Diritti umani/Siria: approvata in consiglio regionale del Piemonte mozione per intervento della Corte penale internazionale e amministrazione provvisoria dell’Onu secondo quanto proposto dai Radicali

Si chiede al Governo italiano di promuovere il coinvolgimento dell’ONU per la ricostruzione del Paese e l’indizione di libere elezioni
 
È stata oggi approvata a larga maggioranza dal Consiglio regionale del Piemonte la Mozione a prima firma della Consigliera Enrica Baricco, vicepresidente Comitato regionale per i diritti umani, che chiede al Governo italiano di farsi promotore “dell’intervento della Corte Penale Internazionale al fine di individuare e giudicare i responsabili degli efferati ‘crimini di guerra e contro l’umanità’ perpetrati durante gli ultimi cinque anni” e “dell’istituzione di un’Amministrazione controllata e provvisoria delle Nazioni Unite, sulla base del disarmo di tutte le forze in campo e del ritiro di tutte le compagini militari, della previsione di un periodo di transizione durante il quale sia affidato all’ONU l’incarico di amministrare il Paese, di garantirne la sicurezza, di coordinarne la ricostruzione dell’ordine civile, politico e materiale, nonché di stabilire le condizioni per garantire libere elezioni ai cittadini siriani”.
 
La Mozione è nata dalla petizione lanciata dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta sulla piattaforma change.org, che ha raccolto oltre 4200 firme di cittadini, con l’obiettivo di chiedere un’amministrazione provvisoria delle Nazione Unite in Siria finalizzata a ottenere la pace e il disarmo delle fazioni in campo.
 
Dichiarazione di Igor Boni e Silvja Manzi, direzione nazionale Radicali Italiani:
 
“La Mozione approvata oggi dal Consiglio regionale del Piemonte, grazie alla decisiva azione del Comitato regionale per i diritti umani, segue e amplifica quella approvata poco più di un mese fa dal Parlamento italiano (promossa dall’On. Pierpaolo Vargiu). L’attuale situazione in Siria, per evolvere verso una reale condizione di stabilità e di pace, di ricostruzione politica e civile, non può prescindere dall’intervento della giustizia internazionale che deve individuare i tanti crimini di guerra commessi, processare e condannare i criminali; e da un intervento delle Nazioni Unite che in un periodo di transizione monitorino sulla pace e pongano le basi per la riorganizzazione dell’intero Paese, che consenta ai siriani di scegliere in libere elezioni il proprio governo. Sarebbe opportuno che, dopo il Parlamento italiano e il Consiglio regionale del Piemonte, anche il Parlamento europeo si pronunci su questa proposta sostenendola e dandole corpo.”
 
 

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