Fondazione libro. Sul fronte trasparenza Regione, Comune e fondazione possono e devono fare di più

Dichiarazione di Giulio Manfredi, membro di Radicali Italiani:

“Diciamolo: in Italia ci vogliono le inchieste della Procura per interessare la politica all’esigenza di una maggiore trasparenza di enti e istituzioni pubbliche o parapubbliche. È successo nel 2012 quando solo dopo l’arrivo della Guardia di Finanza in Consiglio Regionale è stata approvata la legge regionale sull’anagrafe pubblica degli eletti e nominati (L. R. 27 dicembre 2012, n. 17), sollecitata da anni da noi radicali.

Oggi l’inchiesta della Procura della Repubblica di Torino sulla “Fondazione per il Libro la Musica e la Cultura” ha fatto sì che qualche giornalista andasse a verificare i dati presenti nel link “amministrazione trasparente” sul sito della fondazione, trovandovi una scarna paginetta, con  poche informazioni [apri il link].

E anche i dati sulla Fondazione presenti sul sito ‘amministrazione trasparente’ della Regione Piemonte [apri il link] sono troppo scarni e di difficile interpretazione: l’“onere complessivo per la Regione” è stato “zero” per gli anni 2011, 2013 e 2014?

Non parliamo poi dei dati ricavabili dal sito del Comune di Torino [apri il link], aggiornati all’8 settembre 2014, da cui risulterebbe presente nel CdA della Fondazione del Libro addirittura ancora Roberto Cota!

Chiediamo a Regione, Comune di Torino e futuri nuovi vertici della Fondazione di implementare i dati sui rispettivi siti web; una istituzione così prestigiosa come la Fondazione del Libro non può essere carente sul fronte della trasparenza, anche  perché è soggetta come tutte le altre fondazioni alle disposizioni della ‘legge sulla trasparenza’” [apri il link].

 

10.4 Come si individuano gli enti di diritto privato in controllo pubblico oggetto degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 22, c. 1, lett. c), del d.lgs. n. 33/2013?

Sono da intendere quali enti di diritto privato in controllo pubblico gli enti di diritto privato sottoposti a controllo da parte di amministrazioni pubbliche, ivi incluse le fondazioni, oppure gli enti costituiti o vigilati da pubbliche amministrazioni nei quali siano a queste riconosciute, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi.

In ogni caso, tenuto inoltre conto della eterogeneità degli enti di diritto privato sui quali le amministrazioni esercitano forme di controllo, rientra tra le competenze di ciascuna amministrazione individuare quali fattispecie non siano riconducibili alla categoria “enti di diritto privato in controllo dell’amministrazione”, di cui all’art. 22, c. 1, lett. c), del d.lgs. n. 33/2013, dandone adeguata motivazione.

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Giulio Manfredi

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