Pillole contraccettive e l’anomalia delle ricette

La stampa
http://www.lastampa.it/2015/03/27/blogs/diritto-di-cronaca/pillole-interruzioni-di-gravidanza-contraddizioni-e-lanomalia-delle-r
Flavia Amabile

I medici cattolici protestano e annunciano battaglia mentre il ginecologo radicale Silvio Viale denuncia la contraddizione: perché la pillola dei cinque giorni ora è libera e quella del giorno dopo si acquista solo con ricetta?

La scena sarà più o meno questa: una donna corre in farmacia perché teme di essere incinta. Troverà la pillola dei 5 giorni dopo in vendita liberamente a oltre 30 euro oppure la pillola del giorno dopo che potrà ottenere pagando tre volte di meno ma solo se ha la prescrizione medica. Che cosa accadrà? E’ molto probabile che, per la fretta, la donna acquisti la pillola più costosa anche perché in realtà le conseguenze sono più o meno identiche, l’unica differenza è che EllaOne, la pillola dei 5 giorni dopo, agisce più a lungo. 

“E’ un’anomalia – spiega Silvio Viale, ginecologo radicale del Sant’Anna di Torino e padre della Ru486. Avrebbe avuto più senso se l’Aifa avesse cancellato la prescrizione medica per tutte le pillole. Probabilmente non ha avuto la richiesta da parte dell’azienda farmaceutica e non ha attivato la procedura”. E come mai ha attivato solo la procedura per EllaOne e non per l’altra pillola? Silvio Viale ha un sospetto: ” Forse perché la ditta farmaceutica non è interessata a promuovere il prodotto meno costoso? Proprio per questo l’Aifa dovrebbe tutelare i pazienti e i consumatori, prendendo iniziativa propria e non subordinata all’industria farmaceutica. Le problematiche dei due farmaci, ulipristal acetato e levonorgestrel, sono analoghe e entrambi sono senza ricetta nei paesi europei. Per entrambi la massima efficacia si ha entro le 24 ore, per cui bisognerebbe chiamarle la “Pillola del subito dopo” ed evitare di attendere troppo per la somministrazione. Per questi motivi è un farmaco che deve essere disponibile subito, senza inutili ricette e percorsi ad ostacoli, lasciando ad ognuno le proprie valutazioni etiche. Stupisce quindi che l’Aifa non abbia tolto la ricetta anche ai due prodotti in uso dal 2001″.  

Anche i medici cattolici parlano di contraddizione ma in modo diverso. La decisione dell’Aifa “riporta nella clandestinità gli aborti precocissimi, mascherandoli nella loro precocità e nascondendoli nella facilità di esecuzione”, denuncia Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’associazione medici cattolici italiani.  “I medici cattolici – si legge in una nota – ribadiscono che l’effetto specifico del farmaco è di impedire che l’embrione già formato trovi accoglienza nell’endometrio. Ribadiscono che il farmaco può avere effetti antinidatori. Ribadiscono che banalizzando l’uso del farmaco nelle persone adulte si va a riproporre una abortività spontanea precoce che ”mette in gioco ogni personale libertà e ogni personale responsabilità”, sottolinea Boscia. “Che fine ha fatto il consenso informato? Che fine ha fatto il diritto del cittadino-utente a conoscere la verità?”  

Si dichiara soddisfatta, invece, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. “L’Agenzia europea dei medicinali ha preso una decisione di tipo regolatorio. Noi l’abbiamo sottoposta al Consiglio superiore di sanità, che ha mandato un parere tecnico-scientifico, orientato sulla sicurezza del paziente, ad Aifa, che ha agito come agenzia regolatoria trovando una mediazione e indicando di non applicare la normativa europea per le minorenni. Per me l’unica cosa importante è avere la garanzia che la donna‎, sia adulta che giovane, quando ricorre alla pillola dei cinque giorni dopo abbia contezza della propria situazione clinica e che non ci siano rischi per la salute non solo per il presente, ma anche per il futuro. Quindi io mi attengo alle valutazioni scientifiche. Questa mediazione è molto positiva”.  

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