Trasparenza/Radicali Italiani: da oggi sono operative le disposizioni del decreto Madia. Possibilità di ricorrere ai difensori civici se amministrazioni non rispondono. Cantone non pensi solo a Roma ma risponda anche a segnalazioni su Sede Unica Regione Piemonte

L’art. 42, comma 1, del d.lgs. 97/2016 (cosiddetto “decreto Madia”) prevede che i soggetti tenuti all’osservanza delle disposizioni contenute nel d.lgs. 33/2013 si adeguino alle modifiche introdotte entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto correttivo medesimo. Il decreto Madia è entrato in vigore il 23 giugno 2016, per cui il termine per mettersi in regola scade oggi.

Giulio Manfredi (RI):

Il grave pericolo che corre la materia della “trasparenza”, fondamentale per un corretto gioco democratico, è la sua strisciante burocratizzazione, per cui norme nate per facilitare il rapporto diretto fra cittadino e istituzioni si tramutano in complessi normativi sempre più difficili da interpretare ed utilizzare.

Ciò detto, vogliamo sottolineare una novità positiva portata dal decreto Madia: nei casi di richieste di “accesso civico” presentate alle regioni e agli enti locali, se l’ente non risponde o comunque non pubblica online i dati richiesti, si può richiedere l’intervento del difensore civico (regionale o locale, se esistente). Prima, l’unica possibilità era di rivolgersi alla giustizia amministrativa, con i costi economici e i tempi lunghi conseguenti.

Sicuramente i radicali si avvarranno di questa possibilità in Piemonte, per richiedere, tramite il difensore civico regionale, che la Regione Piemonte pubblichi finalmente in modo integrale e analitico i provvedimenti inerenti gli incentivi assegnati ai dipendenti regionali impegnati nella realizzazione della Sede Unica della Regione. Tale pubblicazione è prevista dall’art. 18 del D.lgs. 33/2013.

Chiediamo, inoltre, al Dottor Raffaele Cantone di riattivare al più presto sul sito dell’Autorità Anticorruzione la possibilità per i cittadini di segnalare inosservanze delle disposizioni sulla trasparenza e di rispondere alle altre amministrazioni con la stessa solerzia con cui ha risposto all’amministrazione comunale di Roma. Ci risulta che giace sul tavolo dell’Anac una richiesta di parere della Regione Piemonte, proprio sulla questione dell’obbligo di pubblicazione degli incentivi assegnati ai consiglieri regionali, risalente al 28 ottobre 2015, quattordici mesi fa.

Ricordiamo, infine, di avere già inoltrato all’ANAC due successive segnalazioni (n. 2145 del 1/12/2015 e n. 2463 del 2/03/2016) sulla mancata attuazione dell’art. 18 del D. lgs. 33/2013.

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