Ue, Radicali a governo: Italia ancora fuorilegge per procedure d’infrazione e condanne, subito piano di rientro nella legalità

Lettera a Renzi e Gozi per chiedere impegni certi in vista del vertice del 17 novembre sullo Stato di diritto nell’Ue


Gentile sottosegretario Affari europei Sandro Gozi,

e p.c.
Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi
Presidente commissione Politiche dell’Unione europea Camera dei deputati 
On. Michele Bordo
Presidente commissione Politiche dell’Unione europea Senato della Repubblica 
Sen. Giovanni Mauro

 

grazie a un’iniziativa intrapresa dal Governo durante il semestre italiano della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, il Consiglio Affari Generali del 17 novembre – preparatorio del Consiglio europeo del 17 e 18 dicembre 2015 – discuterà della condizione dello stato di diritto nell’Ue.

Si tratta di un appuntamento importante se affrontato dagli Stati membri con volontà politica all’altezza del tema. Per l’Italia può essere un’occasione per fare il punto sulla grave posizione del Paese in Europa e avviare un percorso, a nostro avviso non più rinviabile, di rientro nella legalità e di riaffermazione del primato del diritto europeo su leggi e regolamenti nazionali.

L’impegno annunciato, e in parte già avviato dal Governo, è senz’altro un segnale positivo. Tuttavia i percorsi di rientro sono efficaci solo se prevedono obiettivi espliciti in tempi certi su cui misurare i risultati.

Riteniamo pertanto che, in vista della riunione del 17 novembre, il Governo debba assumere maggiori impegni, precisi e ufficiali, affinché l’Italia abbandoni finalmente il sistematico primato negativo non solo per il numero di procedure d’infrazione ancora pendenti tra gli Stati membri, ma anche per le condanne della Corte di Giustizia.

La nostra credibilità nei confronti degli altri Stati membri, infatti, si misura anche dall’osservanza del diritto europeo e, come Lei sa, nel 2014, con 89 procedure di infrazione pendenti, l’Italia ha raggiunto nuovamente insieme alla Grecia, la testa della classifica dei contenziosi aperti dalla Commissione europea. Un primato che il nostro Paese detiene sin dal 2002 e che si è visto sottrarre solo in due occasioni dalla Francia.

Al record di contenziosi, che Lei si è impegnato ad abbattere, va aggiunto quello delle condanne della Corte di Giustizia dell’Unione europea: 34 dal 2010 al 2014. Dal 2005 al 2009 la situazione non è stata certo migliore: l’Italia infatti con 117 deferimenti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea primeggiava tra i Paesi UE, seguita da Grecia (103) e dal Lussemburgo (90). Al record di deferimenti corrispondeva di tutta evidenza quello delle condanne, tant’è che tra il 2005 ed il 2009 il nostro Paese è stato condannato per ben 72 volte.

L’Italia ha inoltre già subito dalla Cgue quattro condanne pecuniarie per le cause sul regime di aiuti concessi dall’Italia per interventi a favore dell’occupazione; sulle 198 discariche abusive; sulla cattiva gestione dei rifiuti in Campania e sulle riduzioni e/o sgravi dagli oneri sociali concessi a una serie di imprese di Venezia e Chioggia.

Dai dati forniti dalla Commissione europea il 30 settembre 2015, si evince che tra i 28 Stati membri dell’Ue l’Italia ha pagato le multe più alte. Parliamo di una cifra pari a 152.585.000 euro, contro gli 88.520.850 della Francia e i 53.900.000 della Spagna.

Questi numeri, allarmanti, non testimoniano l’inosservanza di norme burocratiche o astratte, ma incarnano la violazione sistematica dei diritti fondamentali su questioni che – dall’ambiente, alla salute, ai servizi – incidono fortemente sulla qualità della vita dei cittadini. 

In vista del vertice del Consiglio Affari Generali, come Radicali Italiani chiediamo al Governo italiano di avviare un “piano di rientro” nella legalità fissando una serie di obiettivi precisi e significativi  che possono essere così riassunti: 

  • la chiusura, entro la fine del 2016, di almeno la metà delle procedure di infrazione ancora pendenti;
  • il rispetto, in tempi brevi, di quanto stabilito dalle tre sentenze (ex art. 260 Tfue) della Corte di Giustizia dell’Unione europea che, ancora oggi, prevedono il pagamento di multe;
  • l’osservanza di quanto stabilito dalle dieci sentenze (ex art. 258 Tfue) della Corte di Giustizia Ue affinché si evitino nuovi deferimenti che, in caso di condanna, comporterebbero nuove ed ingenti multe.

 Solo attraverso impegni puntuali, chiari e concreti sarà possibile intraprendere un percorso reale ed efficace verso lo Stato di diritto.

RingraziandoLa della consueta attenzione Le porgiamo i nostri migliori saluti

Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani
Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani

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Riccardo Magi e Valerio Federico

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