Carceri/Detenuto morto a Pavia, Radicali: si cambi rotta su tossicodipendenti in carcere

Dichiarazione di Antonella Soldo, presidente di Radicali Italiani, e Alessia Minieri, membro della giunta di segreteria di Radicali Italiani

Giovedì scorso è morto nella Casa Circondariale di Torre del Gallo di Pavia Massimiliano Zampino, detenuto 48enne in attesa di giudizio. Le condizioni di Zampino, recluso da sole due settimane, avevano destato preoccupazioni tali da ritenerlo incompatibile con la carcerazione. Infatti, stando alle notizie riportate dalla stampa, l’uomo, tossicodipendente, era stato costretto alla brusca interruzione della terapia metadonica, si presentava in evidente sottopeso e affetto da un forte disagio psichico. Il caso di Zampino, purtroppo, è emblematico delle gravi carenze trattamentali che nel nostro paese riguardano un quarto dei detenuti. Dalla relazione 2016 del Dipartimento Politiche Antidroga al Parlamento emerge infatti che un detenuto su quattro è tossicodipendente, che il 35% del totale dei detenuti lo è stato e che un detenuto su tre è recluso per reati connessi alla droga. Uno studio dell’Unione Europea, il Progetto Medics, dimostra inoltre che la maggioranza dei detenuti italiani presenta una doppia diagnosi di tossicodipendenza e di disturbo psichico.

Per queste ragioni, come Radicali Italiani invitiamo il Ministro della Giustizia a procedere immediatamente all’attivazione delle sezioni a custodia attenuata per detenuti tossicodipendenti, nell’attesa di un necessario deciso cambio di rotta in materia di trattamento delle tossicodipendenze in carcere. E’ indispensabile, ormai, procedere verso un modello di accompagnamento trattamentale e abbandonare l’inutile pratica meramente punitiva a cui sono sottoposti i soggetti tossicodipendenti: prima di tutto pazienti e poi detenuti.

Ricordiamo che la depenalizzazione dei reati drug-related costituisce allo stato attuale l’unico strumento a disposizione del legislatore per garantire il rispetto dei diritti riconosciuti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

3 aprile 2017

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