Radicali, Banche. Crediti incagliati, capitalisti assistiti e socialismo municipale. MPS emblema della “grande ammucchiata”

Dichiarazione di Alessandro Massari, Direzione nazionale Radicali italiani

Radicali Italiani conduce da anni iniziative per separare la politica dalle banche e gli enti locali dall’attività di impresa.
Il caso MPS ha evidenziato l’intreccio di queste forme anomale di controllo dei partiti sull’economia e la finanza, che ha distrutto ricchezza, efficienza, economicità. La politica ha privatizzato solo formalmente le banche, ma le controlla di fatto tramite le fondazioni e i “politici parcheggiati” per ottenere clientele, così come accade nel socialismo municipale, composto dalle oltre ottomila società partecipate dagli enti locali che erogano beni e servizi in forma apparentemente privata ma sotto il controllo pubblico grazie a migliaia di politici “parcheggiati”, capaci di produrre debiti, disservizi e notevole consenso clientelare. Dei disservizi non se ne curano mentre il consenso lo mantengono coprendo i debiti con prestiti bancari. Il fatto è talmente noto che il maggior quotidiano economico ha sostenuto che “ c’è il capitolo della partecipate pubbliche. Mps è inguaiata con pegni o titoli in Scarlino Energia; Fidi Toscana; Bonifiche di Arezzo; l’Aeroporto di Siena e persino le Terme di Chianciano. La banca si ritrova a fare l’imprenditore di società in crisi quando avrebbe dovuto solo fare la banca”
I 47 miliardi di crediti incagliati figli della grande ammucchiata è fatta di capitalisti assistiti, da De Benedetti a Zunino, passando per Ligresti e Mezzaroma. Ma ci partecipano anche le ex municipalizzate. Lo stesso quotidiano ha definito il sistema come una giungla che ha fatto pagare il conto ai contribuenti grazie ai partiti, tutti! “Il parterre è ecumenico sul piano politico. Centro-sinistra, Centro-destra pari sono. Del resto per una banca guidata per decenni da una Fondazione espressione della politica era quasi naturale l’arma del credito come strumento di consenso e di scambio.”
Prima che l’Italia venga rovinata si devono separare le fondazioni bancarie dalle banche e mettere sul mercato le società in mano degli enti locali, tranne quelle che forniscono servizi pubblici essenziali.
In questo contesto il Parlamento ha deciso la costituzione dell’ennesima, inutile commissione parlamentare. Prenda il toro per le corna e tagli il nodo gordiano inserendo nella propria agenda politica le riforme proposte dai Radicali. Se non lo si fa per convinzione, lo si faccia almeno per convenienza.

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