“Anti-Pannella? Voglio solo far pesare i Radicali”

Repubblica
Silvio Buzzanca

Il caso / Il neosegretario eletto contro lo storico leader: contare nelle città

Roma – «Io antipannelliano? Mi viene da sorridere. È argomento inconsistente». Riccardo Magi, nuovo segretario di Radicali italiani, cerca di sdrammatizzare il conflitto con Marco Pannella. L’ex consigliere comunale romano ha 39 anni, è nato due anni dopo la vittoria del no nel referendum sul divorzio. Uno dei fiori politici all’occhiello di Marco Pannella. Ma oggi il vecchio leader, 85 anni, guarda con distacco e sufficienza questo “ragazzo” capace di metterlo in scacco nell’ultimo congresso di Chianciano.

Fino a qualche giorno fa Magi sedeva in Campidiglio. Un “rompiscatole” radicale, simile a tanti altri che lo hanno preceduto nel partito e nelle istituzioni. Ma da domenica scorsa, dopo i 102 voti che lo hanno eletto segretario della costola italiana del Partito radicale transnazionale, passa un po’ del suo tempo a smentire di essere lui l’uomo capace di pensionare Pannella.

Un lavorìo faticoso, provocato dallo stesso Pannella che già sotto il palco di Chianciano aveva dato visibili segni di disapprovazione per quello che stavano facendo i giovani radicali emergenti: Magi, Marco Cappato, nuovo presidente, e Valerio Federico, rieletto tesoriere. Disapprovazione confermata poi a Radio Radicale.

I giovani hanno proposto e hanno vinto il congresso con una mozione che, di fatto, mette in secondo piano la proposta politica del leader per una battaglia “per il diritto alla conoscenza” da farsi nelle sedi internazionali. A partire dall’Onu. Nel 2016 i Radicali italiani si occuperanno invece di municipi, dunque anche di elezioni amministrative, di Europa e di città nel segno del federalismo.

Magi naturalmente nega a Radio Radicale la portata politica dell’evento. «È antipanneliano dire che è importante recuperare per Radicali italiani il diritto ad essere considerati un interlocutore politico?», chiede. Ma ascoltando quello che dice spicca l’affermazione che il partito «si è isolato» nella battaglia sulla giustizia e sulle carceri. Con buona pace di Rita Bernardini, in corsa per diventare Garante dei detenuti in Abruzzo. «Sono accenni di analisi, sono opinabili, magari sono cavolate, ma non vedo antipannelismo», insiste Magi.

Sarà vero, ma dal palco del congresso di Chianciano un radicale storico come Lorenzo Strik Liviers ha certificato che la mozione di Magi e compagni «fotografa l’avvenuta trasformazione di questo movimento, di questo partito che è diventato altra cosa. Pannella ha proposto una linea politica, questo congresso respinge quella linea politica. Questo partito viveva del suo essere intorno a Marco Pannella. Oggi non è più questo».

Giochi fatti allora? Per nulla. Perché ieri Pannella ha riunito i fedelissimi e ha rilanciato il suo progetto sul “diritto alla conoscenza”. Tre ore di diretta radiofonica a scapito del congresso di “Certi diritti”, altra luna della galassia radicale. Scelta criticata dal palco di Arezzo.

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