La mozione generale approvata dal Comitato Nazionale di Radicali Italiani

Comitato Nazionale di Radicali Italiani 27-29 gennaio 2017

Il Comitato, udite le relazioni del segretario e del tesoriere, le approva. Il Comitato accoglie e fa proprio il documento politico che – sulla scia di quanto deliberato nella mozione generale del XV Congresso di Radicali Italiani – individua nove obiettivi politici prioritari da perseguire nel 2017, ed indica in 3.000 iscritti e 6.000 sostenitori la base finanziaria e militante necessaria per il perseguimento realistico degli stessi.

Il Comitato rileva che il progressivo rafforzamento delle forze populiste, nazionaliste e sovraniste da tempo presenti in Europa, che oggi trovano un decisivo punto di aggregazione e di leadership nella Presidenza americana di Donald Trump, rischiano di creare la stessa, drammatica escalation cui abbiamo assistito nel secolo scorso: dalla chiusura dei confini sul fronte esterno alla soppressione dei diritti individuali su quello interno, per arrivare infine al definitivo e inevitabile esito della guerra.

Il Comitato ritiene che tali istanze non siano state contrastate dalle classi dirigenti europee, ma al contrario siano state accelerate  dalla deriva intergovernativa e antifederalista dei governi dei principali Paesi dell’Ue e dalle maggiori forze politiche Socialiste e Popolari.

Il Comitato, tuttavia, sottolinea che se da un lato l’affermazione di quelle forze rappresenta un pericolo per lo stato di diritto anche in ottica transnazionale e per la sopravvivenza delle istituzioni europee, dall’altro richiama quanti non si rassegnano alla chiusura delle frontiere, al protezionismo, alla compressione delle libertà individuali e al riaffermarsi delle istanze nazionaliste a trovare urgentemente nuove e più efficaci forme di aggregazione e di resistenza.

Il Comitato rileva che le due prime risposte politiche e istituzionali a queste derive, attraverso altrettante proposte di legge di iniziativa popolare, devono essere date sui fronti del governo dei flussi migratori, promuovendo il superamento della Bossi-Fini, la creazione di canali legali di ingresso nel nostro paese e la riforma del sistema di accoglienza sulla base delle migliori prassi, e della lotta alla povertà, introducendo sostenibili misure strutturali di reddito minimo d’inserimento e riformando le altre misure di protezione sociale.

Il Comitato sottolinea altresì che i Radicali, per le lotte transnazionali che hanno rappresentato il contenuto più originale e profetico del pensiero e dell’azione di Marco Pannella e per i temi che tuttora pongono al centro della propria attività, devono assumersi la responsabilità di incarnare il rilancio dei sentimenti, delle ragioni e degli obiettivi democratici. Per questo dà mandato agli organi dirigenti di convocare, per la prossima primavera, una grande assemblea pubblica che, a partire dalle due proposte di legge di iniziativa popolare, faccia del 60° anniversario dei Trattati di Roma un’occasione di aggregazione delle forze federaliste, europeiste, laiche e liberali.  

La mancanza di una politica estera comune dell’Europa è stata la prima causa della totale inadeguatezza dell’intervento delle diplomazie occidentali nella vicenda siriana, la peggiore tragedia umanitarie della storia recente. L’iniziativa radicale per un piano di pace a sostegno di un governo provvisorio dell’ONU, del disarmo e della indizione di libere elezioni democratiche, è stata recepita dalla Camera dei Deputati con l’approvazione a larga maggioranza di una mozione, fatta propria anche dal Consiglio regionale del Piemonte. In questo contesto, si individua come necessaria una interlocuzione con il Governo italiano sollecitandolo al rispetto del dispositivo approvato dal Parlamento. Il Comitato propone di promuovere l’intervento del Tribunale Penale Internazionale al fine di perseguire i crimini di guerra, di genocidio e contro l’umanità perpetrati in questi ultimi anni in Siria e in Iraq e di proseguire nel sostegno alla campagna avviata con altre organizzazioni per la tutela dei difensori dei diritti umani (HRD). Al contempo propone il lancio di una campagna transnazionale intitolata “Assad all’Aja”, con l’obiettivo di ribadire che per una transizione di pace e di democrazia in Siria occorre ribadire che “non c’è pace senza giustizia”.

Il Comitato rileva che miglior risposta alle forze politiche che oggi alimentano solo odio e oscurantismo è l’apertura  di una nuova stagione dei diritti civili a partire dal rilancio del progetto antiproibizionista, che sarà al centro della campagna “Radical cannabis club”, finalizzato a ottenere l’approvazione della Legge di iniziativa popolare “Legalizziamo”, a elaborare e proporre soluzioni di governo anche per le altre sostanze e a creare un coordinamento europeo sulle droghe. il comitato sottolinea l’importanza di proseguire gli obiettivi di riforma della giustizia, partendo dalle analisi e campagne di riforma che da sempre caratterizzano il movimento.

Il Comitato rileva come l’attuale scenario politico, in particolare dopo il referendum costituzionale e la sentenza della Consulta sull’Italicum, evolva inevitabilmente verso un sistema proporzionale, senza alcun dibattito sugli esiti disastrosi che esso può produrre: da un lato l’aumento delle tasse e della spesa pubblica, dall’altro l’irrigidimento dei partiti e la creazione di sbocchi autoritari per le crisi istituzionali, come ammoniva Luigi Einaudi nel 1946. Impegna perciò gli organi dirigenti a promuovere un’aggregazione trasversale di forze e personalità politiche favorevoli al collegio uninominale maggioritario, unico strumento utile a legare direttamente l’eletto con il corpo elettorale e il territorio.

Il Comitato dà mandato agli organi dirigenti di depositare la richiesta di iscrizione di Radicali Italiani alRegistro nazionale dei partiti politici, accompagnata da una nota nella quale si rivendichino le caratteristiche statutarie storiche del movimento radicale. Tale iniziativa segna l’avvio di un dialogo con la Commissione preposta, nel corso del quale saranno valutati i percorsi, anche di natura giurisdizionale, tesi a riaffermare i connotati del movimento radicale e ottenere la modifica degli attuali criteri normativi, di dubbia legittimità costituzionale.

Il Comitato rileva che la misurazione della qualità dei servizi  ê una nuova frontiera per l’amministrazione delle città attraverso strumenti che evidenzino in modo chiaro e scientifico se le istituzioni funzionano e risolvono i problemi della collettività. Radicali italiani ha messo a punto in continuità con l’azione dell’assessorato  alla Partecipazione di Milano una delibera modello per promuovere questa azione in tutto il Paese.

Il Comitato saluta con soddisfazione i numerosi incontri sui temi radicali nelle scuole che si sono tenuti nelle ultime settimane a Roma, individuando in tale attività un’importante possibilità di avvicinamento alle fasce di popolazioni più giovani. Auspica quindi che iniziative simili vengano intraprese anche in altre città italiane, e ove possibile estese alle università.

Il Comitato dà mandato al Tesoriere di promuovere, con le associazioni territoriali che siano disponibili a rafforzare il collegamento con Radicali Italiani, e fermo l’importo della quota di iscrizione annuale fissata dal congresso, forme di intesa dirette a stabilire premialità per gli iscritti all’associazione territoriale che siano iscritti anche a Radicali Italiani.

Il Comitato rivolge un forte invito agli iscritti, ai militanti e ai simpatizzanti radicali a rendere il 2017, con la loro mobilitazione, con la loro partecipazione attiva, col loro contributo di tempo, di riflessione e di capacità di aggregazione, un anno di crescita decisiva per il futuro della comunità radicale e per i suoi obiettivi storici e nuovi, in vista della prossima primavera di mobilitazione popolare. Il XX è stato il secolo degli Stati nazione, il XXI appartiene alle città”, questo hanno affermato i sindaci di Londra e Parigi a seguito di “Brexit”. Radicali Italiani ribadisce che le città, con la valenza sovranazionale acquisita rispetto alle grandi sfide del nostro tempo, sono e saranno sempre più i centri del cambiamento.

Il Comitato ritiene, dunque, che in riferimento alla prossima mobilitazione primaverile del Movimento, sia necessario prevedere anche strumenti quali proposte di legge popolari su misure finalizzate a promuovere un modello federalista municipale che accresca la sovranità del cittadino. Un modello che garantisca al cittadino la partecipazione e il controllo diretto dell’azione delle amministrazioni pubbliche: nuovi ed effettivi strumenti di iniziativa popolare locale e di conoscenza e di valutazione dell’attività delle amministrazioni pubbliche, perseguite per il Comune di Milano dall’Assessorato Radicale alla Partecipazione, Open data e Cittadinanza attiva. Tra le altre misure referendum vincolanti abrogativi anche su tariffe e tributi locali e la riduzione del quorum.

 

Scarica i documenti della riunione del Comitato del 27-29 gennaio 2017:

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