Migranti, Radicali: lavoro sia strumento regolarizzazione

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani

Il limite della proposta del Viminale, come riportata dalle anticipazioni della stampa, rimane la Bossi Fini. È giusto che i richiedenti asilo lavorino, come del resto potrebbero già fare, ma il problema è l’alto tasso di non riconoscimento della protezione. Se infatti una persona che viene formata e lavora poi non ottiene protezione non può neppure accedere a un permesso di soggiorno per rimanere legalmente in Italia.
Se si vuole davvero investire sull’integrazione non si può fare a meno di mettere a punto nuovi strumenti legislativi, più flessibili, che premino chi intraprende – o ha già compiuto – un percorso positivo, impara l’italiano e si mette a disposizione delle forze sociali e produttive del territorio che lo accoglie. Solo così il lavoro diventerebbe uno strumento di inclusione e di governo efficace dei flussi migratori.

Le nostre proposte: Immigrazione, sconfiggere la grande bugia e cambiare il racconto

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