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Amnistia Giustizia Libertà, Pannella in sciopero della fame, 5 giorni di nonviolenza e digiuno. Aderisci

Marco Pannella ha iniziato dalla mezzanotte del 20 marzo uno sciopero della fame per incoraggiare e rafforzare lo “Stato” a rispettare la sua propria legalità, gli impegni presi, la parola data. Una forma di dialogo per trasmettere – attraverso il proprio indebolimento fisico – energia e forza alle istituzioni affinché facciano ciò che devono per rispettare le leggi, i propri annunci, le proprie dichiarazioni.

Entro dieci mesi – due sono già passati invano – l’Italia deve aver rimosso le cause strutturali che determinano i trattamenti disumani e degradanti negli istituti penitenziari, così come ha richiesto l’8 gennaio scorso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Chi individua – come Marco Pannella e i radicali – nell’amnistia l’unica riforma immediatamente disponibile per rimuovere quelle cause e per determinare le condizioni per la riforma della giustizia oggi annientata da milioni di procedimenti penali e cause civili pendenti, cerca di parlare con il metodo della nonviolenza a chi – magari pur volendolo – non è riuscito finora a creare le condizioni per il rientro rapido nella legalità costituzionale italiana ed europea.

L’iniziativa punta a coinvolgere tutto quel mondo penitenziario – dai detenuti e i loro familiari, a chi dentro il carcere ci lavora o fa volontariato – oggi vittima della sopraffazione della legge da parte di quelle istituzioni che, invece, sono chiamate per prime a farla vivere e rispettare. A tutti e a ciascuno di loro, a tutti coloro che hanno votato le liste AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ’, si propongono 5 giorni di nonviolenza e di digiuno per arrivare al cuore dello Stato. 5 giorni che inizieranno dalla mezzanotte di domenica 24 marzo e si concluderanno alla mezzanotte di venerdì 29 marzo così da essere uniti, nell’ultimo giorno, a tutta la comunità cristiana che prevede proprio il digiuno nella ritualità del giorno che ricorda la passione di Gesù. 

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Marco Pannella e i radicali sono però convinti che senza informazione, comunicazione e dibattito pubblico è impossibile raggiungere il cuore delle istituzioni e per questo individuano come primo imprescindibile obiettivo della loro iniziativa nonviolenta l’attuazione delle numerose (50!) delibere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che nel corso degli ultimi hanno riconosciuto la fondatezza delle denunce radicali.

In particolare, il 2 agosto scorso, l’AGCOM ha “ordinato” (senza ottenere alcunché) alla RAI TV di “assicurare la trattazione delle iniziative intraprese dai radicali e dal loro leader Marco Pannella sul sovraffollamento delle carceri in programmi di approfondimento che, per congrua durata e orario di programmazione, risultano maggiormente idonei a concorrere adeguatamente alla formazione di un’opinione pubblica consapevole su temi di attualità di rilevante interesse politico e sociale, entro il termine di quattro mesi a decorrere dal mese di settembre 2012” 

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Marco Pannella
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