Capano, Radicali Italiani: non confondiamo l’impegno per la legalizzazione della cannabis con l’”invito a drogarsi”. Mistificazioni populiste ed ignoranti

I Radicali intervengono nel dibattito relativo alla iniziative parlamentari e popolari in corso per la legalizzazione della cannabis. In Italia, il commercio illegale delle droghe ed in particolare della cannabis, che rappresenta il 38% del commercio totale, ovvero la parte più consistente, è la attività più proficua per la criminalità organizzata. Nell’ultima relazione della Direzione Centrale Servizi Antidroga (DCSA), infatti, si legge: ”le stime effettuate annualmente dagli organismi specializzati mostrano in modo univoco che quello della droga, grazie agli enormi e veloci profitti che è capace di generare, è la principale fonte di finanziamento delle consorterie criminali, in quanto è un mercato in perenne crescita, con un immediato e continuo approvvigionamento e distribuzione.” In Italia gli utilizzatori abituali di cannabis sono circa il 10% della popolazione e la legalizzazione della sostanza porterebbe allo Stato circa 8,5 miliardi di euro, sottraendoli alla criminalità. Ma la legalizzazione della cannabis, oltre a minare l’esistenza stessa della criminalità organizzata, consentirebbe anche a malati di molte patologie croniche di usufruire di cure con prodotti di auto-produzione, a basso costo e, soprattutto, con minimi effetti collaterali rispetto a quanto disponibile sul mercato farmaceutico. Mentre è di pochi giorni fa la calendarizzazione in Aula alla Camera dell’esame della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis, Radicali Italiani e l’Associazione Coscioni stanno tutt’ora raccogliendo le firme per presentare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare sulla questione: se non ci penserà il Parlamento, saranno i cittadini a chiederlo espressamente. La proposta prevede che la regolamentazione sia rivolta ai maggiorenni e consente, tra l’altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in “cannabis social club”, pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, l’allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze nonché la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

Dichiarazione di Michele Capano, membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani:

Lo scandalo suscitato dalla dichiarazione dell’Assessore Giordano, che ha firmato per la proposta di legge di iniziativa popolare tesa alla legalizzazione della cannabis, sostenuta da Radicali Italiani, porta il segno della cultura del “politico salernitano medio” dopo 25 anni di regime deluchiano. Sentire ancora operare una confusione populista e ignorante tra l’impegno per la messa sotto controllo legale di una pratica rimasta come il consumo della cannabis e l’”invito a drogarsi” chiarisce che – esattamente come accadde nel ventennio fascista – l’innalzamento delle “grandi opere” possa accompagnarsi ad uno sprofondamento della qualità del dibattito democratico, e quindi del livello dello stesso personale politico. Non stupisce, dunque, come non solo si straccino le vesti i soliti Celano e Cammarota (perfettamente integrati nel ruolo di “opposizione di Sua Maestà”), ma come due dei protagonisti della maggioranza di governo, Nino Savastano e Dario Loffredo, siano portatori delle stesse idee. Con questi chiari di luna, do un consiglio a De Luca e Napoli: quello di correggere il nome della loro lista ammiraglia per la prossima tornata, dove spicca Nino Savastano, in “Regressisti per Salerno”. Mi ero convinto che il nobile nome del “socialismo” non potesse essere maltrattato a Salerno più di quanto avevano fatto Maraio e Petillo. Mi ero sbagliato. E’ arrivato Dario Loffredo.

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