Mozione generale XI Congresso

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L’XI Congresso di Radicali italiani, riunitosi a Roma dall’1 al 4 novembre 2012, ringrazia per la partecipazione le personalità che hanno portato aggiornamenti e obiettivi sui fronti della giustizia giusta e del carcere legale, delle libertà economiche di lavoro e di impresa, delle libertà civili, della Riforma americana delle istituzioni, della conversione ecologica e del contrasto al dissesto idrogeologico, degli Stati uniti d’Europa.

In particolare si felicita per la presa di consapevolezza di sé, della propria singolare e straordinaria forza, da parte di un primo blocco sociale manifestatosi attorno alla comunità penitenziaria, alle drammatiche esigenze da essa espresse e all’obiettivo di una grande amnistia, su cui convergono il mondo dell’accademia e dell’associazionismo insieme ad organismi come l’Unione camere penali e la Conferenza episcopale italiana.

Rileva come l’ulteriore degenerazione della crisi del regime italiano porti con sé sempre maggiori danni immediati alla vita civile e sociale nel nostro Paese, in particolare contro gli ultimi, i più deboli e gli oppressi.

Saluta come fatto positivo la predisposizione di un pacchetto referendario che incida sulle norme che maggiormente hanno determinato, anche attraverso l’abuso della custodia cautelare, una criminalizzazione dei fenomeni sociali, dal consumo di droghe all’immigrazione; parimenti per i quesiti rivolti alla drastica riduzione dei tempi di divorzio e alla abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e delle confessioni religiose. Prende atto del coinvolgimento di primi nuclei di personalità e interlocutori interessati e disponibili a lavorare affinché il prossimo giugno sia possibile avviare la campagna, nella consapevolezza che una tale campagna potrà essere avviata soltanto quando si sarà riusciti ad ottenere l’impegno di risorse umane e finanziare ancora non disponibili.

Sottolinea il ruolo spesso determinante dei Radicali nel mettere in crisi ed innescare processi che portano al crollo di assetti di potere apparentemente solidi, come accaduto in Lazio con la battaglia per la pubblicità dei finanziamenti ai gruppi consiliari e per l’anagrafe pubblica degli eletti, e in Lombardia con l’azione di denuncia e contrasto alla truffa “Firmigoni”.

Prende atto del perpetrarsi della conventio ad excludendum del movimento radicale da parte dei principali soggetti della partitocrazia italiana, inclusa la decisione dei vertici del Partito democratico di escludere preventivamente ogni possibilità di partecipazione attiva di Radicali alle cosiddette “primarie” convocate dal trio Bersani, Vendola, Nencini

Il Congresso,
considerata la condizione di flagranza criminale dello Stato italiano  rispetto sia al diritto interno che a quello internazionale, in particolare per quanto riguarda i diritti civili e politici dei cittadini, le regole che presiedono al processo democratico, la giustizia e la sua appendice carceraria;

considerata la portata transnazionale della crisi delle democrazie, devastate dall’illusione degli Stati nazionali di poter rispondere ai grandi problemi del nostro tempo attraverso l’esercizio della propria sovranità assoluta invece che, come in modo visionario aveva indicato Altiero Spinelli, attraverso l’attribuzione di sovranità da esercitare democraticamente a livello federale europeo e mondiale;

considerata la sicura illegalità delle prossime scadenze elettorali, sia per quanto riguarda la negazione del diritto di ogni cittadino ad essere correttamente informato che sulla certezza del processo elettorale, a partire dalla già avvenuta cancellazione illegale delle tribune politiche, dalla eliminazione di alcuni temi e protagonisti -in primis i Radicali, come documentato dai dati del Centro d’Ascolto- dalle trasmissioni di disinformazione nazionale;

Denuncia la responsabilità delle massime cariche istituzionali, a partire dal Presidente della Repubblica, per l’inerzia o la complicità messa in atto a fronte della violazione delle regole interne ed internazionali, in particolare a fronte delle reiterate condanne comminate contro l’Italia dalla Corte europea dei diritti umani;

Individua nella nonviolenza lo strumento da utilizzare per fornire ai potenti la forza per rispettare almeno la propria stessa legalità, e ringrazia le decine di migliaia di detenuti e loro familiari che, assieme a Marco Pannella, hanno dato vita in questo anno a iniziative senza precedenti di satyagraha proprio a partire dalle carceri per l’amnistia e la giustizia;

ringrazia i compagni radicali impegnati nelle azioni nonviolente, in particolare: Maurizio Turco, in sciopero della fame dal 18 settembre rispetto alle pronunce del Consiglio d’Europa sul consolidamento della democrazia, l’art. 49 della Costituzione e l’autenticazione delle firme; Rita Bernardini e Irene Testa, in sciopero della fame alternato a quello della sete dal 24 ottobre per ribadire la necessità di un provvedimento di amnistia, per porre subito fine all’illegalità in cui versa la giustizia italiana e la sua appendice carceraria; Diego Sabatinelli, in sciopero della fame dal 26 ottobre affinché venga inserita all’o.d.g. dei lavori d’Aula a Montecitorio la riforma per il c.d. divorzio breve; Maria Antonietta Farina Coscioni, in sciopero della fame dal 27 ottobre perché i disabili e le loro famiglie non siano lasciati soli in una situazione di difficoltà spesso disperata e disperante; ringrazia gli altri dirigenti e militanti che stanno supportando con la loro partecipazione a queste iniziative nonviolente.

Impegna gli organi dirigenti a dare ogni possibile sostegno alle azioni nonviolente in corso e a quelle che saranno messe in atto, in particolare verso l’obiettivo di un’amnistia legale come unica alternativa e soluzione strutturale al massacro di legalità rappresentato dall’amnistia clandestina delle prescrizioni, con il suo portato di impunità e di attentato al diritto in particolare delle vittime della denegata giustizia

Dà mandato agli organi dirigenti di mobilitare il movimento Radicali italiani -soggetto costituente del Partito radicale- nella lotta per contrastare con ogni iniziativa l’illegalità delle prossime competizioni elettorali, in particolare per:
– chiedere l’intervento dell’OSCE per il monitoraggio delle elezioni italiane;
– contrastare il tentativo dello Stato italiano di eludere le indicazioni del Consiglio d’Europa attraverso la modificare della legge elettorale nel corso dell’anno precedente al voto (come appena avvenuto in Regione Lombardia), in violazione del principio di stabilità delle leggi elettorali
– chiedere la riparazione del danno subito dai cittadini nel loro diritto di essere informati in conseguenza a 4 anni di negazione delle tribune politiche

Impegna gli organi dirigenti a mettere a disposizione l’apporto migliore e massimo del movimento alle iniziative anche politiche elettorali della galassia radicale, confermando quanto è sempre accaduto.

impegna gli organi dirigenti  a  proseguire la verifica delle condizioni di percorribilità di future iniziative referendarie e a perseguire la strada delle iniziative popolari come già fatto a Milano, Caserta, Perugia, Gorizia, Pescara, L’Aquila, Vicenza, Roma; 

Il Congresso ringrazia le 1.177 persone che hanno deciso di iscriversi a Radicali italiani e le 466 persone che hanno versato almeno un contributo al Movimento per il 2012. La perdurante negazione del diritto dei cittadini a conoscere le campagne Radicali per deliberare tanto di bocciarle quanto, invece, di sostenerle con il proprio tempo e il proprio denaro, determina una situazione per la quale la politica è ridotta a monopolio dei partiti della partitocrazia parastatalizzata, che vive di finti rimborsi elettorali e di spesa pubblica clientelare, rendendo rebus sic stantibus insostenibile la vita di chi fonda la propria esistenza sulla raccolta di autofinanziamento.

Il Congresso chiede a ciascun iscritto di essere parte della campagna iscrizioni radicale per il 2013, sia per il Partito radicale -in particolare le iscrizioni a pacchetto a 590 Euro per tutti i soggetti dell’area- che per Radicali italiani. Affinché l’impegno delle lotte politiche che è necessario affrontare e proseguire possa essere realmente affrontato senza illudersi né illudere,  infatti, è indispensabile condurre una campagna straordinaria di autofinanziamento che sia comune e coordinata con il Partito Radicale nonviolento transnazionale e transpartito e i suoi soggetti costituenti.

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Mario Staderini, Michele De Lucia

Mario Staderini, Michele De Lucia

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