Comitato 7-9 ottobre 2016, relazione del Tesoriere Valerio Federico

Logo radicali italiani

Care compagne, cari compagni

Domani, con gli amici di Società Libera, con Emma Bonino, marceremo insieme a molti rappresentanti di popoli oppressi. Marceremo per gli Yazidi, massacrati dall’ISIS nel nord dell’Iraq, per i venezuelani, privati della libertà di espressione e manifestazione dal marxista-castrista Maduro – le repressioni in corso in quel paese ce le racconta da anni la nostra compagna Blanca Briceno – per i Tibetani e per gli Uiguri, vittime delle politiche di assimilazione di Pechino, per gli Harratin mauritani schiavizzati tuttora. Tibetani e mauritani, venezuelani, iraniani e armeni saranno con noi domani a Roma in Piazza Mazzini dalle h.16. Tengo a ringraziare Demetrio Bacaro, Antonio Stango, Ilaria Valbonesi e Giulia Simi per l’aiuto nel definire contenuti e approfondimenti nonché nell’organizzazione.

Il mondo assiste alla sistematica violazione dei diritti umani fondamentali.

Freedom House fa sapere che nell’ultimo decennio i Paesi nel mondo dove le libertà fondamentali si sono rafforzate sono diminuiti a fronte di un aumento dei Paesi dove queste si sono indebolite.

Il monopolio del progresso economico non è più appannaggio delle liberal-democrazie. Il numero dei paesi democratici è stabile da un ventennio.

Il Diritto internazionale non garantisce ancora la tutela dei diritti degli individui al di sopra della sovranità degli stati, eppure in periodo di pericoloso rilancio delle politiche nazionaliste, di nuovi muri, questa è la direzione da perseguire: dar vita effettiva agli istituti di giurisdizione sovranazionale. Sono illusorie e inefficaci le scorciatoie demagogiche da facile consenso, l’affermazione dello Stato di Diritto democratico e liberale, attraverso istituzioni federali e transnazionali che privilegino il rispetto dei diritti umani nelle relazioni tra stati, è la via maestra per nutrire il pianeta di Diritto e Libertà.

 

Quanto è accaduto a Rebibbia è l’esito finale di un processo figlio anche dell’assetto proprietario e politico che è stato creato ed ora portato alla sua naturale conclusione, si sarebbero potuti garantire i Radicali tutti da degenerazioni di squadra, privatistiche, coinvolgendo nei processi decisionali, proprietari e gestionali, i soggetti costituenti ma non lo si è voluto fare ed ora è tardi. Gli iscritti ai soggetti radicali da molti anni non hanno alcuna funzione di controllo, neanche indiretta, sul patrimonio materiale, Radio e sede, su simboli e archivi storici. Andava assicurata ai Radicali tutti la titolarità rispetto alle decisioni sugli strumenti utili all’iniziativa politica, come Radicali Italiani negli ultimi anni ha ripetutamente chiesto.

Ancor più dopo quanto accaduto a Rebibbia – dove è stata esclusa la possibilità di “ricostruire” su nuove basi politiche e organizzative il Partito, dove il diritto interno è stato schiacciato, dove una mozione ha incredibilmente sospeso uno statuto e fatto fuori gli iscritti, interrompendo il legame formale tra il nostro Movimento e quello che fu il Partito Radicale – siamo chiamati a contribuire ad un’azione radicale transnazionale. Lo faremo anche con una sessione dedicata al prossimo Congresso con Emma Bonino. Un Congresso per il quale stiamo facendo un particolare sforzo finanziario e organizzativo per mettere nelle condizioni ideali chi vuole partecipare, a partire dalla scelta di Roma e da condizioni favorevoli. Nel sito radicali.it è già presente un collegamento a tutte le informazioni utili a prenotare.

 

Che movimento, che partito vogliamo essere?

 

Siamo e saremo il partito del Diritto, “diritto e legge”, un partito che si è assunto da tempo, con Marco Pannella, la funzione di controllo della legittimità dell’azione delle istituzioni. Il partito delle riforme liberali, laiche, antiproibizioniste e federaliste. Il partito del merito e degli ultimi, della partecipazione, della conoscenza e della valutazione delle politiche pubbliche. La valutazione delle politiche pubbliche è, prima di ogni altra cosa, una modalità di produzione di conoscenza, attivare strumenti che evidenzino se le istituzioni funzionano e risolvono i problemi della collettività è la nuova frontiera dell’amministrazione delle città. A Milano con l’assessorato affidato a Lorenzo Lipparini stiamo provando ad aprire nuove strade perché le istituzioni accettino di valutare la propria azione insieme ai cittadini.

Dovranno affermarsi diritti ancora non considerati. Diritti che derivano dal dovere dei cittadini di versare tributi finalizzati alla produzione dei servizi. Siamo di fronte al diritto alla qualità della vita urbana e, interna a questo, a una dimensione fondamentale di diritto alla conoscenza. Quest’ultimo declinato su scala metropolitana e cittadina non può prevedere solo la pubblicazione delle informazioni disponibili, ma deve prevedere una vera e propria produzione di conoscenza sull’attività delle pubbliche amministrazioni. La sfida è, dunque, superare le resistenze della politica a valutare la propria azione, per migliorarla, coinvolgendo i cittadini in questo processo. Al Congresso parleremo anche di questo.

La forma partito è questione per la quale il prossimo Congresso è chiamato a prendere decisioni importanti. Mi è già capitato di dirlo, considero inevitabile e opportuna una fase di democratizzazione interna in merito ai passaggi elettorali. La transizione da un movimento leaderistico, dove Marco dava legittimazione con il suo carisma, il suo talento, alle scelte di partito, a un movimento che affida la legittimazione delle decisioni in ambito elettorale a passaggi democratici interni, non deve spaventarci. L’opzione elettorale non può essere lasciata, dopo Rebibbia, a un contesto di galassia, che non c’è più, né a autolegittimazioni locali che potrebbero diventare ingovernabili e dannose. Anche la riconoscibilità di un nome, di un simbolo, di colori è passaggio improcrastinabile che pure, va ricordato, non impedirebbe certo scelte transpartitiche o di aggregazione. Lo sforzo dovrà essere quello di coniugare democrazia interna, nelle varie fasi decisionali, ad una organizzazione libertaria con un modello organizzativo federativo come prevedeva lo statuto del 1967. Un ripensamento del nostro stare insieme dunque modificando lo statuto anche per poter prevedere l’iscrizione al registro dei partiti con i conseguenti benefici all’autofinanziamento, così come per una scelta netta, e da attuare concretamente, in merito alla partecipazione telematica degli iscritti.

 

Vi informo anche che sarà Radicali Italiani con il Caffè letterario, con i compagni Antonio Borrelli e Roberto Mancuso, che ringrazio, a promuovere una giornata a Roma in memoria di Antonio Russo, sabato 15 ottobre a 16 anni dal suo assassinio. I prossimi giorni daremo le informazioni dettagliate.

 

Iscritti al 6 ottobre 2016: totale 867 (+106, +14%), iscritti a Quota piena (che versano 200 E. a Radicali Italiani) 645 (+136, +26%), iscritti a pacchetto 236 (-60, -20%).

Autofinanziamento: 178.609,13 Euro, – 3% rispetto alla stessa data dell’anno scorso. 

© 2016 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

POST COLLEGATI

#LibertàTerapeutica
#SostieniciNelTempo
#RadicalCannabisClub
#EroStraniero
#Parliamone!
#EuropeFirst

Mettiti in contatto con noi

 
Avendo letto l'informativa sul trattamento dei dati personali

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ricevi aggiornamenti su campagne, iniziative, eventi

DIFFONDI LA CAMPAGNA