Pronto il decreto peril polo hi-tech sull’area dell’ Expo

Pronto il decreto peril polo hi-tech sull'area dell' Expo

la Repubblica
3 Ago 2016
Oriana Liso

Entro pochi giorni, assicurano da Roma, il presidente del Consiglio firmerà il decreto che avvia ufficialmente il percorso dello Human Technopole, il progetto scientifico che dovrà dare una nuova vita all’area Expo

Manca solo la firma di Matteo Renzi sul decreto che darà il via libera al progetto Human Technopole: gli uffici stanno lavorando per limare il testo che dovrebbe essere approvato a giorni. Nascerà cosi un board con undici membri: l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, infatti, sarà il soggetto attuatore, ma lavorerà di concerto con le università, i ministeri e scienziati di fama internazionale. Con la prossima legge di Stabilità, poi, si istituirà anche la fondazione Human Technopole, un soggetto giuridico autonomo che subentrerà al board dopo la fase di rodaggio, che durerà fino al 2018.

È quasi pronto, dopo tutte le verifiche tecniche e l’approvazione dei tanti soggetti coinvolti. Entro pochi giorni, assicurano da Roma, il presidente del Consiglio firmerà il decreto che avvia ufficialmente il percorso dello Human Technopole, il progetto scientifico che dovrà dare una nuova vita all’area Expo. E che — verrà specificato proprio nel decreto — diventerà con la prossima legge di Stabilità un soggetto giuridico autonomo: ci sarà, quindi, una fondazione Human Technopole, partecipata dal ministero dell’Economia e delle finanze e da quello dell’Università e ricerca, ma aperta anche ad altri soggetti. Tra le tante tappe del difficoltoso cammino del post Expo, questa che si avvicina è sicuramente una di quelle importanti. Perché la firma di Renzi sul dpcm darà il via a quel comitato allargato di indirizzo e di garanzia che lavorerà con l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, il soggetto attuatore del progetto Human Technopole: con i tre atenei milanesi ( Statale, Politecnico e Bicocca ) ci saranno rappresentanti del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Istituto superiore della sanità, del Mef e del Miur e tre scienziati di fama internazionale che devono però ancora essere individuati.

Un board, quindi, che comprende tante voci, e questo è stato il modo per superare l’ostacolo delle polemiche per avere scelto l’istituto genovese come capofila del progetto. Se, all’inizio, sembrava che l’istituto diretto da Roberto Cingolani avesse tutte le leve decisionali in solitaria, adesso dovrà confrontarsi costantemente con gli altri membri del comitato, che avranno voce in capitolo su scelte operative e sulla filosofia del progetto stesso. Un lavoro di concerto che il governo, con il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, sta seguendo passo passo. La prima riunione è prevista per settembre e, da quel momento, partirà la vera parte operativa: la fase di start-up ha un orizzonte temporale di due anni, periodo che servirà per passare dalla teoria alla pratica di quanto è stato finora pensato per riempire una parte di quel milione di metri quadri ai confini con Rho e Pero.

–> Leggi QUI anche l’articolo: “Post Expo, faccia a faccia Cattaneo – Cingolani

Era stata il ministro dell’Istruzione Giannini, a metà luglio, a dare questa scadenza: «Nel 2018 sull’area di Expo il progetto sarà presente e completato», aveva detto durante una visita a Milano. I primi laboratori delle sette aree di ricerca sui temi della salute e dell’invecchiamento — dalla genomica alla big data analysis, passando per la nutrizione e la medicina — non si vedranno quindi prima di quella data. Adesso, però, si tratta di rimettere intorno al tavolo tutti i soggetti coinvolti: perché nel frattempo il progetto scientifico dell’Iit è stato modificato con le osservazioni contenute nelle cinque relazioni scientifiche che esperti internazionali, rimasti però anonimi, hanno prodotto. Sarà un test, per capire se davvero tutte le istituzioni coinvolte riusciranno a lavorare assieme nel progetto che costerà 1,5 miliardi in dieci anni. Ma un primo riconoscimento alle istituzioni milanesi sarà già nel dpcm: nella premessa, infatti, si sottolineerà l’importanza che questo progetto proceda di pari passo con l’altro pezzo di futuro dell’area Expo, quel campus della Statale su cui si sta lavorando e che, nelle intenzioni, dovrebbe essere pronto nel 2021

http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/pronto-il-decreto-peril-polo-hi-tech-sullarea-dell-expo

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