Comitato Nazionale del 7-9 ottobre 2016: Mozione Generale

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MOZIONE GENERALE

 

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 7 al 9 ottobre 2016, rivolge un forte invito agli iscritti, ai militanti e ai simpatizzanti radicali, a rendere con la loro mobilitazione e partecipazione attiva il prossimo congresso di Radicali italiani, che si terrà a Roma dal 29 ottobre al 1° novembre, un momento decisivo per il futuro della comunità radicale.

 

Il Comitato ritiene che le iniziative assunte quest’anno dal movimento sui temi della democrazia, degli strumenti di partecipazione, dei diritti civili, della gestione del fenomeno migratorio e sul progetto federalista comunale ed europeo, abbiano dimostrato quanto ancora oggi sia necessario dar vita a un fronte comune che sappia costruire, sugli obiettivi federalisti, di libertà e diritto, un impegno aperto e trasversale di lotta politica: in particolare in un contesto globale nel quale le ragioni della sicurezza, la crisi economiche e delle democrazie – da tempo oggetto delle analisi e delle denunce radicali, in particolare di Marco Pannella – rischiano di affidare i bisogni, le aspettative, i desideri di cambiamento alle risposte facili di chi propone soluzioni e illusioni populiste e nazionaliste. In questo senso ribadisce il contributo essenziale del movimento radicale per determinare il successo di un fronte di libertà e la difesa dello stato di diritto nel nostro paese e in Europa.

Il Comitato ringrazia i militanti radicali che stanno dando vita alla straordinaria mobilitazione in corso per la proposta di legge popolare ‘Legalizziamo!’ per la legalizzazione della cannabis e per la decriminalizzazione dell’uso di tutte le droghe, che dal 20 aprile ad oggi è riuscita, in particolare nelle ultime settimane, a superare la quota di 45 mila firme raccolte. Prendendo atto che il termine di sei mesi previsto per legge per la raccolta firme scadrebbe tra poco più di una settimana, ma che un terzo delle firme raccolte non potrebbero essere certificate dai comuni per i tempi eccessivamente lunghi previsti dalle norme vigenti, decide di far slittare di alcune settimane il termine per la consegna, rinunciando di conseguenza alle oltre 10.000 firme raccolte nel primo mese di campagna.
Promuove, insieme all’Associazione Luca Coscioni e alle principali realtà antiproibizioniste italiane partner della campagna, per i prossimi venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 ottobre i “Legalizziamo Days”, tre giornate di mobilitazione con l’obiettivo di raggiungere le 60.000 firme necessarie (50.000 previste dalla legge più 10.000 di sicurezza). A questo fine il Comitato rivolge un appello ai consiglieri comunali di tutti i comuni italiani perché si rendano disponibili a offrire il servizio di autentica delle sottoscrizioni. Invita altresì a promuovere pubblicamente la campagna di raccolta firme coinvolgendo personalità del mondo della politica, del giornalismo, della cultura, dell’arte, come già avvenuto con Roberto Saviano e Ascanio Celestini.

Il Comitato ribadisce che Radicali Italiani è stato l’unico soggetto politico ad essersi impegnato da subito per garantire la libertà di voto agli italiani in occasione del prossimo referendum costituzionale, attraverso la proposta di votazione per parti separate avanzata dal “Comitato per la libertà di voto”, che sarebbe stata l’unica possibilità concreta di aprire un dibattito sul merito dei singoli aspetti della riforma.
Il Comitato sottolinea che le democrazie, senza i giusti contrappesi, tendono a trasformarsi di fatto in oligarchie: pertanto, reputa necessario che l’esecutivo, prima del voto del 4 dicembre, presenti un disegno di legge concernente il Referendum Act, per superare gli arbitrari, discriminatori e irragionevoli limiti che la legge 352 del 1970 pone alla raccolta firme e all’intera procedura referendaria, e impegna gli organi dirigenti a proseguire il dialogo già avviato in tal senso col Governo. Impegna altresì gli organi dirigenti a inviare il prima possibile a tutti parlamentari la proposta di legge di modifica di tale norma, promuovendo in ogni modo un confronto pubblico e la creazione di uno schieramento trasversale che la sostenga. Il Comitato, inoltre, invita gli organi dirigenti a cogliere l’opportunità nell’attuale dibattito sulla legge elettorale per ribadire che un sistema basato sui collegi uninominali sarebbe l’unico strumento utile a legare direttamente l’eletto con il corpo elettorale e il territorio. Il Comitato saluta la pubblicazione del dossier “Governance delle politiche migratorie tra lavoro e inclusione sociale”, curato da Roberto Cicciomessere, non soltanto per il valore in termini di analisi, ma soprattutto come strumento di iniziativa politica per contrastare la crisi dell’integrazione europea e le politiche fallimentari sui flussi migratori.

Impegna perciò gli organi dirigenti a elaborare una campagna il cui primo scopo sia quello di trasformare il racconto pubblico sull’immigrazione in una narrazione che superi paure e strumentalizzazioni e, pur tenendo conto della complessità del fenomeno, ribadisca che i migranti possono divenire, da presunta emergenza, grande opportunità, anche economica, per il nostro paese.

Il Comitato fa propri gli obiettivi di riforma contenuti nel documento, relativi alla creazione di canali legali per chi chiede protezione ma anche per chi cerca un’occupazione nel nostro paese.

Il Comitato aderisce alla “Marcia per l’Amnistia, l’Indulto e la Riforma della Giustizia”, intitolata a Marco Pannella e a Papa Francesco e convocata il 6 novembre a Roma, invitando a prendervi parte e promuovendo l’iniziativa nell’ambito del Congresso di Radicali Italiani, previsto nei giorni immediatamente precedenti alla mobilitazione, che vedrà una parte dei lavori di Commissione dedicata anche ai temi sollevati dall’iniziativa.

Il Comitato prende atto che la maggioranza dei congressisti riuniti a Rebibbia per il Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito ha ritenuto di accogliere la proposta della presidenza di sospendere illegittimamente lo Statuto del Partito Radicale e di affidare tutti i poteri, compreso quello di chiusura del Partito,  a un direttorio, interrompendo altresì il legame formale tra Radicali Italiani, e gli altri soggetti costituenti, e il PRNTT e togliendo forza al tentativo di ricostruire su nuove basi politiche e organizzative il Partito Radicale privandolo di alcuni fronti di iniziativa.

 

 

EMENDAMENTO ALLA MOZIONE GENERALE a prima firma Mario Staderini

Al quinto capoverso il comitato “ribadisce che radicali italiani…” dopo le parole “4 dicembre” sia inserita la seguente frase:

“rimuova con decreto legge gli ostacoli che impediscono alla gran parte degli italiani di esercitare il diritto di promuovere referendum, a partire dagli oneri di autenticazione, vidimazione e certificazione e”

L’emendamento è approvato con 25 favorevoli, 2 astenuti

 


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