Standing ovation per Emma Bonino al Lingotto 2017 – Il discorso integrale

L’articolo di Unità.tv: Lingotto in piedi per Bonino: “Il reato di clandestinità è una stupidaggine”

Le battaglie di Radicali Italiani richiamate da Emma Bonino al Lingotto 2017:

Trascrizione dell’intervento integrale:

Grazie, grazie. Però, voglio dire, risparmiatene qualcuno per dopo, perché forse non vi piacerà tutto quello che vi devo dire, quindi risparmiatene qualcuno per dopo.

Quando il ministro Martina ma chiamato qualche settimana fa, una settimana fa, per invitarmi a questa vostra iniziativa per parlarvi soprattutto, mi ha chiesto, di immigrazione, Mediterraneo, come ci collochiamo nel mondo, eccetera eccetera… Devo dire che mi ha molto sorpreso, perché non sono e non siamo stati abituati a ricevere questo tipo di invito. D’ altra parte, com’ è noto i rapporti, col PD, con quasi tutti i Segretari, sono sempre stati contrastati e forse sarebbe bene cominciare a discuterne. Non abbiamo mai avuto rapporti, come dire, semplici. E dopo tutti questi anni e decenni penso che dovrebbe esservi chiaro che da parte nostra, da parte radicale, arrivano spesso richieste politiche, proposte di iniziative politiche e mai di potere o di sottopotere: questo lo rivendico con orgoglio, perché è la mia storia, è la nostra storia. Ed è forse proprio per questo che i rapporti sono stati difficili perché avvenivano su due piani diversi.

Per esempio, abbiamo provato ripetutamente, inutilmente, cocciutamente, durante tutto il lungo periodo del referendum costituzionale, a cercare di discutere con voi cose semplici: il referendum act, cioè la legge di attuazione di quella che doveva essere la nuova forma sul referendum. E che mi pare evidente, alla luce di tutti gli episodi di cronaca, che tutte le raccolte firme, le loro autenticazioni, sono nella stragrande maggioranza false. Da Forza Italia a Cinque stelle, nessuno è stato immune da inchieste sulla irregolarità della raccolta firme. Bene, volevamo semplicemente dire che forse era arrivato il momento di passare alla firma digitale: sai che rivoluzione! È la firma che voi usate per fare atti molto più impegnativi che non firmare per una proposta di iniziativa. Vi abbiamo rincorsi ovunque. Alla fine mi sono sentita talmente una questuante molesta, che ho smesso. Non sono una questuante molesta, non è il mio ruolo, sono solamente cocciuta. Ora, in più, vi chiedo e mi chiedo se nei prossimi mesi, durante forse dibattiti sulla legge elettorale od altro, non è arrivato il momento di porre argine a quella che è una degenerazione di falsità e di imbrogli, che conosciamo tutti quanti.

E infine mi chiedo, e poi passo al tema che mi avete chiesto, e vi chiedo, ma è mai possibile… è mai possibile che in tema di diritti civili, di diritti umani, di riforma democratica del sistema politico, non ci sia stato mai da parte vostra un minimo di interesse a dialogare con noi? È possibile? E perché? E perché, mentre questo Paese sta riscivolando verso un proporzionale pasticciato di pessima memoria, e che chi ha la mia età ricorda molto bene… Scusate questa brevissima premessa, ma pensavo di dover spiegare le ragioni della sorpresa rappresentata dall’ invito che mi avete rivolto.

E vengo al tema che mi avete proposto, un tema certamente impopolare: la questione migranti, rifugiati, Europa. Ma come diceva Marco Pannella su certe questioni bisogna avere il coraggio di essere impopolari, per non diventare antipopolari nella sostanza. Sì, siamo forse impopolari. E immagino che non mi abbiate invitato come esperta di questo tema: di esperti ce ne sono a decine, tanto non li ascoltate lo stesso. Ma avete esperti anche tra di voi: io voglio ringraziare qua il sindaco Bianco, il sindaco Gori, e molti altri rappresentanti del terzo settore che a voi fanno riferimento. E che proprio su questo tema si sforzano inutilmente di darvi il coraggio di avere più coraggio e di dire più verità nel nostro Paese.

In politica credo, come voi sapete, spesso anche nella vostra vita personale o professionale, molto spesso gli interessi si scontrano coi valori e lo sforzo è quello di trovare degli equilibri più o meno precari, più o meno presentabili, sapendo che interessi e valori non sempre vanno nella stessa direzione. Ebbene, se c’è un tema dove i nostri interessi coincidono con i nostri valori, è esattamente il tema dell’ immigrazione e dell’ Europa. Ma bisogna avere il coraggio di dirlo e di non farci intorlupinare da falsità vere e proprie, che ci vengono propagate dalla mattina alla sera, molte volte dalle vere e proprie falsità. Molti Stati europei si sono sbracciati a una critica a Trump, ai muri… un po’ ipocrita, eh, perché noi stiamo facendo la stessa cosa, quindi potremmo cominciare a guardarci in casa.

Ebbene, dicevo, l’immigrazione ordinata – e poi ci verrò – è nel nostro interesse. Noi dobbiamo avere il coraggio di dire ai nostri cittadini che i sei milioni di immigrati regolari nel nostro Paese ne abbiamo bisogno: producono l’8% del PIL, sono l’8% della popolazione sono contribuenti netti, nel 2014 hanno pagato le pensioni di 640.000 italiani, hanno inventato 500.000 imprese, dando lavoro anche agli italiani, scoprendo nicchie che gli italiani non volevano coprire. E vi faccio un esempio: senza i figli degli immigrati e con il nostro grande declino demografico, che è lo stesso dalla Spagna, del Portogallo, della Germania, della Bulgaria, oggi noi abbiamo 805.000 figli di immigrati che vanno a scuola, senza di loro chiudiamo 35.000 classi e 78.000 mila insegnanti lasciano il lavoro, per mancanza semplicemente di persone a cui insegnare. Ma dobbiamo avere il coraggio di dire questo, forte e chiaro.

Noi avremo bisogno, come dice una ricerca dei Radicali Italiani – ma che è uguale a Fondazione Moressa, al Centro Astalli, ad Assolombarda, a Confindustria – che, tanto per essere in equilibrio tra anziani e forza lavoro, noi abbiamo bisogno di 160.000 nuovi ingressi l’ anno per i prossimi dieci anni. Ce lo vogliamo mettere in testa questo, si o no? O pensiamo invece a che cosa, alla desertificazione del nostro Paese? Quindi i nostri interessi… e badate che sono gli stessi degli altri Paesi europei, come vi ho detto, e l’ unica che ha fatto una legge di integrazione e rigorosa, tedesca appunto, è la Germania, che almeno si è cimentata su questo.

Ma i nostri problemi non sono questi, salvo dirlo con più forza ai nostri concittadini, il nostro problema è che accanto a questi, noi ci stiamo costruendo un esercito di 500.000 irregolari, accumulati negli anni, perché hanno perso il permesso di soggiorno, perché… Che dobbiamo fare di questi irregolari secondo voi, li cacciamo tutti? Siamo sicuri? Siamo sicuri che è possibile? E in più continuano ad arrivare, perché nonostante accordi, contro accordi, tutto quello che volete… gli sbarchi di questo periodo dell’ anno sono 40% in più degli sbarchi dall’ anno scorso, nonostante tempeste, tutto quello che volete. Non c’è la strada legale per entrare a lavorare in questo Paese, per cui tutti si fanno passare per rifugiati e le richieste di asilo vengono ormai respinte al 60%. Risultato: ci stiamo noi creando un esercito di clandestini o irregolari nel nostro Paese.

E lavorano in nero, e stanno nelle nostre case, e non è che ci rubano il lavoro, scusate, ma diciamolo forte: fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Perché l’ aspirazione di ogni famiglia è che il proprio figlio faccia… ce l’ avevano i miei genitori, che mi hanno fatto studiare, ce l’ hanno i miei fratelli, che pensano che i nipoti debbano avere un’ altro destino… Questi fanno i manovali nelle costruzioni, che nessuno vuole fare, in agricoltura… e tralascio, perché… Nelle nostre case noi abbiamo 800.000 badanti, per i nostri vecchie per i nostri figli, cioè affidiamo a questi le cose più care che abbiamo. E se domani mattina sparissero, 800.000 famiglie si trovano in difficoltà.

Allora, queste sono le cose positive, che noi dobbiamo dire con forza alla nostra opinione pubblica. E poi gli dobbiamo dire sugli irregolari, che dobbiamo fare. Vedete, io non sono un’entusiasta degli ultimi decreti. Penso innanzitutto che sono, come dire, parziali: se non aggiungiamo la parte integrazione, questi due decreti sono semplicemente parziali, e non credo risolvano la situazione. Io non credo che diminuire le protezioni giurisdizionali aiuti, non credo che aiuti la moltiplicazione dei CIE, non credo neppure che aiuti l’ idea che li rimandiamo tutti indietro: 500.000, siamo sicuri? Io penso che la strada maestra è tentare la strada difficile, ma possibile, dell’ integrazione, a partire dal lavoro e a partire dai canali regolari in cui queste persone possono venire in Italia.

E badate… e ho finito ovviamente, però vi volevo dire due cose. È legittimo, doveroso, necessario, che l’ Europa finalmente rafforzi le sue frontiere esterne, ed è una vergogna che gli Stati membri… guardate, io non ne posso più quando sento parlare di Europa e degli eurocrati di Bruxelles: la grande responsabilità è degli Stati membri e della deriva intergovernativa che ha preso questa Europa, e che poi non trova niente di meglio che scaricare il capro espiatorio sulla Commissione, il Parlamento, i burocrati, e non so quale altro accidenti. Le vere responsabilità risiedono nella mancanza di unione, diciamo, dei Capi di Stato e di Governo: l’ ultimo episodio è quello di ieri, su cui non voglio neanche… quando poi non sanno più che fare chiedono alla Commissione di fare delle proposte e, appena le proposte arrivano, le cestinano manco fosse arrivato non so quale libro porno. Non era un libro porno, erano delle ottime proposte, ma che nessuno ha voluto attuare. Quindi la strada maestra a mio avviso è la strada verso l’ integrazione. E se è vero – e chiudo – che bisogna rafforzare le frontiere esterne, cosa che la saggezza, si fa per dire, dagli Stati membri, non ha mai voluto finora, come non ha mai voluto una politica di integrazione europea: se lo sono sempre tenuti a livello nazionale, salvo poi accusare all’ Europa di non farlo. E ci vuole una bella faccia tosta, diciamo, da questo punto di vista.

Infine, fatemi solo dire una parola: è legittimo avere degli accordi di rimpatrio con questo o quel Paese, ma stiamo attenti a dove rimandiamo le persone. Stiamo attenti, perché io non so se voi lo potete digerire, ma io e molti con noi, l’ idea di rimandare in Libia – quello che un ambasciatore tedesco, che non è proprio un emotivo, come me diciamo, è uno un po’ più aplomb, ha definito come la cosa più vicino ai lager che lui abbia visto – o rimandarli nei buchi infernali di due metri per due metri, con venti persone dentro, compresi i bambini… io, noi, questo stomaco non ce l’ abbiamo.

E voglio dire subito che vogliamo essere degli alleati del Governo sulla strada dell’ integrazione, e proveremo a fare noi la parte, diciamo, di cambiare il racconto. Andremo noi in piazza a spiegare… Noi inteso noi per il terzo settore, per moltissimi sindaci che fanno miracoli con lo SPRAR, ma non possono violare le leggi: la Bossi-Fini va superata, il reato di clandestinità è una stupidaggine. E oltre che essere una stupidaggine, intasa le procure e dà ai magistrati dei lavori inutili: proprio gli operatori dalla magistratura ci hanno detto che il reato di clandestinità non serve a niente, è controproducente e gli porta via un sacco di lavoro. E allora ci stiamo preparando con una grande rete del terzo settore, laico o cattolico che sia, con molti sindaci: voglio ringraziare il sindaco Bianco, voglio ringraziare tutta una parte dell’ ANCI che aderisce a questa campagna, una campagna di iniziativa popolare per il superamento della Bossi-Fini e per trovare modi legali per avere degli ingressi ordinati del nostro Paese.

Anche a noi sta a cuore la sicurezza. Il coraggio non è lo stesso del lassismo: sono due cose diverse. Ma c’è una cosa che ricorderò sempre: che nell’ ultimo l’ unico incontro, così emozionante, che ho avuto con Nelson Mandela, non so perché a un certo punto Nelson Mandela disse: “Sai, se ci sono i moscerini in un grande stagno, i fucili non servono. Forse è meglio bonificare lo stagno”. E io credo che dobbiamo bonificare lo stagno riducendo l’ irregolarità, la clandestinità, il lavoro nero, le donne nigeriane costretta a prostituirsi, i minori non accompagnati che non sappiamo dove sono finiti. Ma per fare questo noi dobbiamo soprattutto prosciugare il nostro stagno di paura, pretese, stereotipi e pregiudizi: questo mi piacerebbe per governare questo Paese in un problema che sarà con noi per decenni.

Non vi crediate che passa l’ estate e torniamo come prima. Noi siamo un continente vecchio, che invecchia sempre di più, ed è il più ricco continente al mondo, ci piaccia o non ci piaccia: in termini di PIL, di welfare, di educazione, di speranza di vita, tutto quello che volete… in declino demografico. E a 300 chilometri c’è un’ esplosione di giardino di infanzia, con un’ esplosione demografica che nessun avanzamento economico potrà nel breve termine assorbire. Lo dobbiamo fare questo lavoro con l’Africa, ve lo dico io che cominciai da piccola con la campagna contro lo sterminio per fame, tanti anni fa… l’ avessimo fatta, oggi non saremmo così. Però ci vogliono generazioni per questo, e nel frattempo, per spingere l’ Europa ad assumersi i suoi valori, bisogna che noi facciamo la nostra parte.

Ci troverete, questa rete, tutti insieme, per questa campagna di iniziativa popolare, che coniuga i nostri interessi, i nostri valori, legalità e umanità: credo siano le cose che ci devono guidare. Grazie mille.

 

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