Documenti aggiuntivi XIII Congresso di Radicali italiani

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Mozioni particolari

Sulla commutazione presidenziale delle pene detentive – approvata con 6 astenuti e 1 contrario

Prima Firma: Cristiano Lorenzo Kustermann

Il XIII Congresso di Radicali Italiani

  • Ritenute assai significative le pur limitate conquiste in termini di legalità e ripristino dei diritti umani fondamentali all’interno delle mediamente disastrate carceri italiane, anche a seguito e per effetto delle iniziative radicali e di Marco Pannella che hanno portato all’adozione di provvedimenti legislativi, amministrativi, giurisdizionali che tuttavia risultano ancora parziali e del tutto insufficienti;
  • Confermata la priorità delle iniziative salva-vita per detenuti e del personale carcerario volte ad ottenere una legge di amnistia e/o indulto ai sensi dell’art. 79 Cost.;
  • Constatata la resistenza di significativa parte della classe politica italiana a provvedimenti di amnistia o indulto per far fronte in modo strutturale al sovraffollamento carcerario e alla conseguente ondata di suicidi per i quali si è levato il grido di dolore di Papa Francesco ed è stato inviato un messaggio presidenziale accorato alle Camere;
  • Vista la difficoltà di raggiungere le maggioranze parlamentari aggravate previste in Costituzione per amnistia e indulto nelle attuali condizioni politiche e dell’informazione;

Impegna

Gli organi statutari competenti di Radicali Italiani

ad approfondire dal punto di vista tecnico-legislativo e politico la praticabilità di un disegno di legge ordinaria modificativo del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale che procedimentalizzi in modo differenziato dalla grazia il distinto istituto della Commutazione Presidenziale delle pene detentive in pene meno afflittive e più aderenti al senso di umanità ai sensi dell’art. 87, comma 11’, della Costituzione che permetta la presentazione di domande collettive da parte di detenuti condannati per reati non gravissimi che si trovino in condizioni di sovraffollamento carcerario e che consenta al capo dello Stato, pur previa valutazione anche individuale della storia giudiziaria, e non, del detenuto, l’adozione di commutazioni eventualmente anche collettive per detenuti condannati per reati della stessa natura o che versino nelle medesime disumane condizioni di sovraffollamento carcerario.

Chianciano, 2 novembre 2014

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Per l’elezione popolare diretta di sindaci e consigli metropolitani – approvata con 9 astenuti e 1 contrario

Prima firma: Cristiano Lorenzo Kustermann

Il XIII Congresso di Radicali Italiani

  • Considerato che la legge 56/2014, nella parte in cui ha disposto che il sindaco dei Comuni di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Venezia e Reggio Calabria sia ‘ope legis’ anche sindaco della corrispondente città metropolitana a far data dal 1 gennaio 2015 senza che siano chiamati al voto per le elezioni del sindaco metropolitano tanto i cittadini residenti nel comune capoluogo quanto i cittadini residenti nei comuni dell’hinterland metropolitano, risulta palesemente e gravemente in contrasto con i principi costituzionali fondamentali di democrazia e autogoverno locale nonché con la riserva di legge statale sull’elettività degli organi di governo metropolitani di cui all’art. 117 Cost.;
  • Ritenuto che la mancata legittimazione democratica espressa su scala metropolitana del sindaco metropolitano arrechi un grave vulnus al patto democratico costituente fondato sull’uguaglianza dei cittadini, sia che essi vivano nei comuni capoluogo metropolitani o nell’hinterland metropolitano;
  • Valutato che la mancata elezione popolare diretta di sindaci metropolitani e consigli metropolitani mini fin dall’origine le prospettive di organizzazione democratica, trasparente e coordinata delle città metropolitane a fronte della enorme complessità dei problemi che sono chiamate ad affrontare e della estrema articolazione delle istanze e dei soggetti locali sul territorio metropolitano;
  • Salutato come un segnale di speranza l’avvenuta elezione di un consigliere metropolitano radicale a Milano;

Impegna

Gli organi statutari competenti di Radicali Italiani

ad iniziative, anche a sostegno del Consiglio metropolitano di Milano e degli altri consigli metropolitani, volte a favorire in ogni modo l’elezione popolare diretta di sindaci metropolitani e consigli metropolitani.

Chianciano, 2 novembre 2014

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Emendamenti

Emendamento alla mozione generale – accolto con 118 voti favorevoli, 70 contrari e 11 astenuti

Prima firma: Valerio Federico

Dopo il settimo capoverso sono aggiunti i seguenti:

Il Regime italiano si fonda su infrastrutture giuridiche inefficienti e strumentali alla sua continua rigenerazione, con un intreccio di interessi convergenti tra economia, finanza, politica e mezzi di comunicazione. Questo sistema regge anche grazie all’uso politico di banche, sussidi, società pubbliche e grandi gruppi privati e all’uso da parte delle strutture economiche della politica e degli apparati di partito. Da Salvemini a Maranini, Ernesto Rossi e Marco Pannella, le strutture economiche create dalla partitocrazia di ieri e di oggi sono state parte integrante dell’analisi Radicale.

La rimozione dal dibattito pubblico dei reali dati macroeconomici che spiegano il declino del Paese e il fallimento della partitocrazia, presentati dal professor Baldassarri, sono la pratica partitocratica mediante la quale si è garantita la perpetuazione del Regime a danno dei cittadini contribuenti elettori, ed è un ulteriore elemento della negazione del diritto alla conoscenza.

A partire dall’analisi e le proposte di riforma fatte negli anni dal Movimento sull’universo delle società partecipate – casa della nuova partitocrazia –, proseguendo con la critica all’assetto proprietario delle banche contenute nella campagna “#Sbanchiamoli! Fuori i partiti dalle banche”-, istituti ancora in mano agli apparati dei Partiti grazie allo schermo garantito dalle Fondazioni – e su quella denominata “#Menoinquinomenopago” contenente la critica agli incentivi statali concessi ai c.d. grandi energivori mirante all’abrogazione dei sussidi alle imprese, in particolar modo a quelle che consumano ambiente e benessere, sono nel solco della pluridecennale attività di contrasto Radicale e liberale al sistema anticoncorrenziale e non competitivo che caratterizza la specificità italiana, ancor oggi definibile come “Capitalismo inquinato”. A queste iniziative già avviate, si aggiungono le proposte di riforma economica contenute nel documento di Marcello Crivellini dal titolo “Debito pubblico: da rischio di commissariamento del paese a occasione di crescita e modernizzazione” presentato e valorizzato nel corso dei lavori congressuali.

La comprovata vulnerabilità sismica e l’obsolescenza di una larga parte delle costruzioni italiane necessita di iniziative per realizzare il rinnovamento del patrimonio edilizio italiano, coinvolgendo anche l’imprenditoria privata con premi di cubatura ed incentivi. In questo modo, poiché la crisi ha duramente colpito il settore edilizio, è possibile contribuire allo sviluppo economico del Paese.

La realizzazione di costruzioni sismoresistenti, a basso consumo energetico, ecocompatibili, realizzate senza il consumo di ulteriore suolo fertile, sono iniziative da realizzare proponendo nuove regole che garantiscano equità nell’accesso agli appalti pubblici ed il coordinamento del settore edilizio ad opera di un unico ministero.

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Emendamento alla mozione generale – accolto con 119 voti favorevoli, 71 contrari e 13 astenuti

Prima firma: Massimiliano Iervolino

Dopo il settimo capoverso (“Registra come […]”) sono aggiunti i seguenti:

La crisi economica finanziaria del 2007/2008 e soprattutto quella relativa ai debiti sovrani ha reso ancora più evidente l’inadeguatezza della attuale governance dell’eurozona.

Ciò genera due problemi strutturali.

Il primo attiene al deficit democratico che rianima antichi ed inefficaci nazionalismi. L’Europa, infatti, per poter contrastare il crollo economico, ha scelto di concentrare nuovi poteri presso le proprie istituzioni, affinché con un’azione calata dall’alto si arrivasse a regole di bilancio e monitoraggio più rigorose. La “legislazione dell’emergenza” ha permesso altresì che ulteriori spazi di sovranità venissero delegati ad alcuni membri della Commissione europea, ai componenti del Consiglio Europeo, alla Bce e ai vertici del Fmi. Il tentativo di gestire, senza governare, la crisi, ha eroso sempre più gli spazi democratici, tant’è che non esiste alcun organo elettivo — nemmeno il Parlamento Europeo — che possa interferire con le decisioni prese da questi soggetti.

Il secondo riguarda la mancanza di una politica comune capace di affrontare la globale recessione europea. Infatti la politica monetaria, finanche espansionistica, può ben poco senza un governo unico dell’economia e delle principali politiche pubbliche. L’assenza di un Tesoro federale munito del potere di tassazione e di spesa, capace di agire anche come controparte indispensabile agli interventi emergenziali e all’attivismo della Banca Centrale, ha reso ancora più drammatica l’avvitamento economico.

Tutto ciò ritenuto il Congresso ritiene l’analisi radicale contenuta sia nel documento “Una Federazione leggera per gli Stati Uniti d’Europa?” e quella emersa dagli atti del convegno “Stato di diritto contro Ragion di Stato” promosso dal Prntt come un indispensabile strumento di conoscenza e di lotta politica. Il Congresso afferma come l’Europa sia di fronte ad un bivio. O si giunge agli Stati Uniti d’Europa o si riaffermeranno le istanze nazionaliste. La soluzione è il federalismo europeo, laddove ad ogni ulteriore cessione di sovranità corrispondano quegli spazi democratici necessari alla costituzione di una Europa Politica.

A tal fine impegna il Movimento: a predisporre – anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni Radicali e degli iscritti al Movimento – iniziative per: documentare i benefici di una federazione leggera con politiche comuni su materie quali l’economia, difesa, ricerca, politica estera ed energetica; denunciare lo scandalo dell’uso dei fondi Ue spesso male o sotto utilizzati; proporre l’attivazione del “Diritto d’iniziativa dei cittadini europei” (attivabile anche on line).

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Emendamento alla mozione generale – accolto con 122 voti favorevoli, 63 contrari e 10 astenuti

Prima firma: Marco Cappato

Dopo il nono capoverso (“Ringrazia il prof. Crivellini[…]”) sono aggiunti i seguenti:

Impegna il movimento a perseguire l’attivazione degli strumenti di iniziativa popolare e referendaria a qualsiasi livello – dall’Unione Europea fino all’azione popolare giudiziaria, passando per le istituzioni nazionali, regionali e locali – per inserire nell’agenda politica le proposte di rivoluzione liberale e federalista e per affermare il diritto dei cittadini a conoscerle e sottoscriverle;

a tal fine impegna gli organi dirigenti:

  • ad investire i Consigli regionali delle proposte di referendum abrogativi delle norme illiberali in materia di giustizia, istituzioni, immigrazione, libertà civili ed economiche, a partire da quanto ancora attuale degli 11 quesiti dei comitati Giustizia giusta e Cambiamo noi, con l’obiettivo di trovare almeno 5 Consigli che approvino la richiesta di convocazione dei referendum;
  • a individuare proposte di iniziativa popolare e referendaria ad ogni livello sugli obiettivi del movimento, da attivare sia attraverso le raccolte firme sia la decisione di organi istituzionali, come nel caso dei referendum regionali convocati dai Comuni;
  • a promuovere a tal fine la convocazione per i mesi di aprile, maggio e giugno 2015 di una una stagione di raccolta firme straordinaria sulle proposte che saranno state nel frattempo fatte proprie dal movimento, e anche su proposte di altri sulle quali comunque si riterrà di voler consentire ai cittadini di esprimersi;
  • a farsi promotori – al fine di rafforzare le possibilità di attivazione di tali strumenti – della creazione di una Lega per l’iniziativa popolare che unisca coloro che ritengono urgente rimuovere gli ostacoli normativi e burocratici che impediscono l’effettivo esercizio dei diritti di partecipazione democratica, a partire dal diritto alla conoscenza per arrivare alla possibilità dell’esercizio anche per via telematica di tali diritti.
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Raccomandazioni

Raccomandazione “Educazione, formazione e scuola pubblica”

Prima firma: Adriano Fontani

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Raccomandazione “Sul manifesto-appello ‘per la democrazia e la legalità'”

Prima firma: Carmine De Martino Adinolfi

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Raccomandazione “Trivoluzione”

Prima firma: Franco Levi

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Partito Radicale

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