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Embrioni alla ricerca: contro legge in nome delle libertà fondamentali abbiamo esportato embrioni

Embrioni alla ricerca: contro legge in nome delle libertà fondamentali abbiamo esportato embrioni

Ass. Coscioni
3 Giu 2014

Quello che in Svezia viene pubblicato su Nature, in Italia è punito con la reclusione da 3 a 6 anni

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni   “Caro Marco Cappato, vogliamo esprimere la nostra gratitudine alle coppie italiane che hanno donato i loro embrioni”, così si esprimeva Outi Hovatta, Professoressa del Karolinska Institute, il 27 dicembre 2006 a proposito di embrioni italiani esportati illegalmente dall’Associazione Luca Coscioni, e utilizzati al Karolinska Institutet per la ricerca contro malattie come l’Alzheimer.Proprio grazie alla ricerca sugli embrioni, il Karolinska Institute, come ha spiegato la stessa Hovatta in collegamento da Stoccolma durante la conferenza stampa, ha sviluppato un nuovo metodo, pubblicato su Nature, che consente di estrarre le linee cellulari senza la distruzione degli embrioni. Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che ha spiegato i dettagli dell’esportazione degli embrioni, inviati in Svezia dentro a un crioconservatore, ha ricordato come “il tipo di ricerca che in Svezia attrae ricercatori e merita la pubblicazione nelle migliori riviste internazionali, in Italia è punita con la reclusione da 3 anni a 6 anni: una follia italiana contro la ricerca e contro i malati; una follia sulla quale si è insistito anche ieri su Avvenire, con un articolo che paragona l’utilizzo di embrioni alla ricerca con i sacrifici umani degli Aztechi”. E precisa: ‘il 29 settembre 2003 sono stati congelati degli embrioni, ottenuti da un procedimento di fecondazione assistita a cui si era sottoposta una coppia italiana. Per sfidare la legge [NORMATIVA IN ALLEGATO]  in nome dei diritti fondamentali della persona l’Associazione Luca Coscioni, di cui ero al tempo il Segretario, ha organizzato il trasporto speciale di questi embrioni al Karolinska Institutet di Stoccolma. Quello che in Svezia viene pubblicato su Nature, in Italia viene punito con la reclusione” Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni ha presentato i prossimi obiettivi e scadenze dell’Associazione Luca Coscioni, a partire dalla udienza della Corte europea dei Diritti umani, prevista il 18 giugno, proprio per discutere della compatibilità dei divieti italiani con i diritti fondamentali delle persone. Gallo ha annunciato che “l’Associazione ha presentato una memoria sostenuta da 46 Parlamentari, tra i quali il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il Sottosegretario alle riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento Ivan Scalfarotto, la senatrice a vita Elena Cattaneo (l’elenco completo al LINK) e ha chiesto al Governo Renzi di “facilitare da subito l’operatività del ricorso in Italia alla fecondazione eterologa”. 

Sulla donazione degli embrioni alla ricerca è intervenuta telefonicamente Teresa, malata di Talassemia, che insieme al marito Matteo, che ha già fatto istanza di richiesta di donazione alla ricerca scientifica 3 embrioni crioconservati a seguito di analisi genetica pre-impianto. Teresa ha dichiarato che “Essendo malata di una malattia geneticamente trasmissibile, ho avuto accesso alla diagnosi pre-impianto prevista dalla legge 40 sulla fecondazione assistita, grazie ad una battaglia condotta in tribunale dall’Associazione Luca Coscioni. Gli embrioni non impiantati in utero abbiamo intenzione di donarli alla ricerca. Abbiamo fatto già  richiesta” .

http://www.associazionelucacoscioni.it/comunicato/embrioni-alla-ricerca-contro-legge-nome-delle-libert-fondamentali-abbiamo-esportato
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