Hashish, Soldo e Perduca (Radicali) aiutiamo il Marocco a legalizzare il suo Pil!

Dichiarazione di Antonella Soldo, Presidente di Radicali Italiani e Marco Perduca, coordinatore di Legalizziamo.it.

Secondo uno studio pubblicato all’inizio di marzo dal Dipartimento di Stato americano, il Marocco, assieme all’Afghanistan, sarebbe il più grande produttore ed esportatore di cannabis del mondo. Lo studi americano cita anche i dati elaborati l’anno scorso dall’Ufficio delle Nazioni contro la droga e il crimine che ritiene che nella stagione 2015-16 in Marocco la produzione di cannabis sia stata stimata intorno alle 700 tonnellate – una quantità che una volta trasformata in hashish sarebbe potenzialmente equivalente al 23% del PIl del paese che ammonta a $100 miliardi.

Se questo incrocio di stime dovesse esser confermato, si tratterebbe di un’impressionante quantità di danaro nelle mani della criminalità organizzata e sottratto alle casse di un paese in via di sviluppo! Una percentuale quasi doppia all’mpatto della produzione di oppio in Afghanistan…

In aggiunta ai dati elaborati da ONU e USA, si registrano le allarmanti dichiarazioni di rappresentanti del Regno del Marocco che denunciano come il paesi sia ormai diventato una delle principali vie di transito verso l’Europa per la cocaina proveniente dal Sud America. Corrieri di origine africana, ma anche andini, sono sempre più spesso arrestati all’aeroporto internazionale di Casablanca con cocaina nascosta nei bagagli oppure ingerita.

Se l’hashish resta la droga illecita più utilizzata all’interno del Marocco, altre sostanze, chiamate “karkoubi”, un nome generico per diversi coinvolgente benzodiazepines, si stanno sempre più affermando. Il governo marocchino sostiene che questi psicofarmaci entrino nel paese principalmente dall’Algeria, e la causa di una serie di violenze
commesse, per lo più giovani, sotto l’effetto delle sostanze. Circa il 25% dei detenuti marocchini (circa 19.000) sono in carcere per crimini legati alla droga.

Come tutta risposta gli USA hanno aperto il loro primo ufficio africano della Drug Enforcement Agency, DEA, che, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca potrebbe aprire la pista a un rilancio di militarizzazione della Guerra alla Droga in quelle zone.

Occorre che l’Europa reagisca con proposte coraggiose di sviluppo sostenibile e prenda in considerazione la possibilità di concordare col Marocco l’avvio di una produzione, in questa fase esclusivamente per fini medico scientifici, di cannabis da destinarsi alla cura del dolore nel continente africano.

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