Trieste – Relazione di Sergio Keller per gli altri coordinatori locali di Legalizziamo!

Trieste – Relazione di Sergio Keller per gli altri coordinatori locali di Legalizziamo!

Un caro saluto a tutti,

scrivo per condividere l’esperienza triestina della raccolta firme Legalizziamo!

Martedì abbiamo raggiunto le 2500 firme. La media è di circa 27 firme all’ora, mentre la media di contributi è di 0,70 euro a firma.

Come autenticatori ci siamo arrangiati così: su 90 ore di tavoli, la metà sono state coperte da una dipendente comunale (militante radicale) con delega del sindaco. L’altra metà dai consiglieri comunali: SEL e PD, prima delle elezioni amministrative, M5S e PD, dopo le elezioni. Da segnalare l’adesione, a livello locale, del Movimento 5 Stelle (dopo votazione in assemblea), di Possibile e di Sinistra Italiana. Da verificare se tali adesioni siano un appoggio morale o se si concretizzeranno in tavoli organizzati da loro. Faremo una conferenza stampa a settembre tutti insieme. A questo link trovate il mio intervento all’assemblea dei Cinque Stelle.

Questione dei militanti: siamo partiti in quattro/cinque: il nucleo di persone che ha raccolto le firme per Eutanasia Legale. Alcuni firmatari hanno chiesto spontaneamente di partecipare alla raccolta, ad alcuni – quelli che sembravano più convinti e più disposti – l’abbiamo proposto noi mentre facevamo i tavoli, altre persone si sono unite scrivendo al sito nazionale. Chiaramente non tutti quelli che si dichiarano disponibili partecipano poi veramente. Adesso siamo quindici / venti in tutto. Si è unita a noi anche Assunta Signorelli, ex direttrice del dipartimento di salute mentale di Trieste. Le persone collaborano liberamente quanto e quando possono, l’unica cosa che chiedo, come coordinatore locale, è che rispondano ai messaggi e avvisino se devono disdire un impegno preso. Chi non rispetta questo viene escluso, non perché io sia permaloso, ma perché rendono impossibile organizzare qualsiasi cosa. La moda del “non risposta = no” imperversa, ma radicalmente la rifiuto.

Contributi. Tra tutte le cose che ho imparato da Marco Gentili (non il presidente della Coscioni: sono omonimi), una delle più importanti è che, se non si chiede il contributo, si affonda. Le persone che firmano e che credono nella battaglia in questione sono ben disposte a lasciare un contributo. Chi non può o non vuole, non è obbligato, può contribuire anche spargendo la voce. Non bisogna vergognarsi di chiedere: facendo politica sulle iniziative, il cittadino sa per quale scopo vengono usati i soldi che lascia come contributo. A maggior ragione se poi pubblichiamo il bilancio sul sito. Se non c’è un ente che possa finanziare tutti i punti di raccolta firme locali, l’unico modo per raccogliere le firme senza rimetterci economicamente è autofinanziarsi.

Idee. Elenco alcune idee che abbiamo sviluppato a Trieste per metterle a disposizione di tutti – trovate i file in allegato – sperando di riceverne altre da tutti voi. Ripeto ciò che ho scritto sul gruppo whatsapp: il fine è la condivisione, non il vanto o la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno.

1) scatola dei contributi. Costo: fatta in casa.

2) volantini locali (con i dati della raccolta firme locale, l’indirizzo e-mail locale…). Costo: 72 euro per 5000 volantini su flyeralarm.

3) volantino informativo (con statistiche e spunti di riflessione per chi voglia leggere prima di decidere se firmare – meglio attingere a fonti di diverso orientamento politico). Costo: di stampa.

4) sito internet locale, specifico per questa campagna, per pubblicare rapidamente le date dei tavoli. Costo: 0. Dominio gratuito.

5) magliette cannabis, per essere visibili in strada. Costo: tra i 5 e i 7 euro a maglietta. Utili anche da “regalare per chi lascia un forte contributo” (almeno 10/12 euro). Molti vogliono la maglietta.

6) cartellone rollup. Costo: circa 75 euro ciascuno. (Per chi volesse il file in alta qualità per stamparlo posso creare un link a parte, perché pesa 80MB). L’idea è nata dal fatto che le persone sono sempre più abituate a guardare schermi invece che cartelli. Siccome non ero in grado di realizzare il progetto grafico da solo, mi ha aiutato un’amica che sa usare photoshop. Lo studio grafico di Milano che ha curato la parte grafica di Legalizziamo! mi ha passato alcune immagini ad alta risoluzione per fare alcune delle icone delle app.

7) interviste ai militanti e agli autenticatori, pubblicate sul sito regionale, vanno poi nell’archivio di RadioRadicale.

8) tavolo volante per raccogliere firme negli eventi serali allontanandosi dal tavolo (ahimé la gente è pigra) o se non si ottiene la concessione di suolo pubblico. Cartellina, moduli, penna, batteria esterna, lampada a led a carica usb. N.B. allontanarsi relativamente, poiché l’autenticatore deve essere presente o molto vicino.

Un abbraccio legalizzante a tutti!

Sergio Keller

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