Patrimonio, Magi a Marino: trasparenza totale su immobili e revoca delle concessioni a partiti per ok a delibera

Dichiarazione di Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma:

“La confusione nata intorno al tentativo di dismissione di parte del patrimonio immobiliare di Roma Capitale rischia di aggravare ulteriormente la situazione senza controllo in cui, da decenni, versa un settore così delicato per l’amministrazione comunale. Ritengo dunque fondamentale, da parte del sindaco Marino e dell’assessore Cattoi, fare chiarezza sull’intero capitolo patrimonio e dare un segnale di coraggio per trasformare un’operazione a rischio fallimento in una reale opportunità”, lo dichiara in una nota il consigliere comunale Riccardo Magi, Presidente di Radicali Italiani.

“Le questioni centrali che ho sollevato, tempestivamente e in modo costruttivo, rispetto ai criteri fissati per la vendita degli immobili – dallo sconto per i conduttori definito in un primo momento obbligatorio in base a normative non ben identificate, al diritto di opzione/prelazione, all’abbattimento del 10% del prezzo dopo la prima asta deserta – hanno contribuito a modificare la delibera, ma il modo in cui sono state accolte non mette a riparo l’amministrazione da probabili ricorsi. Per questa ragione – continua Magi – dieci giorni fa ho inoltrato una richiesta di parere al Segretario Generale, che risulta però caduta nel vuoto.

Così come il mio appello a rendere pubblico il patrimonio complessivo degli immobili non ERP disponibili e in concessione. Gli elenchi che mi sono stati trasmessi a seguito della mia richiesta all’assessore Cattoi e ai dirigenti del Dipartimento Patrimonio, infatti, non riportano l’indicazione dei soggetti beneficiari: dati fondamentali per ottenere un quadro di insieme e porre fine alla prassi che negli anni ha visto regalare spazi pubblici anche in base a logiche clientelari.

Proprio perchè resto convinto che si debbano vendere tutti gli immobili che non abbiano un valore strategico per l’amministrazione, escludere questi immobili dagli elenchi delle dismissioni significherebbe accettare e confermare tutte le concessioni accordate e vigenti, rinunciando così a massimizzare gli introiti.

È evidente, alla luce di tutto ciò, che il mio voto sulla delibera in discussione non potrà prescindere dal parere giuridico del Segretario generale sui punti sollevati con la mia richiesta e dalle scelte dell’amministrazione su quelli in concessione.

Al sindaco e all’assessore al Patrimonio chiedo infatti di impegnarsi a rivedere tutte le concessioni, annunciando la revoca immediata di quelle a favore di partiti e sindacati che sono tra i soggetti che in Italia detengono patrimoni immobiliari tra i più grandi. Come alternativa alle sedi regalate ai partiti, l’Amministrazione può lanciare l’apertura di spazi dotati di servizi aperti all’uso condiviso di una molteplicità di soggetti civici, sul modello dei “coworking” che in città riscuote un consenso sempre maggiore. Sarebbe un segnale chiaro dell’uso del tutto nuovo che si intende fare di spazi che, in quanto pubblici, appartengono a tutti i cittadini”, ha concluso Riccardo Magi.

Riccardo Magi

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