Specchi

Il manifesto
Alberto Piccinini

Il direttore generale della Rai Gianni Pasquarelli, sospendendo la trasmissione Samarcanda, in onda il giovedì sera su Rai3, «ha fatto come i bambini quando perdono: ha buttato le carte all’aria e ha detto non gioco più». Lo ha affermato il conduttore del programma sospeso, Michele Santoro, in un’intervista rilasciata a Radio radicale. «Io non mi sento una vittima – ha detto ancora Santoro – ma un vincitore, perché ho dimostrato che si può fare una televisione diversa anche con un successo di pubblico e ho anche portato allo scoperto i nemici del servizio pubblico. Più di questo che cosa dovrei fare?». Pasquarelli, spiega il conduttore «si arrampica sugli specchi». (…) Durante l’intervista, Santoro ha poi parlato della «lottizzazione» della Rai e della «massiccia ingerenza dei partiti» nella gestione dell’azienda (ad eccezione della terza rete che è «la rete meno partitica che esista») sostenendo che per «uscire fuori da questa situazione» una possibilità c’è: quella di far «entrare i privati nella gestione della terza rete, una rete che ha dimostrato di essere fatta da professionisti che sul mercato ci sanno stare». Tutte queste vicende comunque, secondo Santoro «nascono soltanto dal fatto che la Dc ha paura di essere scollata dalle sedie che occupa praticamente dal dopoguerra. È una situazione insopportabile, ma da bastian contrario quale io sono, fino a quando Pasquarelli mostrerà questo gran desiderio che io me ne vada, rimarrò al mio posto». (Ansa, 22 marzo 1992)

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