Federico e Valbonesi: “In Mauritania c’è ancora la schiavitù, marciamo l’8 ottobre a Roma per lo Stato di Diritto con Emma Bonino”

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Dichiarazione di Ilari Valbonesi (Membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Valerio Federico (Tesoriere di Radicali Italiani):


In Mauritania ci sono ancora gli schiavi. Sabato 8 ottobre esponenti harratin dell’IRA – Iniziativa per la Rinascita del Movimento Abrogazionista contro la Schiavitù in Mauritania – Sezione Italia – marceranno a Roma da Piazza Mazzini (h.16) a Castel S. Angelo insieme a Radicali Italiani e a Società Libera per affermare la tutela dei diritti fondamentali dei popoli, per chiedere l’ abolizione definitiva della schiavitù e della tratta degli esseri umani, per lo Stato di diritto.

In Mauritania la schiavitù è stata abolita nel 1981, criminalizzata nel 2007 e dichiarata “crimine contro l’umanità” con la riforma costituzionale del 2012. Ciò nonostante continua drammaticamente ad essere praticata nel paese con un’esplicita connotazione etnica, in quanto a subire trattamento da schiavi sono quasi sempre individui della comunità (nera) Harratin.

Le schiave sono sottoposte a violenze sessuali e a quella vera tortura che è l’alimentazione forzata al fine di aumentare peso per contrattare una dote più elevata, secondo un antico costume, per un matrimonio forzato. Lo stato di schiavitù è poi per consuetudine esteso agli eredi e ai minori, spesso maltrattati e abusati.

Le autorità governative ostacolano in tutti i modi ogni manifestazione di denuncia della schiavitù, anche se tenuta in maniera nonviolenta, con il divieto amministrativo di espressione e di associazione, nonché con repressioni violente, arresti arbitrari e detenzioni temporanee in tutto il paese. Non da ultimo il 13 agosto 2016, tredici esponenti di IRA Mauritania sono stati incarcerati dalla polizia senza alcun mandato e motivazione ufficiale. Lo stesso Biram Ould Dah Ould Abeid, presidente dell’IRA, vincitore del premio delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 2013, ha una lunga storia di persecuzione alle spalle.

L’8 ottobre con la marcia internazionale con Emma Bonino chiederemo, insieme agli harratin, ai tibetani, agli uiguri, ai venezuelani e ad altri popoli oppressi, che per le Istituzioni Internazionali, per l’Unione Europea e per i singoli Stati la difesa dei Diritti Umani sia la priorità nelle dinamiche delle relazioni internazionali, così come l’affermarsi dello Stato di Diritto, della democrazia e la tutela delle libertà individuali.

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