Cannabis terapeutica, la sinistra ci riprova

Cannabis terapeutica, la sinistra ci riprova

la Repubblica
2 Ago 2016
Andrea Montanari

La proposta al voto: farmaci ai malati certificati dai medici anche fuori dagli ospedali, solo presentando la ricetta

Una legge regionale per favorire anche in Lombardia l’utilizzo di farmaci a base di cannabis per tutte le patologie oncologiche e croniche previste dalla normativa nazionale. In modo che in caso di prescrizione da parte del medico di base i pazienti possano essere rimborsati, mentre attualmente accade solo se la somministrazione avviene durante il ricovero in ospedale. È quanto chiede la proposta di legge di Partito democratico e Patto civico, che hanno depositato al Consiglio regionale un testo sull’uso dei farmaci a base di cannabinoidi. Un testo che fa seguito a quello di iniziativa popolare che era stato depositato lo scorso 28 gennaio corredato da ben 6.032 firme di elettori lombardi. I promotori di quel progetto fanno capo all’associazione Radicale Enzo Tortora, tra cui il neo assessore comunale Lorenzo Lipparini.

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Il Pd, però, ha deciso di elaborarne uno nuovo perché un progetto di legge di iniziativa popolare, a differenza di uno di iniziativa consiliare, non può essere modificato, ma approvato o respinto dall’aula. Un meccanismo che, spesso, in passato, ne ha determinato l’affossamento. Del resto, non è un mistero che il tema dell’uso della cannabis ad uso terapeutico sia particolarmente divisivo. Solo pochi giorni fa, infatti, il Consiglio regionale, a sorpresa e solo per la defezione di alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra, ha approvato un ordine del giorno che chiede a Roberto Maroni di stanziare i fondi per la sperimentazione della cannabis a fini terapeutici. Lo scarto dei sì è stato dei Democratici: “La Lombardia ha perso molto tempo, troppi ostacoli impediscono l’accesso a chi ne avrebbe bisogno” soli due voti. Secondo la proposta del Pd, i pazienti per i quali gli specialisti avranno indicato i farmaci a base di cannabis come soluzione terapeutica «potranno acquistarli nelle farmacie specializzate, anche con la ricetta del medico curante, ed assumerli a casa propria».Anziché in ospedale o in una struttura specializzata come avviene ora.

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Questo tipo di farmaci potrà comunque essere prescritto solo in presenza di un Piano terapeutico individualizzato formulato da specialisti. Mentre la prescrizione della cura, invece, potrà avvenire anche presso il domicilio del paziente. «La Lombardia ha perso molto tempo e noi vogliamo porre un termine a questa lacuna — spiega la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi del Pd—. Sono anni che diversi studi scientifici dimostrano l’utilità di principi attivi contenuti nella cannabis per alleviare il dolore e per curare diverse malattie, ma purtroppo ci sono una serie di ostacoli che ne impediscono l’accesso a chi ne avrebbe bisogno. Noi pensiamo che questi farmaci debbano essere accessibili, anche economicamente, per chi ne ha davvero necessità». Le proprietà terapeutiche della can-nabis sono riconosciute dalla scienza medica. Sia nell’ambito della terapia del dolore in pazienti oncologici, che in patologie più specifiche come il glaucoma, l’epilessia, diverse patologie neurologiche, alcune patologie psichiatriche, stress post-traumatico, emicrania, depressione, traumi cerebrali, ictus e alcune malattie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Al Pirellone il Consiglio regionale dovrà discutere una nuova legge sulla cannabis a uso terapeutico 

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