Bolognetti: il coraggio di sognare di Chiara Castellani

Bolognetti: ha ragione Chiara Castellani, il coraggio di sognare è il motore della vita.

Come si fa a non amare chi dice “il coraggio di sognare è il motore della mia vita”?

Chiara Castellani – piccola, minuta, alle spalle una storia che è quasi un romanzo, una vita spesa al servizio degli ultimi, dei diseredati, dei dimenticati, di chi soffre, di chi ha bisogno di aiuto – ha acceso i cuori e le menti di coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarla all’Istituto Paciotti di Taranto. Le sue parole scavano solchi profondi, come un aratro che lavora la terra preparandola alla semina, e attraverso i suoi occhi vedi angoli di mondo dimenticati.

Gli occhi di Chiara brillano mentre cita l’art.25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e afferma che “il benessere non è solo assenza di malattia”.

Guardo la luce nei suoi occhi mentre infervorandosi parla di diritto alla vita, di un genocidio dimenticato, del diritto alla salute negato e dei cambiamenti macroclimatici.

Chiara Castellani, missionaria laica, ostetrica, ginecologo e specializzata nella cura di malattie epidemiche mortali, ha trascorso buona parte della sua vita in zone di guerra, in aree martoriate da epidemie terribili e, da oltre 20 anni, presta la sua opera in Congo, dove – dice – “in tutte le sale operatorie si comincia col pregare”.

Racconta la sua Africa Chiara ed è un racconto intenso che ha per filo conduttore i diritti negati.

A migliaia di chilometri di distanza dall’ex Congo Belga, nell’aula magna dell’Istituto tecnico Paciotti, risuona la voce di una donna che dice: “Avevo il dovere di battermi. Malattie e guerre dimenticate in quell’angolo di mondo viaggiano a braccetto”.

Ci va giù duro la Castellani quando parla della guerra a “bassa intensità” che sta straziando il Congo. “Una guerra bugiarda”, legata allo sfruttamento dei preziosi giacimenti di coltan e diamanti di cui l’ex Zaire è ricco. Una guerra finanziata e alimentata dalle multinazionali che ‘barattano armi leggere’ in cambio del coltan, che serve anche per le cosiddette ‘bombe intelligenti’”.

Ascolto e penso che a volte l’intelligenza delle bombe sia di gran lunga superiore a quella di certi governanti, che nulla governano e alimentano con la loro miopia il biocidio/ecocidio planetario in corso. 

Ascolto e penso al “capitalismo reale”, interfaccia della “democrazia reale” e a ciò che viene venduto per “ragion di Stato”, ma in realtà è solo uno strumento di oppressione attraverso il quale si nega il diritto umano alla conoscenza e si nega Stato di diritto.

“Quando sei testimone di ingiustizie devi avere la forza di denunciare”, dice Chiara Castellani. E lei la forza l’ha avuta e ce l’ha e prende corpo in ogni parola pronunciata e anche nei suoi silenzi.

La Castellani è un fiume in piena, una valanga d’amore e alla fine del suo intervento, di cinquanta minuti letteralmente volati via, monta la sensazione di conoscerla da sempre, forse perché i concetti che esprime sono antichi come le montagne.

Sì, avevo proprio voglia di tratteggiare la storia di Chiara. Voglia di raccontare di una persona che ha sete di verità, di giustizia, di diritto e che in questo tempo scardinato cita la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e parla di carcere, dicendo che la pena non è vendetta di Stato e che nessuno può essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. 

Il racconto di questa piccola grande donna, il suo “I have a dream”, ascoltato all’indomani di una manifestazione che ha visto marciare per le strade di Taranto migliaia di persone, mi spinge a tracciare paragoni forse azzardati.

Taranto non è il Congo, ma anche a Taranto, anche in Basilicata, è in corso una “guerra bugiarda”, una guerra invisibile e non dichiarata contro il diritto alla salute.

Nella città “dei due mari”, per dirla con Marco Pannella, la strage di diritto e legalità si è fatta strage di popoli e di vite.

Ma per fortuna anche a Taranto, anche in Basilicata, c’è chi prova a essere e ad alimentare speranza, come i miei amici di Peacelink, di Legamjonici o i medici dell’Isde che ancora onorano il giuramento d’Ippocrate.

Un’altra Taranto è possibile, un’altra Basilicata è possibile, un altro futuro è possibile per il nostro piccolo pianeta. Sta a noi provare a costruirlo, iniziando a proporre un cambio di paradigma.

Sì, avevo voglia di raccontare la storia di Chiara Castellani, della sua grande forza d’animo e del suo gran cuore. Avevo voglia di parlare di una donna che si batte per un qualcosa a me assai caro: la vita del diritto e il diritto alla vita.

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