Carcere di Ivrea, visita di Radicali italiani e Sinistra Ecologia Libertà

Il 23 gennaio 2017 Silvja Manzi e Igor Boni, Direzione Nazionale di Radicali Italiani, e Marco Grimaldi, capogruppo di SEL-Sinistra Ecologia Libertà in Regione Piemonte, hanno fatto visita alla Casa Circondariale di Ivrea (TO). La visita è nata con lo scopo di verificare l’attuale situazione nella struttura penitenziaria, anche a seguito di diverse segnalazioni e degli episodi di violenza di fine ottobre dello scorso anno.

“I fatti balzati agli onori delle cronache non sono che il pixel di una fotografia ben più complessa”, hanno dichiarato i membri della delegazione.

Il Carcere, che ha una capienza di 192 posti ‘regolamentari’, oggi (dato alle 24h00 del 22 gennaio 2017) ospitava 244 detenuti, di cui 102 stranieri (41,8%).
Per quanto riguarda il personale dell’Istituto, se l’organico previsto sarebbe di 221 unità, in realtà 183 sono in pianta organica, ma – tra distaccamenti e altre assenze – solo 144 (dato di oggi, 23 gennaio 2017) sono effettivamente a disposizione della Direttrice Assuntina Di Rienzo.

La delegazione piemontese si è fermata a discutere a lungo con la Direttrice e con gli operatori, non solo in merito ai gravi fatti avvenuti di recente, ma anche a proposito delle carenze strutturali del carcere.

Negli ultimi mesi, all’aumento delle presenze (passate dai 190 detenuti presenti al 28 aprile 2015, agli attuali 244) si è sommato l’arrivo di diversi casi di detenuti trasferiti da altri Istituti, per lo più a causa di sanzioni disciplinari. Questa delicata situazione si scontra con la carenza di organico e con gli scarsi strumenti che la struttura ha a disposizione. Una gestione meno conflittuale e più promiscua dei detenuti avrebbe bisogno di aree comuni e, da subito, di un impianto di videosorveglianza che consenta agli agenti un minor carico di lavoro.

La delegazione ha visitato le diverse aree, a partire dall’infermeria, che ospitava un caso di autolesionismo (di tre avvenuti nella stessa giornata). Qui i rappresentanti di SEL-Sinistra Italiana e dei Radicali hanno potuto parlare con gli operatori sanitari e del SERT, appurando che dei 244 detenuti ben 240 fanno uso di psicofarmaci, dai semplici analgesici a terapie più importanti. Mentre una guardia medica è presente h24, per contro lo psicologo è attivo solo 24 ore al mese e lo psichiatra 2 ore a settimana. Vi sono inoltre 64 tossicodipendenti, tutti in terapia di mantenimento (a lievi dosi scalari).

“Facciamo appello al Ministero di Grazia e Giustizia e al Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria affinché non siano più sottovalutati da un lato i casi di insofferenza dei detenuti, dall’altro le difficili condizioni lavorative in cui si trovano gli agenti penitenziari”, ha dichiarato l’esponente di Sinistra Italiana Marco Grimaldi. “Il sovraffollamento e il calo dell’organico sono solo una parte di un problema che ha bisogno di investimenti certi per una migliore gestione delle aree comuni e dei diversi piani, a partire da un nuovo impianto di videosorveglianza, che costerebbe solo 40mila euro.”

“Se il caso di fine ottobre è stato scatenato dall’assenza di canali di intrattenimento televisivi”, hanno dichiarato Silvja Manzi e Igor Boni, “l’abuso di psicofarmaci e la scarsità di attività ricreative, di studio o lavorative (solo 80 detenuti hanno la possibilità di svolgere un lavoro) richiederebbe ben altro investimento da parte delle istituzioni locali e del Governo”.

23 gennaio 2017

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