Carceri, Radicali: “Su Tso Garante accoglie nostra proposta, a breve legge popolare per riforma”

Capano: “Urgente intervenire anche su misure di sicurezza”

Dichiarazione di Michele Capano, Tesoriere di Radicali Italiani

L’analisi lucida e completa che il Garante dei diritti delle persone ristrette Mauro Palma ha fornito oggi nella sua relazione ci consente innanzitutto di sottolineare la critica a governo e parlamento per la norma – contenuta nel ddl giustizia approvato al senato con la “fiducia” – che apre le porte delle Rems anche al disagio psichico sopraggiunto all’inizio della detenzione. Dovrebbe riflettere su questo aspetto chi ha accolto con toni entusiastici la chiusura degli OPG e la loro sostituzione con le Rems. E’ evidente come queste strutture non risolvano i problemi legati all’adeguatezza del trattamento del disagio psichico se dal Garante, come dalla psichiatria più avvertita, vengono considerate una “seconda scelta” rispetto al carcere stesso.

In merito al Tso, che come Radicali Italiani proponiamo di riformare attraverso una legge di iniziativa popolare che presenteremo a breve, il Garante ha evidenziato l’assoluta oscurità dei dati, che si limitano al numero di “dimessi” dal Tso. Ma quanti giorni dura il Tso? Quanti ricoveri volontari sono frutto di trasformazioni da originari Tso? Quanti Tso non vengono convalidati? Sono domande a cui in Italia non esistono risposte statistiche. E’ positivo dunque che il Garante raccolga una proposta che abbiamo sottoposto alla sua attenzione nel nostro incontro dello scorso dicembre e che sarà formalizzata nella proposta di legge popolare: cioè l’obbligo di una comunicazione al Garante Nazionale dell’avvenuto ricovero coatto.

Ma c’è un’altra questione che richiede risposte urgenti: quella della “libertà vigilata“, una misura di sicurezza che – con il pretesto di non essere “detentiva” – continua a poter essere legalmente prorogata a tempo indeterminato e la cui concreta esecuzione si traduce in una limitazione enorme e scarsamente regolata della libertà personale. Su questo non ci sono stati accenni da parte del Garante, ma è un tema da sollevare con decisione, anche nella chiave dell’eliminazione dell’ormai anacronistico “doppio binario” pene – misure di sicurezza.

Roma, 21 marzo 2017

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