IX marcia internazionale per una società aperta e lo stato di diritto con Emma Bonino – Sabato 8 ottobre, Roma e Parigi

Sabato 8 ottobre a Roma alle ore 16 ci ritroveremo in Piazza Mazzini e marceremo fino a Castel S. Angelo per un società aperta e per lo Stato di Diritto, con Emma Bonino, insieme ai rappresentanti di molti popoli oppressi nel mondo. Con questa iniziativa vogliamo porre l’attenzione sul pericoloso ritorno dei nazionalismi, sul fallimento degli stati nazionali nel governare i grandi fenomeni sovranazionali quali il terrorismo, le grandi migrazioni, le crisi economico-finanziarie e i cambiamenti climatici. Ricorderemo la costante pratica dell’annullamento o della limitazione delle libertà politiche, economiche e religiose che colpisce numerosi popoli.

Chiediamo che per le Istituzioni Internazionali, per l’Unione Europea e per i singoli Stati la difesa dei Diritti Umani sia la priorità nelle dinamiche delle relazioni internazionali, così come l’affermarsi dello Stato di Diritto, della democrazia e delle libertà individuali.

Marcia con noi per una società aperta e per lo Stato di Diritto.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1003239286489454/

Adesioni alla Marcia: http://www.societalibera.org/public/adesionemarcia_2016/aderire.htm

 

Comunicato ufficiale

Società Libera – Associazione di cultura liberale, Radicali Italiani e le Comunità delle Minoranze e dei Popoli Oppressi in esilio organizzano la

IX marcia internazionale per una società aperta e lo stato di diritto

Sabato 8 Ottobre 2016

Roma h.16 da Piazza Mazzini a Castel S.Angelo (dove saranno previsti vari interventi)

Parigi h.14 da Place de la Bastille a Place de la République

La condizione della Libertà e dei Diritti nel mondo peggiora: in oltre metà dei Paesi a centinaia di milioni di persone è negata o limitata la libertà politica, religiosa, economica e sono negati i diritti umani, sociali e civili. L’Occidente non può continuare a rimanere inerte. Questa situazione dipende da una serie di fattori, ed è legata sia al carattere dittatoriale e oppressivo di molti governi, sia al riaccendersi pericoloso dei nazionalismi che non sembra risparmiare anche molti Paesi Europei.

Nessun Paese da solo è in grado di fronteggiare sfide come le migrazioni, le grandi crisi finanziarie, il mutamento climatico o il terrorismo internazionale. Oggi sono gli Stati nazionali a fallire, così come un’idea di Europa: quella delle patrie e dei trattati, quella intergovernativa e delle reazioni nazionali.

La libertà politica è presupposto per la stabilità internazionale, il mondo non sarà in pace fin quando assetti politici, unità territoriali ed identità di Popoli saranno imposti. La libertà economica è essenziale per lo sviluppo e la crescita. La libertà religiosa è fondamentale per la salvaguardia delle rispettive identità. Auspicando un rafforzamento del dialogo interreligioso marceremo in difesa anche del popolo degli yazidi sterminato nel Medio Oriente e delle minoranze cristiane nel mondo, fatte oggetto di aggressioni ed assassinii indiscriminati in molte aree del pianeta.

Chiediamo che i Paesi leader nella promozione dei Diritti Umani, in primis quelli Europei, sappiano valorizzare e rilanciare i propri modelli di società democratiche ed aperte, nelle quali il diritto alla vita e all’autodeterminazione sono intangibili e tali rimangano anche nelle urgenze.

Con questa Marcia silenziosa, chiediamo alle istituzioni internazionali di dare alla difesa dei Diritti Umani priorità nei rapporti internazionali, sia di natura politica che commerciale, e di perseguire nei fatti l’affermarsi dello stato di Diritto e delle libertà individuali. Chiediamo all’Unione Europea di non esprimere solo a parole l’intenzione di “costruire un mondo che abbia come fondamento il rispetto dei diritti umani”, ma di prendere posizione adottando iniziative concrete. In particolare, chiediamo l’istituzione della Giornata Europea per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli Oppressi.

Con questi convincimenti marceremo a Parigi e a Roma, insieme a Birmani, Cambogiani, Iraniani, Khmer Kampuchea Krom, Kurdi, Laotiani, Siriani, Tibetani, Uyghuri, Vietnamiti, Venezuelani, Harratin e a tutti coloro che si adoperano per l’affermazione di una società aperta.

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