Lettera aperta al Governo italiano: cambiamo verso alle politiche sulle droghe?

La segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini ha inviato la seguente lettera aperta al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

 

Egregio Presidente del Consiglio, Egregio Ministro, Gentile Ministra,
Il prossimo 26 giugno si terrà la “Giornata mondiale Antidroga”, istituita dalle Nazioni Unite. Per evitare, per quello che mi e ci compete, l’ennesimo appuntamento rituale e retorico, vorrei sottoporvi tre punti concreti relativi alle politiche sulle droghe, su cui il governo italiano può e deve intervenire.

1) Il primo punto potrebbe apparire irrisorio e non degno di attenzione da parte vostra ma, secondo me, è invece significativo della disattenzione con cui spesso le istituzioni pubbliche svolgono i loro compiti, fra i quali vi è la corretta informazione ai cittadini sulle leggi che tali cittadini devono rispettare. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2014, a pag. 77, è stato riportato il testo “vigente” dell’art. 73 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo Unico delle leggi sugli stupefacenti). Si tratta di una norma molto importante perché fissa le pene per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il testo pubblicato in Gazzetta è ancora quello previsto dalla legge n. 49/2006 (cosiddetta legge “Fini-Giovanardi”), abolita dalla sentenza della Corte Costituzionale 12-25 febbraio 2014, n. 32 (in G.U. 1a s.s. 5/3/2014, n. 11). Il testo non aggiornato prevede pene non differenziate a seconda che la sostanza stupefacente sia nella Tabella I (droghe pesanti) o nella Tabella II (cannabis e derivati) o nelle altre tre tabelle, reintrodotte dal recente D.L. 20 marzo 2014, n. 36 (in G.U. 21/03/2014, n. 67) , convertito con modificazioni dalla L. 16 maggio 2014, n. 79 (in G.U. 20/5/2014, n. 115). L’errore esistente in Gazzetta è stato propagato dalle banche giuridiche online (es. Normattiva), con grave danno per la certezza del diritto e grave rischio di errata interpretazione della norma da parte degli operatori del diritto. Dopo la nostra denuncia pubblica dell’infortunio formale ma sostanziale in cui è incorso il Ministero di Giustizia – che dobbiamo all’attenzione di Giulio Manfredi della Direzione di Radicali italiani e all’ADUC – abbiamo ricevuto una pronta replica dell’Ufficio Stampa del Ministro di Giustizia, che non ha contribuito a fare chiarezza sulla questione. Chiediamo al Ministro di Giustizia di ripubblicare in Gazzetta Ufficiale l’art. 73 del DPR 309/90 nel testo realmente vigente e di approfittare dell’occasione per pubblicare in Gazzetta Ufficiale un nuovo Testo Unico delle leggi sugli stupefacenti; quello attuale risale a 24 anni fa e le intervenute modificazioni, integrazioni, abrogazioni lo hanno ridotto alla stregua del vestito di Arlecchino, con grave rischio di errori di interpretazione, come peraltro testimoniato da quanto finora illustrato.

2) Il secondo punto su cui intendo attirare la vostra attenzione è la situazione del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Come radicali abbiamo salutato con soddisfazione la notizia della fine dell’incarico a Capo del Dipartimento del dott. Giovanni Serpelloni, di cui abbiamo denunciato nel corso degli anni una conduzione del tutto tecnocratica, volta solamente alla continua produzione di convegni e siti Internet, scollegata dalla situazione reale esistente nei servizi pubblici per le dipendenze, nelle comunità terapeutiche, nelle Regioni, nei Comuni e, permettetemi, nelle carceri. Il premier Renzi non ha ancora assegnato le deleghe in materia; mi pare che sia venuto il tempo delle scelte, il tempo di una profonda riforma del Dipartimento Politiche Antidroga, per renderlo uno strumento realmente utile all’intera comunità nazionale.

3) Infine, riporto qui di seguito quanto leggo sempre nel già citato D.P.R. 309/90, all’art. 1, comma 15: “Ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua qualità di Presidente del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga, convoca una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall’esperienza applicativa”. L’ultima “Conferenza Nazionale sulla Droga” si è tenuta cinque anni fa a Trieste, organizzata dal governo Berlusconi… In cinque anni non è cambiato solamente lo scenario politico del Paese; è mutato il mercato delle droghe illegali; sono mutati i problemi degli operatori sul fronte della prevenzione e cura delle dipendenze (da droghe illegali e non); c’è l’esigenza di ridefinire i rapporti in materia fra Stato e Regioni. Vi chiedo di operare per l’indizione della Sesta Conferenza Nazionale sulla Droga il prossimo autunno, prendendo tutto il tempo necessario alla preparazione di un appuntamento che non deve essere rituale ma che deve segnare un profondo cambiamento; per esempio, riportando alla ribalta quelle politiche di “riduzione del danno” (harm reduction) che costituiscono in tanti Paesi europei il quarto pilastro (assieme a prevenzione, cura e repressione) delle politiche sulle dipendenze. Un appuntamento da utilizzare anche per una riflessione senza paraocchi sul fallimento delle politiche proibizioniste, in Italia come nel resto del mondo.

Mi fermo qui. Come potete constatare, ho toccato punti molto concreti, tentando così di inficiare l’accusa che viene continuamente rivolta ai fautori della legalizzazione delle droghe, quella di essere portatori di una non ben identificata “ideologia antiproibizionista”, avulsa completamente dalla realtà. Senza alcuna presunzione, mi pare che le lotte puntuali di Marco Pannella e dei radicali tutti di questi ultimi 50 anni rappresentino tutto fuorché una visione ideologica delle cose.

In attesa di un Vostro cortese riscontro, invio distinti saluti.

Rita Bernardini
Segretaria di Radicali Italiani

 

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Rita Bernardini

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