Bonino al Pd: parlate anche con i Radicali Roma, prove di dialogo

il Manifesto – 13/12/2015
Eleonora Martini

In vista delle amministrative il tesoretto di intelligenze che porta il brand Radicali dovrebbe far gola, a sinistra. Emma Bonino lo ha detto chiaramente intervenendo ieri mattina al congresso della minoranza dem: «Un partito non è una chiesa – ha ammonito l’ex ministro degli esteri – si può avere il coraggio di parlare con chi non la pensa come te: ai Radicali, per esempio. Non siamo mica appestati, magari siamo spigolosi però quando abbiamo avuto l’occasione abbiamo dimostrato di essere persone per bene, rigorose, attente alla buona politica e alla buona amministrazione». Ma non è detto che il Pd renziano, invece, abbia orecchie per ascoltare. In ogni caso, alcuni democratici come Tobia Zevi (renziano ma non più di ferro e pur sempre dell’assemblea nazionale), il coordinatore dei Giovani dem romani Guido Staffieri, il senatore Walter Tocci, direttore del Centro per la Riforma dello Stato, alcuni esponenti dei circoli Pd come Maria Zamban della sezione Portunse, e l’ex assessore alla Legalità Alfonso Sabella, voluto dallo stesso premier/segretario nella giunta capitolina di Ignazio Marino, hanno raccolto l’invito del segretario di Radicali italiani Riccardo Magi che venerdì, nella sede di via di Torre Argentina dove si apriva il congresso del partito romano, ha provato a ragionare insieme ad «alcuni liberi pensatori, esponenti politici tra i più indipendenti» sul tema «Chi soffoca Roma. Come farla respirare». Un primo confronto, anche con Verdi, socialisti ed esponenti delle lista Marino per fare il punto su temi e proposte:anche in vista di una possibile discesa nel campo elettorale di Magi, indicato da Pippo Civati come migliore candidato sindaco «possibile». Anche se lui al momento pur ringraziando dice: «Per adesso sto provando a candidare dei temi e delle idee. La “riserva” non sarà sciolta fino a gennaio, quando capiremo in quale modo, se con una candidatura diretta o altro». Con Sinistra italiana, invece, il dialogo è ostacolato a monte: «Sel deve decidere se vuole il reddito minimo garantito come me, o vuole la difesa di tutte le aziende comunali, delle due l’una: o il welfare o i privilegi dell’assunzione clientelare nelle municipalizzate che porta consenso politico ma è inconciliabile con ogni possibilità di risanamento e quindi di rilancio della Capitale». Ma se nella visione renziana basta un dream team, e per Tocci «si può governare Roma solo con una grande idea», per Sabella «chiunque avrà l’onore o l’onere di governare la Capitale nei prossimi anni, guardi la prima priorità: la macchina amministrativa. Ho trovato una macchina disastrata e non parlo di corruzione, sto parlando anche di gente impreparata». »Devo tanto a Riccardo Magi – ha riconosciuto il magistrato – perché in questo periodo passato in Campidoglio è stata la persona che più di tutte mi ha dato le indicazioni più corrette sul dove andare a cercare o su quali potessero essere le priorità. Il lavoro su Ostia – ha detto riferendosi al cosiddetto “lungomuro” – si è fatto principalmente grazie alle carte che Riccardo per primo portò sulla mia scrivania. Mi ha dato una grandissima mano». «Noi siamo già candidati alle amministrative – ha precisato però Magi – abbiamo candidato temi e obiettivi e ora vogliamo sapere chi ci sta a portarli avanti con noi. Il Pd? Ha tenuto in ostaggio la Capitale e ora non sa neppure esprimere una classe dirigente. Quale numero bisogna chiamare per parlare col Pd a Roma?». Ora i Radicali danno appuntamento a Napoli il 23 e 24 gennaio prossimo per parlare di federalismo municipale, recupero dell’elezione diretta, decentramento dei poteri e strumenti legislativi per le metropoli italiane. Una sorta di «stati generali delle città», per «non rimanere – conclude Magi – impantanati nel locale, e trovare una visione più complessiva. Radicale, ovviamente». 

 

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