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Ilva, Turco e Bolognetti: il Ministro Clini ci deve una risposta su quanti controlli sono stati fatti nell’ultimo anno, quanti a sorpresa, quanti nelle ore notturne?

Il Ministro Clini potrebbe dire chi ha beneficiato dalla impropria applicazione della direttiva europea sulla “Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento”, violazione per la quale l’Italia è stata condannata dall’Unine Europea lo scorso 21 marzo?

Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale e Maurizio Bolognetti, della Direzione nazionale dei Radicali:

“Ribadiamo quanto chiesto al Ministro Clini nell’audizione che si è tenuta ieri alla Camera : dopo aver fatto 462 prescrizioni all’ILVA per ottenere l’Aia, quanti controlli sono stati fatti nell’ultimo anno? quanti a sorpresa? quanti nelle ore notturne?

E verrebbe da chiedersi se il Ministro Clini sia a conoscenza del fatto che l’Italia è stata condannata il 31 marzo 2011 dalla Corte di Giustizia Europea per violazione della direttiva 2008/1/CE, meglio nota come direttiva IPCC, avente per oggetto la “Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento”. 

Al Ministro tocca far presente che l’Italia, “Stato canaglia” in materia di tutela dell’ambiente e quindi della salute umana, con il D.LGS 59/2005 (integrato nel titolo III bis del D.LGS 152/2006) recepiva la direttiva 96/61/Ce sulla “prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento”, successivamente sostituita dalla citata 2008/1/Ce. Il D.Lgs 59/2005 stabiliva, all’art. 5 comma 18, che le autorizzazioni integrate ambientali(AIA) dovessero essere rilasciate entro il 30 ottobre 2007. Come da italico costume, allo scadere del termine perentorio veniva varata una proroga attraverso il Decreto Legge n.180(30/10/ 2007), rimandando l’obbligo al 31 marzo 2008. Il termine perentorio, però, è solo apparente, in quanto lo scaltro legislatore inserisce nel Decreto Legge 180 un piccolo articoletto che recita: “Nelle more del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, gli impianti già in esercizio, per i quali sia stata presentata nei termini previsti la relativa domanda, possono proseguire la propria attività.”

Di questa impropria applicazione della Direttiva chi ne ha beneficiato?

Quando si discute dell’Aia da concedere all’Ilva, forse occorre anche ricordare a noi stessi e al paese che in materia di rispetto del diritto comunitario l’Italia detiene una bella maglia nera. Non a caso, al 17 luglio 2012 contro il nostro paese risultano aperte ben 125 procedure d’infrazione e 33 di queste riguardano proprio questioni ambientali.

C’è proprio tanto da meravigliarsi se a Taranto si è materializzato il disastro ambientale e sanitario che abbiamo sotto gli occhi?”

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