Atac, Radicali lanciano #MobilitiamoRoma, referendum per messa a gara del tpl

Magi e Capriccioli: “Capitale alla mercè di azienda fallita, cambiare modello per adeguare servizio a esigenze cittadini”. Da Ichino a Giavazzi, già decine di adesioni tra economisti e accademici.

La fotogallery della conferenza stampa

Un referendum comunale per proporre la messa a gara del trasporto pubblico romano e fornire ai cittadini un servizio finalmente all’altezza di una capitale europea. A lanciarlo Radicali Italiani e Radicali Roma, che oggi una conferenza stampa hanno presentato la campagna “Mobilitiamo Roma“.

«Volete voi che, a decorrere dal 3 dicembre 2019, Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità d gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, prevedendo clausole sociali per la salvaguardia e la ri- collocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?» recita il quesito su cui già da oggi i Radicali inizieranno a raccogliere le prime mille firme necessarie ad avviare la procedura referendaria.

La campagna ha già incassato le adesioni di decine di economisti, personalità del mondo accademico e della politica, tra questi: Pietro Ichino (Ordinario di Diritto del Lavoro – Università degli Studi di Milano), Francesco Giavazzi (Ordinario di Politica Economica – Università Bocconi di Milano), Linda Lanzillotta (Vice Presidente del Senato), Elisabetta Iossa (Ordinario di Economia – Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Andrea Giuricin (Ricercatore – Università degli Studi di Milano Bicocca), Augusto Cerri (Ordinario di Diritto Pubblico – Università La Sapienza di Roma), Umberto Croppi (già Assessore alla Cultura del Comune di Roma), Alessandro De Nicola (Docente di Comparative Business Law – Università Bocconi di Milano), Roberto Cicciomessere e Vittorio Zambardino. QUI L’ELENCO COMPLETO DELLE ADESIONI GIUNTE FINORA.

“Non siamo dei fanatici della privatizzazione. Vogliamo aprire il mercato a più soggetti, come già fatto con successo in altre città europee, per riformare il modello di erogazione del servizio di trasporto e far sì che chi lo gestisce – pubblico o privato che sia – adegui il servizio alle esigenze dei cittadini, mentre oggi sono i cittadini a doversi piegare alle esigenze di un’azienda come Atac ormai tecnicamente fallita”, spiegano il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e il segretario di Radicali Roma, Alessandro Capriccioli.

I dati del dossier presentato oggi dai Radicali parlano chiaro: negli ultimi 10 anni la produzione complessiva di trasporto pubblico locale erogata da ATAC è diminuita di 12 milioni di vetture-km (-7%) e soltanto nell’anno 2015 sono state soppresse 653.445 corse (pari al 6,6% di quelle programmate). Gli autobus che circolano per le vie di Roma hanno oltre 10 anni, i tram sono gli stessi che trasportavano i cittadini negli anni Ottanta, con un’età media di oltre 32 anni e i treni delle metro hanno in media tra gli 11 e i 18 anni. La manutenzione dei mezzi è inefficiente e incostante: negli ultimi 20 mesi hanno preso fuoco durante il servizio almeno 20 tra autobus e metro e nel 2015 ogni 100 autobus e tram disponibili, almeno 42 non erano utilizzabili.

“Dati che sono lo specchio di una gestione che ha visto per troppi anni il Comune agire come proprietario di un’azienda e non nell’interesse dei cittadini”, continuano Magi e Capriccioli, “Chi pensa di poter risollevare le sorti del tpl romano semplicemente combattendo l’evasione è un illuso o un demagogo. Crediamo invece che il Comune debba recuperare il proprio ruolo di programmatore, regolatore e controllore del servizio di trasporto: ecco perché il nostro referendum non è per il privato, ma è a tutti gli effetti un’iniziativa a favore del pubblico, inteso come interesse pubblico dei cittadini, specie quelli che abitano nelle periferie e pagano carissima, sia in termini di tempo che di denaro, l’inefficienza dell’Atac.
Con la campagna “Mobilitiamo Roma” vogliamo aprire un dibattito a cui la politica si sottrae ormai da decenni: per questo il referendum, come tutte le iniziative radicali, è aperto a tutte le forze politiche, economiche, sociali e civili che vogliano farlo proprio”.

I materiali della campagna e l’elenco dei tavoli di raccolta firme sono disponibili sul sito http://mobilitiamoroma.it/

COME FUNZIONA IL REFERENDUM COMUNALE
Si raccolgono le prime mille firme sul testo del quesito, e le si depositano presso gli uffici del Comune.
Un’apposita Commissione ha un mese di tempo per verificare l’ammissibilità del quesito proposto.
Dopo il via libera della Commissione occorre raccogliere circa 30mila firme (1% della popolazione residente) in tre mesi.
Tanto le prime mille firme, quanto le successive, debbono essere autenticate a norma di legge.
Una volta raccolte e depositate tutte le firme, il Sindaco indice il referendum consultivo nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 giugno successivi al deposito.

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