La Mozione Generale – XII Congresso

Consulta il pimo piano dedicato al XII Congresso di Radicali italiani»

Il XII Congresso di Radicali Italiani, riunito a Chianciano dal 31 ottobre al 3 novembre 2013, udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva.

Rivolge un pensiero commosso a un compagno di sempre, Sergio Stanzani, scomparso pochi giorni fa, il 17 ottobre scorso. Tra i fondatori del Partito Radicale e suo Presidente d’onore, Sergio Stanzani è stato per tutta la vita l’infaticabile militante e dirigente che ha saputo assicurare fondamentali contributi civili e umani all’intera area radicale e, da parlamentare, ha onorato le istituzioni in modo impeccabile.
Il Congresso inoltre ricorda commosso Dino Marafioti, storica e inconfondibile voce di Radio Radicale, la “radio che parla e che ascolta”.

Ribadisce la centralità dell’obiettivo dell’amnistia per la Repubblica per affermare l’irrinunciabile principio democratico dello “stato di diritto” minato nelle sue fondamenta da decenni di violazioni della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo per le quali l’Italia è ormai da tre anni sotto “osservazione speciale” da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa sia per i tempi irragionevoli dell’amministrazione della giustizia, sia per i trattamenti inumani e degradanti che sono costrette a subire nelle nostre carceri le persone private della libertà.
Prende atto con soddisfazione che la pluriennale lotta nonviolenta condotta in prima persona da Marco Pannella ha conseguito recentemente l’importante successo del messaggio – il primo e l’unico del suo mandato – che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alle Camere sulla questione della giustizia e del carcere individuando nei “rimedi straordinari” dell’amnistia e dell’indulto gli strumenti che consentirebbero al nostro Paese di adempiere nei tempi dovuti a quanto prescritto dalla Corte CEDU.

Ringrazia l’intera comunità penitenziaria per l’impegno e il sostegno determinanti per il conseguimento di questo primo importante obiettivo.
E’ ora necessario che il Parlamento e le forze politiche in esso rappresentate escano dall’inerzia che finora hanno alimentato e favorito, nonostante le pronunce mai ottemperate dell’Autorità Garante delle Comunicazioni che ha riconosciuto per decine di volte l’ostracismo del Servizio Pubblico nei confronti di Marco Pannella e dei Radicali: un muro di disinformazione squarciato per qualche manciata di minuti solo al prezzo di rischiosissimi scioperi della fame e della sete del leader radicale. Del resto, come documenta in modo scientifico e inoppugnabile il Centro d’Ascolto dei programmi radiotelevisivi, si conferma una censura ad personam odiosa e intollerabile: nella “classifica” dei personaggi politici di cui viene data informazione, Emma Bonino sta al 194° posto e Marco Pannella al 204°.
Il Congresso individua nell’atto di significazione e diffida firmato da Marco Pannella e da Giuseppe Rossodivita un indispensabile strumento di azione politica idonea a riattivare tutti quegli strumenti normativi troppo spesso ignorati ai fini dell’esecuzione di una pena “legale” che non può mai consistere in trattamenti contrari al senso di umanità.
Dà mandato agli organi dirigenti di inviare al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il dossier predisposto da Deborah Cianfanelli sulla violazione dell’art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo in merito all’irragionevole durata dei processi e ai costi che questa inadempienza comporta per il popolo italiano tutto.
Il Congresso saluta con soddisfazione l’intervento della Ministra Annamaria Cancellieri. E’ la prima volta che un Ministro della Giustizia in carica interviene ad un Congresso radicale. Ciò ricopre particolare significato considerato il pluridecennale impegno dei radicali per una “giustizia giusta”. “L’amnistia – disse la Cancellieri il 26 giugno scorso – è un imperativo categorico morale. Credo fermamente che dobbiamo rispettare la Costituzione”, e a queste parole il Congresso intende corrispondere con tutte le forze auspicando un’azione pro-attiva del Governo nei confronti del Parlamento, anche in considerazione delle significative espressioni che il premier Letta ha voluto indirizzare al Presidente Napolitano subito dopo il suo messaggio alle Camere.
Il Congresso ringrazia le centinaia di migliaia di cittadini che hanno sottoscritto i dodici referendum e tutti i militanti che si sono impegnati per mesi nelle non facili operazioni di raccolta firme, certificazione e controllo. Rileva come sia stato determinante – almeno per il superamento (seppure di stretta misura) del quorum delle 500.000 sottoscrizioni – l’apporto del Pdl in alcune regioni sui referendum del pacchetto giustizia. Denuncia la persistente miopia politica della “sinistra” che non ha voluto cogliere l’occasione per assicurare al Paese importanti conquiste di civiltà e, in particolare, il comportamento del PD che ha purtroppo confermato la sua vocazione autoritaria e anti-popolare presentandosi come in passato, quale avversario dell’istituto referendario.
Impegna il movimento da un lato nella difesa dei quesiti referendari che supereranno il vaglio della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale affinché nella prossima primavera sia possibile una nuova stagione di diritti e di libertà e dall’altro nella promozione di riforme che abbiano ad oggetto i quesiti proposti nel pacchetto referendario “cambiamo noi” in tema di abrogazione delle leggi criminogene sull’immigrazione e sulla droga, sul finanziamento pubblico dei partiti, sul diritto al divorzio breve e sull’8 per mille.
Conferma l’impegno e la mobilitazione a sostegno della Rosa nel Pugno in Basilicata in occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale; ringrazia tutte le compagne e i compagni che si sono mobilitati per assicurare le firme necessarie per la presentazione delle liste e quanti sono ora impegnati nella campagna elettorale che vede impegnati i massimi leader radicali, a partire da Emma Bonino e Marco Pannella e la candidata presidente Elisabetta Zamparutti. Siamo tutti lucani, non è solo uno slogan, ma un impegno politico e un doveroso riconoscimento alle lotte condotte spesso in solitudine da Maurizio Bolognetti per la difesa dell’ambiente, della salute, del diritto e della legalità.
Il Congresso saluta l’intervento in plenaria di Guy Verochfstadt, presidente Alde (Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa – gruppo parlamentare), constata quanto la mancata realizzazione di un’Europa federale, l’incompiutezza generale del progetto europeo, è causa dell’emergere di pulsioni nazionalpopuliste che ostacolano lo sviluppo di Istituzioni democratiche solide e un adeguato sviluppo economico e sociale.
Ritiene prioritario il rilancio della visione federalista presente nel Manifesto di Ventotene e impegna gli organi dirigenti a promuovere e sostenere una lista per le prossime elezioni al Parlamento europeo che abbia come obiettivo la creazione degli Stati Uniti d’Europa che si fondi su infrastrutture giuridiche capaci di garantire l’affermarsi di un sistema di diritti civili e umani estesi anche a migranti e rifugiati, politiche economiche comuni e il superamento degli eserciti nazionali.
Considerata la capacità che gli obiettivi di iniziativa popolare hanno avuto per il Movimento al fine di mobilitare energie collegate a istanze sociali soffocate nel Paese, tenuto conto dell’opportunità che tali strumenti democratici rappresentano, per imporre all’agenda politica questioni non affrontate, perché scomode al potere, individua come obiettivo del movimento per la primavera prossima una campagna di iniziative popolari locali e nazionali su temi di Alternativa Radicale e Liberale da organizzare anche attraverso la rete scegliendo delle priorità e nuove forme di autofinanziamento.
A questo fine, considerate anche le limitazioni dell’autofinanziamento determinate dall’impossibilità di rivolgersi al popolo italiano, impegna gli organi dirigenti a presentare al primo Comitato Nazionale un progetto complessivo di conversione dell’organizzazione del Movimento su base telematica che permetta, attraverso una riforma statutaria, i pieni diritti telematici di voto e firma a distanza e la possibilità di tenere riunioni degli organi online.
Il Congresso, tenuto conto della grave situazione economica e sociale in cui versa il Paese, sottolinea come le caratteristiche strutturali del modello capitalistico italiano – un capitalismo di relazione basato su strutturali conflitti d’interesse tra politica ed economia, banca e finanza, pubblico e privato e sulla mancanza di concorrenza e legalità – costituiscano le fondamentali cause del declino italiano.

Evidenzia come il ritorno della difesa dell’Italianità nasconda un ritorno a pratiche anticoncorrenziali divenendo alibi della costante perdita di competitività del tessuto industriale, rendendo evidente come la concorrenza costituisca un bene pubblico essenziale da difendere e tutelare a livello costituzionale.

Sulla base di tali premesse il Congresso impegna gli organi dirigenti ad avviare iniziative politiche volte a incardinare una proposta riformatrice delle strutture economiche del regime partitocratico, anche ricorrendo – ove possibile – alle giurisdizioni europee, sull’esempio di quanto già fatto dal movimento Radicale in relazione al disastro del sistema giustizia.
I recenti e numerosi scandali che hanno riguardato le amministrazioni pubbliche nascono in gran parte da un sistema di controlli puramente formale dimostratosi del tutto inadeguato.
Il Congresso impegna gli organi dirigenti a promuovere, con il supporto delle associazioni territoriali Radicali, l’utilizzo a livello di Enti locali di strumenti di controllo legati tanto alla qualità dei servizi che ai risultati gestionali, strumenti di trasparenza, efficienza ed economicità, e un assetto concorrenziale nell’offerta dei servizi pubblici.

È urgente far uscire l’Italia dal soffocante controllo partitocratico di società partecipate che sono al servizio non tanto dei cittadini, quanto delle clientele politiche ed economiche.

Rita Bernardini
Valerio Federico

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