Eutanasia, Cappato-Fraticelli-Welby: 16 richieste di eutanasia ricevute in agosto. Superate le 100mila sottoscrizioni sulla pdl popolare

“SOS Eutanasia” (www.soseutanasia.it) è l’iniziativa di disobbedienza civile promossa da Cappato, Fraticelli e Welby per far sì che il Parlamento discuta la proposta di legge popolare www.eutanasialegale.it che ha superato le 100mila sottoscrizioni di cittadini italiani.

Dichiarazione di Marco Cappato, Gustavo Fraticelli e Mina Welby:

Nel solo mese di agosto 2015 sono state 16 le persone che ci hanno contattato per avere informazioni sull’eutanasia all’estero. Sono esclusi dal conteggio coloro che si sono presentati in forma anonima, che farebbero raddoppiare il numero dei contatti ricevuti. Tra le persone richiedenti informazioni in forma non anonima si contano 10 donne e 6 uomini. Il 75 per cento delle persone ha cercato informazioni per sé, il 25 per cento per parenti o amici impossibilitati a chiamare a causa della loro malattia. Nello specifico di queste ultime: tre richieste di informazioni per la madre, una per un amico. Le cause prevalenti delle richieste di informazioni riguardano malattie degenerative (il 43 per cento) o tumorali (28 per cento), così come la comparsa dei primi segni di Alzheimer. Il 60 per cento delle richieste arriva dal Nord Italia, il 20 per cento dal Centro così come dal Sud Italia.

Da marzo 2015, mese d’inizio dell’azione “SOS eutanasia”, abbiamo dato informazioni a 54 persone presentatesi in forma non anonima. Nelle nostre risposte, oltre a dare informazioni sulla sospensione delle terapie in Italia, forniamo informazioni sulle cliniche svizzere solo a coloro che potrebbero avere i requisiti, fermo restando che saranno poi le cliniche stesse a decidere sulla base della legislazione elvetica.

Ecco alcune delle email ricevute:

  1. Mia madre ha quasi 86 anni, è nata nel ’28. La comparsa dell’Alzheimer risale a circa 5 anni fa. Ha un aneurisma all’aorta a limite dell’operabilità da circa 5 anni. Soffre di fibrillazione atriale da circa tre anni, fa prelievi settimanali per stabilire la terapia. Dal dicembre 2013, da quando si è rotta il femore ed è risultato impossibile operarla, è a letto con il catetere. Non riconosce più i familiari, si esprime con fonemi o parole raramente comprensibili. Per nutrirla va imboccata. Ultimamente ha piaghe da decubito nonostante creme atte a preservarla da tale problema.
  2. Ho 43 anni e sono affetto da sclerosi multipla primaria progressiva da circa 15 anni, un terzo della mia vita. Vivo solo e mi arrangio in tutto, ma la patologia procede con costanza e vorrei avere la serenità  di poter decidere quando finire con dignità, senza dipendere dalla decisione di nessun altro.
  3. Sono una signora con un tumore con metastasi. Desidererei accedere all’eutanasia, ma non so a chi rivolgermi e come fare. Vi chiedo gentilmente un aiuto.
  4. Mia madre è affetta da una malattia degenerativa (una forma di mielopatia). Non è ancora gravemente invalida, ma è destinata a diventarlo (tetraplegica). Per questo mi ha chiesto di informarmi su cosa deve/può fare per manifestare la sua intenzione di ricorrere all’eutanasia nel caso sia ridotta all’invalidità totale e dove/come l’eutanasia può essere praticata.
  5. Sono costretto su una sedia a rotelle a causa di una lesione infettiva a livello midollare che mi ha portato ad una tetraplegia. A questa si associano problemi collaterali tipo lesioni da decubito. Dal punto di vista familiare mi ritrovo solo. Questa è un tipo di vita che non voglio e non sono in grado di vivere. Per questo chiedo il vostro aiuto per arrivare a concludere il mio percorso di vita.
  6. Per il momento non ho problemi che mi spingono a chiedere l’eutanasia, ma voglio proteggermi in caso di bisogno e specialmente non voglio mettere mia figlia contro la legge. L’anno scorso ho avuto un infarto, ma mi sono rimessa al 100 per cento. In caso mi succedesse qualcosa, se sono lucida di mente potrò contattarvi, ma – quello che mi preoccupa più di tutto – se non sarò più in grado di contattarvi, se con un altro infarto entrassi in uno stato vegetativo, come potrei fare? Le disgrazie arrivano velocemente ed è un bene che chi deve decidere (in questo caso mia figlia) sappia come procedere
  7. Non so se questo è l’indirizzo giusto per porvi questo quesito, ma tento. Probabilmente nessuno mai ha richiesto un’informazione del genere, ma mi piacerebbe sapere se sono l’unica al mondo a pensarla così. Ho 21 anni e in pratica non mi piace la vita. Io vorrei non esser viva, credo che la mia esistenza sia sbagliata e vana, nonché un peso futuro per lo Stato e per le persone a me care. Vorrei che la gente accettasse l’idea che la vita non è per tutti. Che non tutti son felici di svegliarsi al mattino, che il dolore sa essere insopportabile, ogni minuto di ogni giorno. Sono in salute. Sono giovane. Sana e robusta costituzione. Ho una vita davanti a me: una vita che semplicemente non mi va di vivere. Non riesco. Vorrei sapere perché la società preferisce lasciarmi morire da sola, magari con metodi violenti o dolorosi, in solitudine, quando potrei rendere dignitose altre vite, con la mia morte. Esistono persone in fin di vita che altro non vogliono se non vivere, vivere, vivere; e poi ci sono io, in perfetta salute, che tutto desidero tranne vivere. Amo. Amo tante cose, ma quest’amore mi uccide. Vorrei lasciare questo matto e bel mondo sapendo di aver fatto almeno una sola cosa giusta, almeno una sola cosa buona. So che verrebbe considerato omicidio o chissà quale altra fesseria inventata da chi vuole avere controllo sulle vite altrui, con l’assurda convinzione di voler salvare tutti (come se tutti volessero esser salvati) ma io ho bisogno di sapere se esistono Stati che permettano l’espianto di organi senza morte cerebrale avvenuta. So che potreste considerarla una cosa macabra, ma macabro è costringere una persona a vivere una vita che non vuole, che non ha mai voluto e che mai vorrà. Sono colma di una triste speranza da sempre, sorrido e conduco una vita apparentemente normale: non c’è nulla di “pazzo” in me. Solo la volontà di sapere se esiste o meno una possibilità del genere. Non giudicatemi. 

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Marco Cappato

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