalismo freneranno al giusto certi entusiasmi di fronte al fascismo, in modo che il popolo distingua fra cattolicesimo e fascismo: certo che ora l’ennesima esperienza appena comincia. Quando si pensa che le trattative lusinghevoli duravano dal ’26 e che nel frattempo il Papa ebbe delle botte assai energiche, bisogna ritenere che ancora più nell’avvenire userà della sua libertà perchè le idee non si confondano. È vero in questo momento soffia una certa aria di romanticismo medievale che consola. Nei giorni scorsi, in Vaticano, si parlava addirittura del diritto d’investitura che il Papa avrebbe esercitato in confronto del Re d’Italia (per chiudere giuridicamente la questione dei territori) e poichè s’erano smossi certi temi ove sono registrati i secoli -come noi registriamo i giorni nel taccuino dell’anno- i fulgori più fantastici ricomparivano entro le storiche vetrate; e certo il Duce vede la grande impresa oltre che dal punto di vista realista della politica di prestigio anche in un certo nembo romantico che lo cinge dalla spada di Goffredo e lo corona della tiara di Carlo Magno; e certo questa sera al palazzo Colonna, riaprendo i famosi battenti, qualcuno crederà di riaprire le porte di secoli in cui s’intrecciarono lo scettro e il pastorale. Ma la realtà del secolo XX non tarderà a farsi sentire, le grandi masse ricompariranno dietro allo scenario. Auguriamoci che gli uomini di Chiesa non le perdano mai di vista, perché esse sono la realtà di oggi e di domani. Io lo credo e lo spero, e per questo, lieto che la Chiesa si sia liberata – trionfando sugli altri e su se stessa – della questione romana, non ho paura di riconoscere anche il valore della politica mussoliniana, valore oggettivo; per il resto è giudice Iddio…

Contenti i clerico-papalini, contenti i fascisti, contenti i massoni. Mussolini è trionfante. (…) E’ troppo tempo che i precetti della dignità vengono trascurati. Insegnare a stare in ginocchio va bene, ma l’educazione clericale dovrebbe anche apprendere a stare in piedi

Padre Giulio Bevilacqua – futuro cardinale, avrebbe espresso le sue riserve sull’evento di quei giorni, la conciliazione fra Stato e Chiesa in Italia, siglata a mezzogiorno dell’11 febbraio 1929 nel Palazzo Laterano, proprio ricordando il gelo eccezionale, «inadeguato a esprimere il gelo di tanti cattolici» all’annuncio inatteso e clamoroso dei Patti Lateranensi

Raniero La Valle

Il concilio non elude il problema del rapporto tra Stato e Chiesa; lo risolve proponendo non la via concordataria, ma la via della ‘concordia’ che altro non è che il regimBenedetto croce pronunciò un acceso discorso alla camera con il quale spiegò i motivi del suo voto contrario. dise di una piena ed effettiva libertà religiosa

Giovanni Gentile

La verità è che la famosa conciliazione, tanto vagheggiata da Cavour e da Crispi e dopo, è un’utopia; e se come notava Manzoni, ci sono utopie belle e utopie brutte, questa della conciliazione non è da metettersi tra le prime”…” La conciliazione giuridica sarebbe si la fine di un dissidio ma sarebbe pure il principio di nuovi dissidi e nuove lotte sullo stesso terreno su cui oggi si svolgono non sempre cordialmente i rapporti tra la Chiesa e gli Stati fuori d’Italia… Nessuna amicizia più travagliata di quella degli amici che hanno qualcosa da dividere!

Benedetto Croce

La ragione che ci vieta di approvare questo disegno di legge non è nell’idea della conciliazione, ma unicamente nel modo in cui è stata attuata, nelle particolari convenzioni che l’hanno accompagnata, e che formano parte del disegno di legge

Don Primo Mazzolari – Ha contestato il Concordato in quanto per lui rappresentava un laccio per la Chiesa e una patente di legittimità per lo Stato fascista.

Prof. Alessandro Galante Garrone

Si sa che mi sono battuto contro l’ultimo Concordato, il Concordato-bis, firmato da Craxi. E perchè? Perchè si presta, secondo me, a certe applicazioni che fanno a pugni con l’idea della laicità dello stato. Ci sono sentenze della Corte Costituzionale che hanno riconosciuto la fondatezza, in materia di insegnamento, della libertà religiosa intesa su un piede di uguaglianza per tutte le Chiese. Solo così diventa trasparente la laicità dello stato. La costrizione di studenti, ragazzi, ed anche bambini, i quali non seguono, i quali non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, e che vengono confinati, imprigionati direi, nelle ore in cui tale lezione viene impartita, ebbene tale costrizione in classe, a scuola, è per me una soperchieria, una violazione vera e propria del principio di libertà e laicità.

Antonio Rosmini – proponendo un profondo rinnovamento della Chiesa romana, aveva già ipotizzato una soluzione fondata sulla “libertà senza privilegi”

Il Video del presidio del 16 febbraio

16 febbraio 2012: niente da celebrare

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