Carceri in Lombardia, Radicali: “Su salute detenuti rischio omissione d’atti d’ufficio, Regione ci ripensi o se ne occuperà Magistratura”

Dichiarazione di Michele Capano, tesoriere di Radicali Italiani

L’audizione presso la commissione carceri del consiglio regionale lombardo, alla quale come Radicali Italiani – anche con Marco Cappato – abbiamo preso parte oggi a sostegno dell’iniziativa nonviolenta che Lucio Bertè – militante radicale de “Il detenuto ignoto” e “Nessuno tocchi Caino” – conduce da oltre cinquanta giorni, ha rivelato la netta diversità di orientamento tra i Radicali e la Regione circa l’interpretazione dell’ art. 11 dell’ ordinamento penitenziario. Al di là, infatti, delle generiche buone intenzioni manifestate in un colloquio “privato” con Lucio Bertè dall’Assessore Gallera, assente all’audizione in Consiglio Regionale, è emersa l’indisponibilità a far compiere dalle aziende ospedaliere che – dipendendo dalla Regione – hanno in carico le Strutture penitenziarie, semestralmente un accertamento sanitario sul singolo detenuto, come vuole la “proposta Scopelliti” avanzata dai radicali, e come – oltre al già richiamato art. 11 della legge 1975/354 – dettano due mozioni approvate dal consiglio regionale lombardo nel 2005 e nel 2013. E’ intenzione di Radicali Italiani – di fronte a quella che a nostro avviso è una gigantesca omissione d’atti d’ ufficio – sottoporre la questione alla Magistratura milanese (e italiana). Grazie a Lucio Bertè per avere sospeso la sua azione nei primi minuti dell’audizione, nella continuità di un dialogo e di una fiducia che l’Assessore Gallera ha ancora qualche giorno per onorare”

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