Radicali Banche. Finalmente il Parlamento si occupa di banche dopo che i partiti le hanno occupate. Si separino le banche dalle fondazioni

Alessandro Massari, Direzione nazionale Radicali italiani

Dopo anni di false certezze sulla solidità delle nostre banche, il Parlamento ha votato per istituire una commissione che valuti il funzionamento del sistema bancario.
I Radicali denunciano da sempre la debolezza del sistema basato sul groviglio disarmonico fatto di intrecci e legami più o meno visibili tra partiti, fondazioni bancarie, banche, imprenditori assistiti, chiedendo la riforma.
Oggi la politica locale, in collegamento con i partiti nazionali, ha il potere di nominare i vertici delle fondazioni che a loro volta scelgono la dirigenza bancaria. Infatti le banche hanno avuto per oltre un ventennio degli speciali azionisti di riferimento, le fondazioni bancarie, che hanno ricapitalizzato le banche senza successo. Al contrario, hanno messo a rischio la vita delle fondazioni stesse. Il caso delle quattro banche fallite e del Monte dei Paschi è emblematico. Le fondazioni che le controllavano non hanno più un euro in cassa, senza esser riuscite a salvare nulla.
Così nascono i crediti incagliati e la crisi di sistema. La politica sceglie di mettere a capo delle fondazioni politici “in parcheggio”. Questi mettono a capo delle banche persone di loro fiducia che concedono credito a capitalisti assistiti i quali rendono ai partiti, in cambio del credito concesso loro senza garanzie adeguate, consenso elettorale.
E’ necessario non sprecare l’occasione per una riforma radicale del sistema, aprendo la proprietà delle banche a investitori istituzionali ben regolati e controllati per liberare le fondazioni dalla proprietà delle banche, divenute un onere insopportabile per i loro bilanci.
Auspichiamo che il Parlamento voglia analizzare approfonditamente anche le modalità di accesso al credito, a chi e come viene concesso, in base a quali criteri e, soprattutto, che faccia luce sui casi di usura delle banche a danno di tanti piccoli e medi imprenditori che rischiano il fallimento o sono già falliti.
Più che la conoscenza sui 100 grandi debitori di MPS, sarebbe utile capire quanti imprenditori sono falliti perché non sono riuscite a restituire il denaro loro prestato a causa di condizioni troppo onerose.
Questo sistema ha fallito perché gli imprenditori capaci non hanno accesso credito, quelli che sono amici dei politici si, spesso senza neanche restituirlo. Capire ciò, significa capire perché l’Italia è in recessione.

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