Cannabis: richiesto incontro con Presidente Abruzzo per scongiurare nuovi casi “Pellegrini”

Cannabis: richiesto incontro con Presidente Abruzzo per scongiurare nuovi casi "Pellegrini"

Filomena Gallo, Riccardo Magi
3 Ago 2016
“Vi scriviamo alla luce dell’incresciosa vicenda di Fabrizio Pellegrini per chiedervi un incontro sullo stato di attuazione della legge regionale del 2014 sull’accesso ai farmaci cannabinoidi” così il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e il segretario dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, in una lettera inviata oggi al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e all’Assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci.
 
La lettera ripercorre la storia del pianista malato di fibromialgia dal 1999, che non potendo sostenere i costi altissimi della terapia – prescritta dopo numerosi tentativi – e non volendo rivolgersi al mercato nero, si trova costretto a ricorrere alla coltivazione per giovarsi degli effetti terapeutici della cannabis sui sintomi atroci della sua malattia. E per questo finisce in carcere. Eppure la regione Abruzzo si è dotata nel 2014 di “una delle più avanzate leggi in materia di cannabinoidi, che pone il farmaco a carico del servizio sanitario regionale”, ma “a oltre due anni dall’approvazione, non ci risulta sia stato finora costituito il previsto fondo annuo di 50mila euro, che avrebbe garantito, a Pellegrini come ad altri malati, di accedere ai farmaci cannabinoidi”, si spiega nella lettera. 
 
“Anche a seguito della mobilitazione promossa da noi Radicali”, con oltre 150 adesioni all’appello e al digiuno a staffetta a sostegno dell’iniziativa nonviolenta avviata da Andrea Triscuoglio e dai radicali di Foggia per chiedere la scarcerazione del pianista, “ieri finalmente è stata riconosciuta l’incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario e Pellegrini ha così ottenuto gli arresti domiciliari”.  Ma anche dopo questo successo, “la mobilitazione andrà avanti – annunciano Magi e Gallo – per scongiurare che ci siano nuovi ‘casi Pellegrini’, in Abruzzo come nelle altre regioni d’Italia”. L’obiettivo non è solo denunciare i danni del proibizionismo, ma “aiutare la Regione a rispettare le sue stesse leggi e i diritti dei cittadini”, concludono il segretario di Radicali Italiani e il segretario dell’Associazione Coscioni, che sono anche promotori della legge di iniziativa popolare Legalizziamo! per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso di tutte le sostanze, che prevede anche il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica. Legge su cui è in corso in tutta Italia la raccolta firme 
 
TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA:
 

Roma, 3 agosto 2016

Gentile Presidente, 

Gentile Assessore, 

Vi scriviamo alla luce dell’incresciosa vicenda di Fabrizio Pellegrini per chiedervi un incontro sullo stato di attuazione della legge regionale del 2014 sull’accesso ai farmaci cannabinoidi.

Come saprete, Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni, malato di fibromialgia, è stato recluso nel carcere di Chieti per quasi due mesi per aver coltivato 4 piante di cannabis nel suo appartamento. 

Anche a seguito della mobilitazione promossa da noi Radicali – con oltre 150 adesioni a un digiuno a staffetta, tra cui quella del presidente della Commissione diritti umani del Senato Luigi Manconi – che ha spinto il ministro della Giustizia Orlando a disporre accertamenti sul caso, ieri finalmente è stata riconosciuta l’incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario e Pellegrini ha così ottenuto gli arresti domiciliari. 

Dal 2001 a oggi sono stati aperti a carico di Fabrizio Pellegrini ben 8 procedimenti per lo stesso reato: coltivazione di cannabis (sempre di quattro – o cinque piante). Procedimenti che si sono risolti a volte con gli arresti domiciliari, altre con la reclusione: in un caso per oltre 10 mesi.

La fibromialgia – di cui soffre dal 1999 – è una malattia connotata da una sofferenza cronica del sistema immunitario, che negli stadi avanzati, come appunto quello di Pellegrini, causa l’erosione lenta e progressiva delle articolazioni, con un dolore incessante, soprattutto alla colonna vertebrale, e la conseguente impossibilità di riposare, di dormire. L’assunzione di cannabis consente a Pellegrini di recuperare una maggiore mobilità e un po’ di sonno: un sollievo che, nelle sue condizioni, risulta fondamentale.  

Quando nel 2007 in Italia il thc, principio attivo della cannabis, viene ammesso in terapia, Pellegrini ottiene – anche se con difficoltà – una prescrizione, ma un solo mese di terapia gli costa 500 euro: cifra che soltanto la prima volta riesce a mettere assieme, grazie a una colletta. La spesa per la terapia, tuttavia, va ben oltre la portata delle sue finanze e la coltivazione gli sembra l’unica strada per sfruttare le proprietà terapeutiche della cannabis senza ricorrere al mercato nero. Ecco perché Fabrizio è tornato in cella e ci è rimasto per oltre 50 giorni nonostante il progressivo aggravamento delle sue condizioni, denunciato da Rita Bernardini e Andrea Triscuoglio che gli hanno fatto visita.  

Insomma, la vicenda di Pellegrini ben riassume, suo malgrado, tutti gli ostacoli e le difficoltà che la Regione Abruzzo deve affrontare per rendere effettiva la legge in materia di cannabinoidi, nonostante si tratti della più avanzata legge in materia, che pone il farmaco a carico del servizio sanitario regionale. Tuttavia, a oltre due anni dall’approvazione, non ci risulta sia stato finora costituito il previsto fondo annuo di 50mila euro, che avrebbe garantito, a Pellegrini come ad altri malati, di accedere ai farmaci cannabinoidi.

Ecco perché l’appello “Una firma e un digiuno per Fabrizio Pellegrini e per tutte le vittime del proibizionismo” – che abbiamo lanciato a sostegno dell’iniziativa nonviolenta per la scarcerazione di Fabrizio Pellegrini avviata da Andrea Triscuoglio e i compagni radicali dell’Associazione “Maria Teresa Di Lascia” di Foggia – chiede tra l’altro il rispetto della legge regionale sui cannabinoidi. 

La mobilitazione quindi andrà avanti anche dopo il successo ottenuto con la scarcerazione di Fabrizio, per scongiurare che ci siano nuovi casi Pellegrini, in Abruzzo come nelle altre regioni d’Italia. 

La nostra vuol essere non solo un’iniziativa di denuncia, ma di dialogo con le istituzioni, per aiutare la Regione a rispettare le sue stesse leggi e i diritti dei cittadini.  

Per questo vorremmo incontrarvi di persona al più presto. 

Certi di un vostro cortese e tempestivo riscontro, vi auguriamo buon lavoro.

Distinti saluti,

Riccardo Magi                                                Filomena Gallo

 Segretario di Radicali Italiani                     Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

http://www.associazionelucacoscioni.it/comunicato/cannabis-richiesto-incontro-con-presidente-abruzzo-scongiurare-nuovi-casi-pellegrini
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